Clonie nel neonato e nel lattante: cosa sono, quando sono normali e quando preoccuparsi

Cosa significano quei movimenti ritmici involontari degli arti dei neonati? Facciamo chiarezza.

Che i neonati e i lattanti nei primi mesi di vita possano avere, per lo più durante il sonno o nei passaggi sonno-veglia, delle contrazioni muscolari involontarie (i cosiddetti scatti nervosi) è un fenomeno considerato benigno nella maggior parte dei casi. In alcune situazioni però questi fenomeni possono sottendere condizioni potenzialmente patologiche. È quindi doveroso fare chiarezza sulle tipologie di “scatti” nervosi nel neonato/lattante e capire quando allarmarsi o chiedere approfondimenti.

Cosa sono le clonie, mioclonie e tremori: le differenze

Gli scatti nervosi del neonato possono essere di diverso tipo:

  • clonie
  • mioclonie
  • tremori

La distinzione tra queste diverse tipologie di movimenti muscolari è fondamentale per la diagnosi differenziale in quanto movimenti simili possono avere significati clinici molto differenti.

Il clono è propriamente un riflesso da stiramento ritmico e oscillatorio che si manifesta come una successione ritmica e involontaria di contrazioni e rilassamenti dei muscoli. A scatenare questo movimento è solitamente uno stiramento brusco e mantenuto di un tendine.
Dal punto di vista medico il clono è considerato un segno neurologico che compare più spesso quando sono danneggiati i neuroni motori superiori, cioè le vie nervose che dal cervello controllano il movimento. In questi casi i riflessi tendono a essere “esagerati” cioè i circuiti nervosi responsabili dei riflessi muscolari diventano troppo reattivi. Questo accade perché viene meno il normale controllo inibitorio esercitato dal cervello ed è un movimento che in genere non si arresta nemmeno se l’arto viene trattenuto.

La mioclonia, spiega il Manuale MSD, è caratterizzata da scatti improvvisi, brevi e fulminei, che non seguono un ritmo regolare. Può comparire spontaneamente oppure essere scatenata da uno stimolo, ma anche in questo caso il contenimento fisico non la fa cessare. Le mioclonie possono avere cause molto diverse, alcune benigne, altre più significative dal punto di vista neurologico, ed è per questo che vanno sempre valutate nel contesto clinico complessivo.

Il tremore è invece un movimento oscillatorio, regolare e di ampiezza costante, dovuto all’attivazione alternata di muscoli opposti. A differenza di clonie e mioclonie, il tremore si interrompe quando l’arto viene tenuto fermo, un dettaglio semplice ma molto utile per riconoscerlo. È spesso innescato da stimoli esterni come rumori, freddo o un tocco improvviso e, nella maggior parte dei casi, ha un significato meno preoccupante.

In nessuna di queste manifestazioni c’è il coinvolgimento degli occhi, un segno che, se presente, orienterebbe verso quadri clinici più complessi.

Quando le clonie sono normali

Nei neonati e nei lattanti nei primi mesi di vita le clonie, soprattutto laddove sono brevi, simmetriche, scatenate da stimoli e non associate ad altri sintomi/segni o alterazione della coscienza, possono essere considerate nella maggior parte dei casi fisiologiche perché conseguenza dell’immaturità del bambino.

Alla nascita, infatti, il sistema nervoso non è ancora completamente maturo e i meccanismi che il cervello usa per controllare e calmare i movimenti, non funzionano ancora perfettamente. Per questo motivo, i centri che regolano i movimenti automatici e i riflessi possono essere più reattivi del normale, causando piccoli scatti o movimenti ripetitivi.

Quando, invece, preoccuparsi

Al contrario, un clono persistente è considerato un indicatore di rischio di problemi neurologici. Se entro il primo anno di vita le clonie sono più di dieci, si deve approfondire. L’altro elemento da monitorare è l’età. In linea di massima, se il clono persiste oltre gli 8 mesi, è necessario

La prognosi è spesso sfavorevole se alle clonie si associano (entro i primi 4 mesi di vita e persistono dopo il quinto mese) altri segni neurologici, come ipotonia, ritardo motorio, riflessi primitivi assenti o incompleti o alterazioni della coscienza e delle condizioni generali durante gli episodi.

Le possibili cause

I disturbi neurologici responsabili delle clonie non benigne del neonato e del lattante possono essere diversi, in particolare lesioni del neurone motorio superiore, disturbi metabolici (ipoglicemia o ipocalcemia), infezioni (meningite ed encefalite), epilessia, sindromi genetiche e, come evidenziato da EpiCARE, il Network Europeo di Riferimento (European Reference Network) per le Epilessie Rare e Complesse, encefalopatia ipossico-ischemica. Quest’ultima è la causa più frequente di convulsioni neonatali.

Cure e trattamenti

La cura e la gestione delle clonie nel neonato dipendono sostanzialmente dalla causa e dalla loro gravità. Nella maggior parte non è necessario alcun tipo di intervento trattandosi di forme benigne, mentre per quelle patologiche si interviene sulle cause sottostanti (ipoglicemia, ipocalcemia, infezioni etc).

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  • Neonato (0-1 anno)