Le vaccinazioni in Italia: cosa bisogna sapere - GravidanzaOnLine

Vaccinazioni: tutto quello che bisogna sapere

Cosa sono le vaccinazioni, la loro storia, come funziona il calendario vaccinale, quali sono le vaccinazioni obbligatorie e facoltative, le controindicazioni e gli effetti collaterali. 

La vaccinazione è un metodo di immunizzazione attraverso l’inserimento nel corpo umano di un agente patogeno attenuato. La sua introduzione ha suscitato sin dalle origini entusiasmi e resistenze. Oggi sono 10 le vaccinazioni obbligatorie nel nostro Paese.

Vediamo come funziona il calendario vaccinale, quali sono le vaccinazioni obbligatorie e quelle facoltative, le controindicazioni e gli effetti collaterali.

Cos’è la vaccinazione?

La vaccinazione è un intervento di sanità pubblica, che si pone l’obiettivo di proteggere da malattie gravi o potenzialmente letali l’individuo e la comunità. Consiste nella somministrazione di un vaccino a scopo profilattico (vaccinoprofilassi) o terapeutico (vaccinoterapia).

La vaccinoprofilassi si effettua per immunizzare l’organismo a una o più malattie; si attivano le componenti del sistema immunitario con l’obiettivo di rispondere meglio all’agente patogeno introdotto.

La vaccinoterapia è invece un tipo di vaccinazione effettuata a scopo terapeutico contro una malattia, quando questa è già in atto; ha lo scopo di potenziare gli anticorpi all’interno dell’organismo.

Un po’ di storia

In Europa l’obbligo vaccinale nasce agli inizi dell’Ottocento con la diffusione del vaccino contro il vaiolo. I medici di allora scoprirono che attraverso la vaccinazione era possibile arginare la diffusione dell’epidemia.

Fin dalla sua nascita, la vaccinazione è stata oggetto di un feroce dibattito tra sostenitori ed oppositori. La scelta di intervenire in modo coatto e organizzato si inseriva in un filone di pensiero secondo il quale lo Stato doveva mantenere il popolo nelle migliori condizioni di salute possibili, per ottenere soldati forti e contribuenti numerosi.

Ma proprio la vaccinazione contro il vaiolo, che fu il primo provvedimento coattivo a essere diffuso in Europa, trovò una violenta opposizione in Inghilterra. Qui le dottrine liberali erano avverse a tutto quello che, a partire dal potere del governo, poteva interferire sulle libere scelte dei cittadini, soprattutto quelle che riguardavano il loro corpo.

L’Inghilterra in un primo tempo rese la vaccinazione anti-vaiolo universale e gratuita, e successivamente obbligatoria con i Vaccination Act di metà Ottocento. Il dibattito sui limiti di intervento del governo nell’ambito individuale fu acceso; si concluse con l’abolizione dell’obbligo vaccinale nel 1898.

In Italia l’obbligo di vaccinazione contro il vaiolo è stato sospeso nel 1977 e abolito nel 1981. Nel frattempo erano diventate obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e, successivamente, l’epatite B (1991).

Alcuni Stati, come Francia, Grecia, Portogallo e Belgio hanno attuato l’obbligatorietà di alcune vaccinazioni. Altri, come il Regno Unito e la Finlandia, hanno optato per la volontarietà, accompagnata dall’incentivazione e dalla propaganda.

Il calendario vaccinale

In Italia alcune vaccinazioni sono state rese obbligatorie per legge. Il decreto vaccini del 2017 ha aumentato il numero di vaccinazioni obbligatorie per i minori da zero a 16 anni, estendendole da 4 a 10; ne ha fortemente raccomandate altre quattro.

Le vaccinazioni vengono effettuate per richiami e riassunte nei calendari vaccinali, predisposti dalle autorità sanitarie nazionali. Questi calendari stabiliscono la tempistica delle vaccinazioni e riguardano principalmente quelle pediatriche.

Per i nati dal 2017, la vaccinazione prevede un combinato esavalente. Il vaccino include poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite B ed haemophilus influenzae (tipo b). La prima vaccinazione è prevista al terzo mese, con successivi richiami al quinto e all’undicesimo mese.

All’inizio del secondo anno viene somministrata la vaccinazione tetravalente anti-morbillo, anti-parotite, anti-rosolia e anti-varicella; per questa vaccinazione è necessario effettuare un richiamo al sesto anno di vita.

Vaccinazioni obbligatorie e facoltative

Come abbiamo ricordato, il decreto vaccini ha aumentato il numero di vaccinazioni obbligatorie nell’infanzia e nell’adolescenza da quattro a dieci. Somministrate ai nati dal 2017, ecco quali sono:

  • anti-poliomielitica;
  • anti-difterica;
  • anti-tetanica;
  • anti-epatite B;
  • anti-pertosse;
  • anti-Haemophilus influenzae tipo b;
  • anti-morbillo;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella.

Il Ministero della Salute può revisionare ogni tre anni l’obbligatorietà per le ultime quattro (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella), in base ai dati epidemiologici e le coperture vaccinali raggiunte.

In Italia sono raccomandate ma facoltative e gratuite le seguenti vaccinazioni:

Altri vaccini facoltativi sono quelli anti-influenzali.

Controindicazioni ed effetti collaterali

I vaccini, che notoriamente hanno eliminato gravissime malattie, creano anche preoccupazione per gli eventuali effetti collaterali.

Sfatata la falsa notizia secondo cui i vaccini sarebbero correlati all’autismo, tra gli effetti collaterali immediati più comuni dei vaccini ci sono reazioni locali e sistemiche come il dolore o la febbre. A volte i vaccini provocano i sintomi della malattia, come febbre ed esantema, per lo più in forme lievi.

Alcune componenti dei vaccini (adiuvanti, stabilizzanti, conservanti) possono causare reazioni avverse. Tra queste, il Ministero della Salute annovera:

  • Reazioni lievi
    Includono: reazioni locali come dolore, gonfiore o rossore nel sito di iniezione; reazioni sistemiche come febbre, malessere, dolori muscolari, mal di testa, perdita di appetito. Le reazioni lievi si presentano generalmente entro un giorno o due dal vaccino.
  • Reazioni severe
    Estremamente rare, includono: convulsioni, trombocitopenia, episodi di ipotonia-iporesponsività, pianto inconsolabile, generalmente autolimitanti e senza conseguenze a lungo termine; più grave, ma comunque trattabile, l’anafilassi.

Come sottolinea l‘Istituto superiore di Sanità “i vaccini utilizzati nei programmi nazionali di immunizzazione possono essere considerati tra i prodotti farmaceutici più controllati e sicuri”.

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  • Prevenzione