Stop #TamponTax: no all'iva sugli assorbenti - GravidanzaOnLine

Stop #TamponTax: a che punto è la petizione per abbassare l’Iva sugli assorbenti

La raccolta firme di Onde Rosa per abbassare l'iva sugli assorbenti dal 22% al 4% e considerarli beni di prima necessità e non "di lusso".

Che un etto di tartufi sia tassato meno di un pacco di assorbenti, che viene considerato un bene di lusso, ha dell’incredibile, eppure è proprio quello che succede in Italia ogni giorno.

Nonostante polemiche che si rincorrono ormai da anni, nel 2019 l’iva per gli assorbenti è stata fissata al 22%, quella riservata infatti ai beni considerati “di lusso”. Una petizione su Charge.org, lanciata dall’Associazione Onde Rosa, sta cercando nuovamente di cambiare le cose.

“Stop #TamponTax, il ciclo non è un lusso” è il nome della petizione che ha già raggiunto oltre 183.000 firme. Lanciata dall’Associazione femminile Onde Rosa e indirizzata al Ministro dell’Economia Giovanni Tria, chiede che sia abbassata l’imposta Iva sull’acquisto degli assorbenti dal 22% al 4% andando ad includerli tra i generi di prima necessità, quali effettivamente sono.

Se ora pure i tartufi sono tassati al 5% come bene di prima necessità – si legge nel testo della petizione – viene spontaneo chiedersi come mai un assorbente non abbia lo stesso regime di tassazione. Il costo degli assorbenti non è un problema che riguarda esclusivamente le donne ma è un problema che coinvolge tutta la famiglia, uomini compresi!

Non è la prima volta che in Italia ci si trova a discutere sulla improbabile tassa cui sono sottoposti non solo gli assorbenti ma anche altri generi di prima necessità come i pannolini per bambini. Già nel 2016 i deputati Pippo Civati e Beatrice Brignone lanciarono l’analoga proposta di abbassamento della tassa al 4% su Charge.org senza ottenere che venisse discussa in Parlamento.

L’anno dopo Pier Paolo Sileri, del Movimento 5 Stelle, ha presentato nuovamente una proposta di abbassamento vedendola rimandata così come quella avanzata nel 2018 da Francesco Boccia (PD). Attualmente dunque la proposta non ha superato la Commissione Bilancio e il 2019 non ha visto alcuna riduzione dell’Iva per questi prodotti.

Ma perché una questione apparentemente così urgente è stata presa così a lungo sotto gamba? Secondo la coordinatrice di Onde Rosa, Gaia Romani, il motivo risiede nel fatto che si tratti di una questione tipicamente femminile, le mestruazioni, della quale ancora adesso c’è imbarazzo a parlare apertamente, quasi fosse un tabù.

 Questi – ha dichiarato in un’intervista a Dire – sono esattamente i temi su cui le donne, tutte, dovrebbero far sentire la propria voce senza paura e senza vergogna. Si tratta di una misura che non trova motivazioni logiche: è una tassazione ingiusta e basta. Non riguarda solo le donne, poi, perché pesa su tutti i bilanci familiari. E poi bisogna che le ragazze, le donne inizino a parlare di temi come questi, anche prendendoli alla leggera. Nelle scuole, in casa, in palestra c’è sempre un “non detto” silenzioso dietro a queste cose, come se si trattasse di chissà che. La Littizzetto qualche anno fa disse a “Che tempo che fa” che gli uomini hanno dato alle questioni femminili dei nomi orribili, che spaventano solo alla pronuncia… “menarca”, “mestruazioni”, “ovulazione”: insomma siamo donne, non alieni!

Attualmente l’Italia è uno dei pochi paesi rimasti a considerare gli assorbenti un genere non di prima necessità ma un “lusso”. In Spagna l’imposta sugli assorbenti è al 4%, in Belgio al 5%, Francia e Inghilterra al 6%. In Irlanda poi non si paga alcuna tassa e addirittura in Scozia gli assorbenti sono distribuiti gratuitamente.

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