La battaglia di Ashley Graham per normalizzare il latte in polvere

Dopo aver partorito due gemelli a gennaio 2022, la modella si è resa conto di non poterli allattare al seno. E della cultura per cui, se non si riesce, un genitore è portato a provare vergogna.

Dopo aver dato alla luce due gemelli a gennaio 2022, Ashley Graham è ora impegnata nella battaglia per normalizzare e destigmatizzare il latte in polvere. “Breast milk is best” (allattare al seno è meglio), sarebbe il pensiero condiviso nella nostra cultura, che spesso fa sentire in colpa chi deve ricorrere ad altre soluzioni per nutrire il proprio figlio. In un video in collaborazione con l’azienda di latte artificiale biologico Bobbie, la modella ha raccontato la sua reazione alla scoperta di aspettare due bambini: “Come li allatterò?“, aveva chiesto a sua madre, ricordando quanto fosse stata impegnativa l’esperienza con il suo primo figlio, Isaac.

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Conoscevo solo un modo, e quel modo con Isaac era il mio seno. [I gemelli] non si attaccavano. Si sono attaccati e poi hanno smesso. Provavo questa sensazione scoraggiante di non poter allattare i miei bambini: vi ho messo al mondo, ma non vi posso nutrire.

Ashley Graham: i gemelli sono nati in casa. "Sono felici e in salute"

Ashley Graham ha spiegato di aver allattato i gemelli “in combo” (sia al seno che con il latte artificiale) per cinque mesi, per poi passare esclusivamente alla seconda modalità. I piccoli sono sani e felici, ha fatto sapere, e stanno crescendo forti. Ma ha aggiunto:

Mi ci è voluto davvero tanto tempo per superare lo stigma per cui “il latte naturale è il migliore”. E penso anche che ci sia uno stigma secondo cui “le donne dovrebbero fare tutto” e, come attivista che ha iniziato in questo settore oltre 20 anni, fa posso dire: non dobbiamo fare tutto. Non dobbiamo allattare al seno. Non dobbiamo allattare costantemente. Non dobbiamo dare ai nostri bambini esclusivamente il latte naturale.

A corredo delle immagini condivise su Instagram, la modella ha scritto:

Dopo essere diventata mamma, ho riconosciuto la cultura della vergogna che circonda le decisioni dei genitori su come nutrire i propri figli. Ogni giorno mi stupisco e sono grata per tutto ciò di cui è capace il mio corpo, ma devo ricordare costantemente a me stessa che non deve fare tutto. Che va bene sentirsi esausti crescendo tre bambini tutti sotto i tre anni, che va bene vivere in un corpo post-partum; che va bene chiedere aiuto e supporto, che va bene allattare con il latte artificiale quando non posso allattare al seno. Che quello che è meglio per me è la scelta migliore che posso fare, non importa come possa sembrare dall’esterno.

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