Rottura dell'utero e nuova gravidanza: i rischi - GravidanzaOnLine

Rossana

chiede:

Buonasera dottore, vorrei esporle il mio caso per sapere cosa ne pensa. Ho avuto la mia prima gravidanza nel 2013: mio figlio è nato alla settimana 38 con un taglio cesareo voluto da me perché il ginecologo non aveva capito che era in corso una rottura d’utero (avevo tolto un fibroma in laparoscopia nel 2010). Sono rimasta nuovamente incinta nel 2016, ma ho perso mio figlio alla settimana 28 a causa di un’altra rottura dell’utero: dopo una brutta nottata sono arrivata in pronto soccorso, la placenta si era staccata e il feto era nella cavità addominale. Ho ancora l’utero e sono passati poco più di 3 anni dall’accaduto. Io vorrei a tutti i costi dare un fratellino o sorellina al mio primo bambino: crede che riuscirei a portare a termine una gravidanza nonostante tutto quello che mi è successo? La ringrazio anticipatamente.

Dott. Luca Zurzolo

Dott. Luca Zurzolo

risponde:

Gentile signora, mi dispiace per quanto le è capitato. In seguito ad una miomectomia le linee guida raccomandano l’espletamento del parto tramite taglio cesareo per il rischio di scarsa contrattilità, alterata contrattilità o rottura d’utero. Ovviamente non esiste una casistica relativa ad una terza gravidanza in donne che hanno avuto due rotture di utero precedenti, essendo questo un evento raro. Non si può definire “impossibile” il portare a termine una nuova gravidanza, tuttavia il buonsenso suggerisce di evitare di riprovare vista la gravità di una eventuale terza rottura che potrebbe portare, oltre alla perdita del feto, alla morte materna per emorragia massiva. Le suggerisco vivamente di evitare nuove gravidanze. Cordiali Saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Ginecologo

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