
Tutto quello che c'è da sapere sulle malattie reumatiche in età pediatrica con indicazioni sui principali segni da monitorare.
Cosa significano quei movimenti ritmici involontari degli arti dei neonati? Facciamo chiarezza.

Che i neonati durante il sonno abbiano delle contrazioni muscolari involontarie (i cosiddetti scatti nervosi) è un fenomeno considerato benigno. Questo fenomeno però, sottolinea la Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE), comprende sia manifestazioni benigne (fisiologiche) che potenzialmente patologiche. È quindi doveroso concentrare l’attenzione sulle clonie nel neonato.
Come riportato in questo studio, il clono è propriamente un riflesso da stiramento ritmico e oscillatorio. Un movimento che si manifesta come una successione ritmica e involontaria di contrazioni e rilassamenti dei muscoli. A scatenare questo movimento è solitamente uno stiramento brusco e mantenuto di un tendine.
Dal punto di vista medico il clono è considerato un segno neurologico che compare più spesso quando sono danneggiati i neuroni motori superiori, cioè le vie nervose che dal cervello controllano il movimento. In questi casi i riflessi tendono a essere “esagerati”. In questi casi i circuiti nervosi responsabili dei riflessi muscolari diventano troppo reattivi. Questo accade perché viene meno il normale controllo inibitorio esercitato dal cervello.
Gli scatti nervosi del neonato possono essere di diverso tipo:
La distinzione tra queste diverse tipologie di movimenti muscolari è fondamentale per la diagnosi differenziale in quanto movimenti simili possono avere significati clinici molto differenti. La clonia, come detto, si manifesta con una serie di contrazioni e rilasciamenti ritmici che compaiono quando un muscolo viene mantenuto in tensione, per esempio durante la flessione del piede. È un movimento “provocato”, non casuale, e in genere non si arresta nemmeno se l’arto viene trattenuto. Questo tipo di risposta indica un’alterazione dei meccanismi di controllo dei riflessi e richiama l’attenzione su un possibile coinvolgimento del sistema nervoso centrale.
La mioclonia, spiega il Manuale MSD, è caratterizzata da scatti improvvisi, brevi e fulminei, che non seguono un ritmo regolare. Può comparire spontaneamente oppure essere scatenata da uno stimolo, ma anche in questo caso il contenimento fisico non la fa cessare. Le mioclonie possono avere cause molto diverse, alcune benigne, altre più significative dal punto di vista neurologico, ed è per questo che vanno sempre valutate nel contesto clinico complessivo.
Il tremore è invece un movimento oscillatorio, regolare e di ampiezza costante, dovuto all’attivazione alternata di muscoli opposti. A differenza di clonie e mioclonie, il tremore si interrompe quando l’arto viene tenuto fermo, un dettaglio semplice ma molto utile per riconoscerlo. È spesso innescato da stimoli esterni come rumori, freddo o un tocco improvviso e, nella maggior parte dei casi, ha un significato meno preoccupante.
In nessuna di queste manifestazioni c’è il coinvolgimento degli occhi, un segno che, se presente, orienterebbe verso quadri clinici più complessi.
Nei neonati a termine il clono può essere considerato fisiologico come conseguenza dell’immaturità del bambino. Alla nascita, infatti, il sistema nervoso non è ancora completamente maturo e i meccanismi che il cervello usa per controllare e calmare i movimenti, non funzionano ancora perfettamente. Per questo motivo, i centri che regolano i movimenti automatici e i riflessi possono essere più reattivi del normale, causando piccoli scatti o movimenti ripetitivi.
In questo studio viene spiegato che quando si osservano pochi scatti ritmici alla caviglia del neonato, generalmente meno di una decina, si tratta spesso di un fenomeno del tutto normale. Questo tipo di reazione è considerata una manifestazione temporanea di iperattività dei riflessi, legata alla naturale immaturità del sistema nervoso nei primi giorni o settimane di vita. Con la crescita del bambino e lo sviluppo progressivo delle vie nervose che regolano i movimenti, il clono fisiologico tende a scomparire spontaneamente. Nella maggior parte dei casi, questo accade entro i primi mesi, spesso già intorno all’ottava settimana di vita.
Al contrario, un clono persistente è considerato un indicatore di rischio di problemi neurologici. A risultare un campanello di allarme sono il numero di battute (oscillazioni) alla caviglia. Se entro il primo anno (in modo particolare dopo gli 8 mesi) di vita le clonie sono più di dieci, si deve approfondire il monitoraggio clinico. L’altro elemento da monitorare è l’età. Se il clono persiste oltre gli 8 mesi, è necessario
La prognosi è spesso sfavorevole se alle clonie si associano (entro i primi 4 mesi di vita e persistono dopo il quinto mese) altri segni neurologici, come ipotonia, ritardo motorio, riflessi primitivi assenti o incompleti
I disturbi neurologici responsabili delle clonie nel neonato possono essere diversi, in particolare lesioni del neurone motorio superiore, disturbi metabolici (ipoglicemia o ipocalcemia), infezioni (meningite ed encefalite), epilessia, sindromi genetiche e, come evidenziato da EpiCARE, il Network Europeo di Riferimento (European Reference Network) per le Epilessie Rare e Complesse, encefalopatia ipossico-ischemica. Quest’ultima è la causa più frequente di convulsioni neonatali.
La cura e la gestione delle clonie nel neonato dipendono sostanzialmente dalla causa e dalla loro gravità. Nella maggior parte non è necessario alcun tipo di intervento trattandosi di forme benigne, mentre per quelle patologiche si interviene sulle cause sosttostanti (ipoglicemia, ipocalcemia e infezioni.

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