"Sono al quinto mese e il test di Coombs è positivo: cosa devo fare?"

Anonimo

chiede:

Salve dottore, le scrivo perché ho tra le mani un test di Coombs indiretto positivo. Sono a 25 settimane+6 e sono preoccupata. A marzo ho avuto un aborto biochimico dove mi hanno eseguito l’immunoprofilassi x Men, poi a maggio è arrivata la notizia della nuova gravidanza e pensavo di essere coperta dato che avevo fatto la siringa. Ora sono alla fine del quinto mese e il risultato è positivo: sono preoccupata. Può aiutarmi? La ringrazio.

Buongiorno signora, il test di coombs viene usualmente eseguito all’inizio della gravidanza per mettere in evidenza anticorpi irregolari nel sangue materno. Questi , attraversando la placenta, determinano emolisi (rottura dei globuli rossi) nel feto con conseguente anemizzazione. Tale evento succede in donne con gruppo Rh negativo che, venendo a contatto con sangue Rh positivo, producono gli anticorpi.

La malattia quindi colpisce feti con gruppo Rh positivo (ereditato dal padre) nel grembo di donne Rh negative. Solitamente la malattia non si manifesta durante la prima gravidanza e a tutte le donne Rh negative con bimbi Rh positivi viene eseguita la profilassi dopo il parto o dopo un aborto, mediante la somministrazione di Immunoglobuline anti D che distruggono gli eventuali globuli rossi del feto nel circolo materno, prima che la madre formi dei propri anticorpi. In questo modo si evitano problemi nelle gravidanze successive.

Questa trasfusione feto materna non è l’unica causa di formazione degli anticorpi e quindi di positivizzazione del test di Coombs. Questi si possono formare anche in seguito a malattie autoimmuni, quali il Lupus, infezioni quali il mycoplasma e la mononucleosi, reazioni avverse a trasfusioni. Inoltre una piccola parte della popolazione sana è positiva al test di Coombs senza causare anemia.

Nel caso comunque di positività del test occorre titolare la quantità di anticorpi nel sangue materno, con prelievi ripetuti per valutare il loro eventuale aumento. In tal caso ricercare l’anemia nel feto, mediante l’esecuzione, durante l’ecografia, della dopplerflussimetria dell’a. cerebrale media. Si possono eseguire anche trasfusioni al feto, nel grembo materno, in caso di anemia severa e, in base all’andamento della situazione, decidere come e quando espletare il parto.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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