Clonazione umane: nuove frontiere - Gravidanzaonline.it

Tutto il mondo si è sollevato contro Severino Antinori, il ginecologo romano, che nel corso di un convegno sulle nuove frontiere dell’embriologia a Washington, ha annunciato un progetto di clonazione di umana, con il quale vuole assicurare figli alle coppie che hanno problemi di sterilità.

L’esperimento partirà a novembre su coppie che non riescono ad avere bambini per problemi di infertilità maschile. Queste nuove prospettive scientifiche, hanno sollevato diverse reazioni: il Parlamento europeo lo ha inserito nella lista dei medici più pericolosi del mondo, la Casa Bianca e il Vaticano sono insorti, la comunità scientifica gli è contro e l’ordine dei medici vuole radiarlo dall’albo.

Gli unici a pensarla come Antinori sono altri tre potenziali clonatori d’uomo: Richard Seed che all’inizio del 98 dichiarò di voler aprire una clinica per la clonazione umana e di clonare se stesso servendosi del grembo della moglie; Real che sostiene di essere votato alla clonazione dopo aver incontrato, nel 73, degli ufo; infine Zavos, esperto di infertilità, e partner del progetto di Antinori.

Lo stesso padre della pecora più famosa del mondo Ian Wilmut, definisce tale manipolazione genetica “irresponsabile ed estremamente pericolosa“. Il rischio, afferma la maggioranza degli scienziati, è quello di anomalie genetiche dagli effetti imprevedibili, ma anche di mortalità precoce. Alle accuse di voler creare dei bambini mostri, il ginecologo ha risposto che la sua tecnica non è quella della clonazione, applicata per la pecora Dolly, ma di “riclonazione”. Il bambino nato, secondo le sue previsioni, non sarà una fotocopia del proprio genitore ma avrà una propria identità, un proprio carattere. Il rischio di procreare bambini deformi è, secondo lui, estremamente ridotto, in quanto la sua equipe ha sviluppato una procedura di controllo molto raffinata per evitare anomalie, che consiste in una raffinata diagnosi genetica preimpiantatoria.

Nel corso del convegno, Antinori e Zavos hanno illustrato il percorso che porterà molte coppie a superare l’ostacolo dell’infertilità. Antinori ha spiegato che il primo stadio della ricerca sarà lo studio e il congelamento degli embrioni. Gli impianti veri e propri nell’utero non avverranno prima di dieci anni. Hanno annunciato che per novembre sperano di poter iniziare il “trasferimento nucleare”, cioè il trasferimento del nucleo di una cellula nell’ovulo di una donna allo scopo di creare un embrione. La tecnica che Antinori vuole utilizzare prevede che il nucleo di una cellula di un padre non fertile dovrebbe essere iniettato in una cellula uovo della madre, precedentemente svuotata del proprio nucleo. La cellula che ne deriva dovrebbe essere poi impiantata nell’utero della madre. Il bambino che ne risulterebbe avrebbe quindi lo stesso patrimonio genetico del padre e le coppie non fertili non dovrebbero ricorrere allo sperma di donatori.

Alcuni paesi vietano in maniera assoluta la clonazione (in Giappone ad esempio è un crimine), mentre altri stanno lentamente autorizzando alcuni passi della procedura. Negli Usa un progetto di legge che vuole fare della clonazione di esseri umani un crimine federale è stato approvato dalla Camera con l’appoggio del presidente George Bush: in autunno sarà esaminato dal Senato.

Ma quanto fanno sul serio? Una cosa è certa: la maggior parte degli uomini che si sono proposti come volontari per la sperimentazione di Antinori non sono fertili e non potrebbero quindi avere figli con una normale fecondazione; sono disposti, quindi, a sottoporsi a tali esperimenti nonostante i numerosi rischi, pur di avere un figlio. La clonazione potrebbe essere, negli anni futuri, un antidoto contro l’infertilità? Solo la scienza può darci una risposta.

Articolo originale pubblicato il 4 aprile 2016

Categorie