Perdite gelatinose in gravidanza: cosa significano e cosa ci dice il loro colore

La presenza di perdite gelatinose in gravidanza è un fenomeno fisiologico e non particolarmente allarmante: occhio però al colore.

La presenza di perdite gelatinose in gravidanza è un fenomeno fisiologico e non particolarmente allarmante; anzi, in gravidanza le perdite biancastre tendono addirittura ad aumentare.

Attenzione però al colore delle secrezioni: perdite giallastre potrebbero essere sinonimo di infezioni, mentre perdite di colore rosso vivo potrebbero indicare minacce di aborto. In questi ultimi due casi, è opportuno consultare il proprio ginecologo ed individuare prontamente la causa delle perdite.

Perdite gelatinose in gravidanza: le possibili cause

Le perdite gelatinose vaginali nel corso della gravidanza sono un disturbo abbastanza comune, soprattutto nel primo trimestre. Nella maggior parte dei casi si tratta di perdite che non destano particolari preoccupazioni, soprattutto se si tratta di secrezioni vaginali.

C’è da dire però che le perdite non sono tutte uguali: possono essere di vario tipo, avere differenti colori ed essere causate da motivazioni diverse. Le cause che comportano la presenza di perdite vaginali comprendono:

  • infezioni vaginali;
  • variazioni ormonali, con l’aumento dei livelli di estrogeni che, combinato a un aumento del flusso sanguigno nella regione pelvica, va a determinare una maggiore stimolazione della ghiandola mucosa situata nella cervice. Questa maggiore stimolazione si traduce in un aumento della produzione di muco;
  • rottura di qualche capillare che può determinare perdite ematiche;
  • impianto della gravidanza non ancora ottimale (dopo il concepimento l’embrione comincia a “camminare” all’interno della tuba, per raggiungere l’utero e, intorno al ventunesimo giorno, si impianta);
  • minacce di aborto.

Il colore delle perdite gelatinose in gravidanza

Come detto, le perdite gelatinosi in gravidanza possono avere colori diversi, associati a diverse cause. Vediamo insieme quali.

Perdite gelatinose bianche

In gravidanza è possibile osservare delle abbondanti e fisiologiche perdite biancastre, dovute alla desquamazione dell’epitelio vaginale. Questo processo si verifica anche nelle donne che non sono il dolce attesa, ma in gravidanza potrebbe essere anche più intenso.

Perdite gelatinose gialle

Attenzione se le perdite sono sul giallo o verdastro e maleodoranti perché potrebbero essere segnali di infiammazioni, vaginiti o vaginosi. Per escluderle e per avere una tempestiva e corretta diagnosi è opportuno sottoporsi a un tampone vaginale. Occhio se le perdite sono associate a questi segnali:

  • prurito,
  • bruciore;
  • fastidio nei rapporti intimi;
  • diverso aspetto delle perdite;
  • irritazione vaginale.

Perdite gelatinose rosso scuro

Le perdite gelatinose vaginale di colore rosso scuro che tende al marrone potrebbero essere dovute alla rottura di qualche capillare o all’impianto dell’embrione non ancora ottimale.

Perdite gelatinose rosso vivo

Le perdite ematiche di colore rosso vivo, soprattutto se sono abbondanti e accompagnate da dolore pelvico, possono essere un campanello d’allarme di una minaccia di aborto. In questi casi, dunque, è opportuno consultare tempestivamente il proprio ginecologo o recarsi in un pronto soccorso.

Perdite gelatinose in gravidanza: cosa fare?

Le perdite gelatinose vaginali durante la gravidanza sono dunque fisiologiche. Attenzione però se nelle perdite vi sono delle tracce di muco, poiché potrebbe indicare la perdita del tappo mucoso del collo dell’utero che protegge il nascituro dall’ingresso di batteri e dal rischio di conseguenti infezioni. In questi casi, è necessaria una visita ginecologica per accertarsi che non vi sia una perdita di liquido amniotico.

Inoltre, è bene non sottovalutare le perdite ematiche:

  • nel primo trimestre richiedono un controllo da parte del proprio ginecologo, seguito da riposo e accompagnato da un eventuale apporto di progesterone, qualora il medico lo ritenga necessario;
  • nel secondo e nel terzo trimestre possono essere dovute al distacco della placenta, che in genere avviene durante il travaglio o dopo il parto, o alla presenza di placenta previa, ovvero di una placenta posizionata più in basso del normale e che a volte può arrivare ad ostruire il canale del parto. Anche in questi casi è bene rivolgersi al proprio ginecologo o recarsi al pronto soccorso.

Articolo originale pubblicato il 12 febbraio 2022

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