Pfizer, chiede l'autorizzazione per il vaccino Covid per bambini (2 -11 anni)

A settembre la casa farmaceutica Pfizer chiederà l'autorizzazione a procedere alla somministrazione del vaccino anti Covid ai bambini di età compresa tra i 2 e gli 11 anni. Si aspetta la piena approvazione dalla FDA.

La casa farmaceutica Pfizer è pronta per la somministrazione del suo vaccino anti  Covid sui bambini dai 2 agli 11 anni d’età. La richiesta di autorizzazione è prevista per il prossimo settembre.

Tale richiesta sarà seguita, a distanza di poche settimane, da un’altra importante istanza destinata alla Food and Drug Administration, ovvero quella di una totale approvazione del farmaco per le persone con fascia d’età compresa tra i 16 e gli 85 anni.

Pfizer, a settembre l’autorizzazione per la somministrazione del vaccino Covid ai bambini (2 – 11 anni)

È settembre il mese in cui la società farmaceutica statunitense Pfizer richiederà l’autorizzazione di emergenza alla Food and Drug Administration per sottoporre i bambini dai 2 agli 11 anni alla somministrazione del vaccino contro il Coronavirus.

Inoltre, a seguito di questa richiesta, Pfizer ha lanciato anche un’altra istanza questo mese che riguarderebbe di applicare la piena approvazione del vaccino per l’uso in persone di età compresa tra 16 e 85 anni. La società prevede, inoltre, di avere dati clinici definitivi sulla sicurezza del suo vaccino nelle donne in gravidanza entro l’inizio del mese di agosto.

Pfizer ha già richiesto l’autorizzazione all’uso di emergenza del suo vaccino anti Covid per adolescenti e bambini di età compresa tra i 12 e i 15 anni, e la F.D.A. sembra pronta a dare il suo consenso a inizio della prossima settimana.

Ad oggi, le dosi di vaccino Pfizer-BioNTech anti Covid somministrato alle persone adulte è seguito da un’autorizzazione che le aziende hanno ricevuto lo scorso dicembre.

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Perché è importante ottenere la piena approvazione dalla F.D.A.?

La Dott.ssa Saskia Popescu, epidemiologa di malattie infettive presso la George Mason University, in merito all’ottenimento della totale autorizzazione della F.D.A. (Food and Drug Administration) ha riferito:

La piena approvazione è un indicatore positivo della continua sicurezza ed efficacia del vaccino Pfizer.

Come specificato dal New Tork Times, negli Stati Uniti, il vaccino anti Covid della Pfizer-BioNTech è stato il primo a ricevere l’autorizzazione di emergenza dalla F.D.A. Avere la piena approvazione consentirebbe al vaccino di rimanere sul mercato anche quando la pandemia sarà passata e faciliterebbe alle aziende, alle agenzie governative e alle altre entità di richiedere la vaccinazione.

Quindi, ottenere il pieno consenso dalla F.D.A. consentirebbe alle aziende di commercializzare il vaccino direttamente ai consumatori. La Dott.ssa Rupali Limaye, ricercatrice presso la Johns Hopkins University, ha dichiarato in merito al rallentamento delle somministrazioni dei vaccini negli USA:

Ci stiamo essenzialmente avvicinando alla fine della vaccinazione di coloro che aspettavano volentieri di mettersi in fila per ottenerlo. E così, la prossima spinta sarà, credo, più critica che mai.

In questo caso, la piena approvazione da parte della F.D.A. potrebbe aiutare a rafforzare la fiducia nel vaccino, specialmente tra le persone che potrebbero avere persistenti preoccupazioni sulla rapidità con cui è stato sviluppato.

Sempre sulla fiducia della popolazione sul vaccino è intervenuto anche Anthony Fauci, consigliere medico capo del Presidente degli Stati Uniti e direttore dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive, spiegando:

Quando le persone sentono che il vaccino è approvato per il solo uso d’emergenza tendono a segnalare preoccupazioni su sicurezza, durata ed efficacia del farmaco nel tempo.

In ultimo, il Dott. Albert Bourla, amministratore delegato della Pfizer, ha dichiarato al Times che la società farmaceutica sta lavorando affinché vi sia una versione aggiornata del vaccino che potrebbe potenzialmente essere conservata nei frigoriferi per un massimo di 10 settimane. Il vaccino verrebbe, così, conservato in celle refrigerate e non più congelato, per un massimo di 4 settimane. Attualmente il limite è di 5 giorni.

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