Le differenze (da ridere) tra primo e secondogenito - GravidanzaOnLine

Le differenze (tutte da ridere) tra primo e secondogenito

Le differenze (tutte da ridere) tra primo e secondogenito
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Il primo figlio è nell’immaginario comune il più coccolato, quello che ha “insegnato” a mamma e papà a fare i genitori e cresce perennemente circondato di attenzioni e timori. È colui che fa da apripista a nuove scoperte eccezionali e su cui sono riposte tutte le aspettative della famiglia.

E il secondo? A lui va la sindrome del secondogenito, fatta di spazi ridotti e tanta fatica per avere un po’ di attenzione, dove ogni nuova conquista è relegata al “già visto, già sentito”. Certamente non è così, ma con l’arrivo del secondo figlio ogni genitore si interroga sugli effetti che l’arrivo del nuovo bambino avrà sul primogenito, e sulle attenzioni che si sarà in grado di dare anche al secondo.

Delle differenze tra il primo e secondogenito nelle azioni e nelle attenzioni dei genitori l’illustratrice statunitense (cinese di origine) Weng Cheng, mamma di due bambini, ha fatto un racconto a fumetti: con il nome di Messycow la disegnatrice evidenzia con una buona dose di ironia – e in parte anche di verità, chi ha due figli o più potrà confermarlo – le differenze tra il primo e il secondo figlio.

Perché se le situazioni sono le stesse (dalla gravidanza alle fotografie scattate ai bambini, passando per le aspettative in materia di apprendimento e fino al primo giorno di scuola) cambia lo stato d’animo dei genitori: così, se ogni piccolo nuovo gesto del primo figlio diventa motivo di orgoglio, al secondo non è d’aiuto nemmeno costruire un razzo di dimensioni (quasi) reali per essere preso in considerazione dalla mamma. Che, se guarda in perenne adorazione il primo figlio, sul secondo getta una rapida occhiata appena.

Un’esagerazione, voluta, per aiutare a non prendere troppo sul serio i propri limiti ma a sorriderne, a riconoscerli e ad accettarli. Così, se le ansie e le paure normali di una donna alla prima prova da genitore non svaniscono, con il tempo si fanno meno forti, al contrario dell’amore per i figli, che cresce insieme a loro.

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