Quando è nata pesava solo 245 grammi, “quanto una grossa mela”, come scrive l’ospedale in cui è venuta al mondo lo scorso dicembre, lo Sharp Mary Birch Hospital in California. Oggi, 5 mesi più tardi, lo stesso ospedale annuncia che la bimba, chiamata dall’equipe che l’ha avuta in cura Saybie – a dispetto di tutte le statistiche e le previsioni – è sopravvissuta, sta bene ed è potuta tornare a casa.

È la più piccola nata prematura a farcela nonostante un parto così prematuro: la gravidanza della mamma di Saybie è stata particolarmente difficile e non è arrivata oltre le 23 settimane, quando è stato necessario effettuare un cesareo d’urgenza. A metà gravidanza.

Quando ho sentito che in reparto avevamo una bimba così piccola – racconta un’infermiera nell’emozionante video pubblicato dall’ospedale, e che documenta i progressi di Saybie – non riuscivo a crederci: solitamente a 23 settimane un bambino pesa il doppio.

I medici hanno dovuto effettuare il cesareo, hanno spiegato, poiché la bambina non cresceva più e la vita di sua madre era in pericolo. Dopo il parto Saybie è stata stabilizzata e quindi trasferita nel reparto di Terapia intensiva neonatale dello Sharp Mary Birch Hospital, considerato un centro di eccellenza nella cura dei bambini prematuri.

Nei giorni scorsi, dopo una lotta per la sopravvivenza durata 5 mesi, la piccola è stata quindi finalmente dimessa, nella commozione di tutto il reparto e delle infermiere che le sono state accanto in queste lunghe settimane.

Si tratta di un evento più unico che raro: secondo il registro ufficiale dei “Bambini più piccoli” conservato dall’Università dell’Iowa, Saybie pesava 7 grammi in meno rispetto al bimbo più piccolo del mondo fino a quel momento, nato in Germania nel 2015.

bimba prematura
Foto@Sharp Mary Birch

I bambini nati così prematuramente hanno poche possibilità di sopravvivere, e incontrano diverse complicazioni legate soprattutto ai polmoni, ancora immaturi, e al cuore, che incontra numerose difficoltà.

I genitori di Saybie hanno dato l’autorizzazione a raccontare la loro storia eccezionale, spiega l’ospedale, pur preferendo rimanere anonimi per concentrarsi sulla cura della piccola.

Saybie, al momento delle dimissioni, pochi giorni fa, pesava 2,2 kg. Una storia, hanno spiegato i medici dello Sharp Mary Birch, che evidenzia l’importanza di avere reparti di terapia intensiva neonatale pronti per ogni evenienza, e di poter contare su un personale altamente qualificato e specializzato, come neonatologi, infermiere, terapisti, assistenti sociali, farmacisti e nutrizionisti.

Saybie sarà ricordata dal team che l’ha curata in questi mesi come una piccola grande guerriera, che con i suoi 300 grami alla nascita ha vinto una lotta contro il tempo quasi impossibile: “È così forte questa bambina – dice un’infermiera – non c’è niente che non potrà fare”.

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