
L'uso del pannolino può causare un'infiammazione degli strati superficiali della pelle. Vediamo cosa fare per prevenire e curare questa forma di d...
È la causa infettiva più comune della dermatite da pannolino e sebbene leggera e transitoria provoca forte fastidio e può portare a complicanze. Scopriamo tutto quello che c'è da sapere sulla candida da pannolino.
Una condizione, spiega l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, comune nei lattanti e spesso transitoria ma che può provocare diverse complicanze infettive. Proprio per questo dedichiamo attenzione alla cosiddetta candida da pannolino, un tipo di dermatite da pannolino provocata proprio da infezioni da candida.
L'uso del pannolino può causare un'infiammazione degli strati superficiali della pelle. Vediamo cosa fare per prevenire e curare questa forma di d...
La candida da pannolino (candidiasi) è un’infezione fungina causata da un lievito, la Candida albicans, che come riporta questo studio, è la causa infettiva più comune della dermatite da pannolino.
Questa forma di dermatite, ricordiamo, può essere causata da irritazione, dermatite seborroica, psoriasi, dermatite da contatto e infezione. Quella infettiva è la seconda causa più comune di dermatite da pannolino.
La candidiasi dell’area del pannolino è una forma di dermatite che può essere primaria (la complicanza di una candidosi intestinale) o secondaria (un’infezione che si sovrappone a una dermatite irritativa, seborroica o psoriasica).
La Candida albicans è un tipo di lievito che può causare un’eruzione cutanea nella zona del pannolino come effetto dello squilibrio tra lievito e batteri sani all’interno dell’organismo. I lieviti, precisa la Cleveland Clinic, sono un tipo di fungo che vive normalmente in piccole quantità nell’organismo umano e si trova prevalentemente nella bocca, nell’intestino e, appunto, nella pelle.
Per prevenire le infezioni nell’organismo umano ci sono batteri sani che bilanciano l’equilibrio con il lievito. Nel caso in cui questo equilibrio si altera il lievito cresce eccessivamente provocando l’eruzione cutanea.
Il lievito della Candida albicans, aggiunge il portale MedlinePlus, cresce meglio in ambienti caldi e umidi com’è quello della zona coperta dai pannolini. Sebbene comune nei lattanti, è possibile che si sviluppi una candida da pannolino nei neonati che non sono tenuti puliti e asciutti, che evacuano più frequentemente e che stanno seguendo una terapia antibiotica (o che le madri che allattano al seno stanno assumendo antibiotici).
Inoltre la candida da pannolino si verifica per la presenza di feci acide (comuni quando il neonato ha la diarrea), quando i pannolini sono troppo stretti e sfregano la pelle o quando c’è una reazione allergica ai saponi e ad altri prodotti utilizzati per pulire i pannolini di stoffa.
L’uso dei pannolini provoca un aumento dell’umidità che determina un maggiore attrito e macerazione, rendendo la pelle più suscettibile alla penetrazione di microrganismi cutanei e altri agenti irritanti. Anche i cambiamenti del pH della pelle può danneggiare la pelle.
Tra le cause di candida da pannolino c’è anche, precisa il Johns Hokpins Medicine, la dermatite da contatto non curata entro pochi giorni.
Clinicamente la candida da pannolino è caratterizzata da placche arrossate localizzate nella zona intorno all’ano e all’inguine circondate da papule o pustole molto caratteristiche.
Per distinguerla dalla semplice dermatite irritativa la candida da pannolino si manifesta con:
Questo disturbo risulta per il neonato molto fastidioso e responsabile di pianto, tentativo di grattarsi e irritazione della pelle, con il rischio molto elevato di andare incontro a complicanze infettive (da batteri o da funghi).
L’attenzione è massima per i bambini immunodepressi che potrebbero andare incontro a una malattia invasiva.
La prevenzione è una strategia cui prestare attenzione per evitare l’insorgenza della candida da pannolino. Per prevenire la sua comparsa è consigliato cambiare regolarmente il pannolino, evitare di utilizzare salviette umidificate contenenti profumi o alcol, pulire la pelle e asciugarla completamente tra un cambio di pannolino e l’altro, utilizzare pannolini con una maggiore azione assorbente e non stringerli troppo.
Molto utile si rivela anche l’utilizzo di una pomata o di una crema, così da creare una barriera tra la pelle e il pannolino.
La pasta cambio è fondamentale per i bambini che portano ancora il pannolino. Previene rossori e irritazioni, ma attenzione agli ingredienti.
La cura vera e propria che il pediatra indicherà una volta confermata la diagnosi è il ricorso ai farmaci antimicotici (prevalentemente creme e unguenti) che servono ad arrestare la crescita eccessiva del lievito.
Nelle forme più gravi (quelle che entro 2-3 giorni dall’inizio della terapia non ottengono un miglioramento), il pediatra può suggerire il ricorso a un unguento steroideo. Parallelamente si rivelano utili gli stessi accorgimenti previsti per la prevenzione della candida da pannolino.
È infatti utile pulire spesso l’area interessata dall’eruzione cutanea con acqua e un detergente senza sapone, applicare uno spesso strato di crema (come quelle contenenti ossido di zinco o vaselina) e cambiare regolarmente il pannolino. Durante i giorni di maggior fastidio dei sintomi può essere preferibile fare un bagnetto solo con acqua tiepida, evitando l’uso dei detergenti.
Dall’inizio del trattamento i sintomi inizieranno a diminuire per poi scomparire generalmente dopo tre giorni. È importante però non abbassare la guardia nei giorni successivi alla scomparsa dei sintomi, in quanto potrebbe ancora esserci un’alterazione dell’equilibrio tra lievito e batteri; potrebbe quindi rendersi necessario proseguire il trattamento per altre 2-3 settimane così come suggerito dal pediatra. Il ricorso agli antibiotici, invece, è necessario solamente in caso di infezione batterica.
Tra i rimedi naturali più efficaci per ridurre i sintomi può essere utile applicare una crema a base di camomilla o calendula o aggiungere dell’amido di riso, dell’olio di mandorle dolci o delle gocce di olio di lavanda all’acqua del bagnetto.
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