Kangatraining, la ginnastica per mamme (e papà) da fare con il neonato

Allenarsi fa bene anche dopo la nascita di un bambino per recuperare la forma fisica. Conosciamo meglio il Kangatraining, la ginnastica dedicata alle mamme (e ai papà) da fare insieme ai neonati.

Parliamo spesso dell’importanza dell’attività fisica in gravidanza e di come questa dovrebbe essere una costante nelle settimane di preparazione al parto. Ma non solo. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ribadiscono come “le donne in gravidanza e nel postparto dovrebbero svolgere almeno 150 minuti settimanali di attività fisica aerobica di moderata intensità e, in questa fase della vita femminile, possono ottenere benefici praticando anche uno stretching dolce”.

Sono diversi i tipi di attività fisica che è possibile svolgere in gravidanza, ma anche dopo la nascita del proprio bambino e negli ultimi anni uno che ha riscontrato un grande successo è il cosiddetto Kangatraining. Una modalità di allenamento molto apprezzata e diffusa in tutto il mondo che ha come caratteristica quella di permettere alle mamme (ma anche ai papà) di allenarsi con il proprio bambino.

Cos’è il Kangatraining?

Come spiegato sul sito ufficiale, il Kangatraining è una modalità di allenamento studiata appositamente per permettere alle mamme di recuperare la propria forma dopo la gravidanza e il parto e di farlo insieme al proprio bambino che avrà modo di beneficiare della vicinanza della propria mamma.

I protagonisti del Kangatraining, quindi, sono due: la mamma (o il papà) e il bambino. Per la mamma l’obiettivo è quello di rafforzare e proteggere il pavimento pelvico e di migliorare la postura rafforzando i muscoli addominali. Per il bambino, invece, lo scopo è quello di non separarlo dal contatto con i suoi genitori impegnati nell’allenamento.

Il Kangatraining, infatti, nasce nel 2008 dall’idea di Nicole Pascher, una mamma austriaca che, dopo aver partorito, si rese conto che la propria bambina piangeva mentre lei si allenava. Così ha utilizzato una fascia, la bimba si è addormentata e lei ha potuto riprendere il suo allenamento. Da qui l’idea di sviluppare un programma di fitness e ginnastica, il Kangatraining appunto, da poter svolgere senza doversi separare dal proprio bambino.

Il Kangatraining, quindi, nasce come ginnastica post parto, per poi strutturarsi e prevedere anche diverse varianti. Oggi esistono diverse tipologie di Kangatraining, da quello in preparazione al parto per mantenersi in forma durante la gravidanza a quello per i papà e, addirittura, a quello pensato per i bambini più grandi.

Esistono inoltre anche versioni di ginnastica workout e con il passeggino; chi segue il percorso e il metodo Kangatraining può trovare tante soluzioni per il proprio benessere.

Kangatraining: com’è una seduta di allenamento

Si può iniziare a praticare Kangatraining già dalle primissime settimane dopo il parto, sia esso naturale o cesareo. È importante smaltire le eventuali conseguenze del parto e recuperare uno stato di forma tale per potersi dedicare alla ginnastica.

Una seduta di allenamento dura mediamente un’ora e prevede esercizi di stretching e defaticamento, esercizi mirati per migliorare la resistenza muscolare, per rafforzare il pavimento pelvico e per correggere la postura.

Ogni lezione inizia con un riscaldamento svolto stando in posizione eretta e tenendo il bambino in braccio facendo dei passi di danza molto semplici. Lo scopo di questa prima fase è quello di aumentare la frequenza cardiaca. Lo step successivo prevede l’allenamento su degli appositi tappetini per il lavoro sul pavimento pelvico e solo a questo punto il bambino verrà inserito nella fascia per continuare l’allenamento. È importante a questo proposito ricordare che per il Kangatraining è fondamentale dotarsi di una fascia che garantisca un supporto adeguato per la schiena e la testa del bambino.

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A questo punto inizia la parte centrale dell’allenamento con l’istruttore (in un’aula ma anche online) che guida i partecipanti a eseguire movimenti e coreografie, utilizzando anche specifiche basi musicali, con lo scopo di lavorare sulla resistenza muscolare. L’allenamento di Kangatraining si conclude poi con degli esercizi di defaticamento, il tutto tenendo sempre con il proprio bambino nella fascia.

I benefici del Kangatraining

Il Kangatraining assicura diversi benefici, non solo quelli legati propriamente all’aspetto fisico. Come abbiamo già avuto modo di scoprire questo è un allenamento pensato per potenziare i muscoli addominali, il miglioramento della postura e il rafforzamento del pavimento pelvico, ma sono altri i vantaggi che rendono il Kangatraining così apprezzato e diffuso.

La possibilità di allenarsi con il proprio bambino, infatti, permette di migliorare il bonding, tranquillizzando il piccolo tramite quel legame unico tra mamma e piccolo, fondamentale nelle prime settimane di vita. Parliamo poi di un allenamento divertente che, anche se seguito online, permette di socializzare e, anche per questo, prevenire la depressione post-partum.

Senza dimenticare come può essere fondamentale anche durante la gravidanza per prepararsi al parto e per prevenire le malattie cardiovascolari.

Kangatraining: controindicazioni

Il Kangatraining è un tipo di ginnastica dolce che può essere praticata da tutti i genitori, salvo particolari condizioni fisiche o atletiche che impediscano di allenarsi e di farlo con il bambino nella fascia.

Gli unici limiti del Kangatraining sono quelli che non è possibile allenarsi se si hanno più bambini piccoli e che si corre il rischio che il bambino possa muoversi o agitarsi, interrompendo bruscamente l’esercizio della mamma o del papà.

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