Anonimo

chiede:

Salve, vi mando questo messaggio con la speranza di avere prima possibile una risposta, visto che ormai i giorni e le ore sono contate… Mia sorella ha avuto la rottura delle acque a 20 settimane… il bambino è perfettamente sano e anche il suo cuore… ora siamo arrivati alla 22 settimana, ma il bambino ancora è vivo… l’unico problema che il liquido amniotico è troppo poco secondo i medici… fino ad oggi non hanno voluto fare l’amnioinfusione perchè i medici aspettavano che si chiudesse la membrana, ma ad oggi niente… oggi 3 aprile sono andati da lei dicendole che deve prendere una decisione perchè il bambino può avere conseguenze in futuro quando nasce… ci siamo messi in contatto con un prof. di Roma del Gemelli dicendoci subito di portarla là, in quanto le farebbero l’amnioinfusione quotidianamente fino a portarla almeno alla 26.ma settimana per poi farla partorire… e metterlo in incubatrice… ora la mia domanda è: il bambino in questi 10 gg senza liquido amniotico ha subito danni celebrali? Può nascere malformato? Ha senso continuare questa gravidanza? È il caso di portarla a Roma? Grazie, spero che mi rispondiate prima possibile…

Redazione

Redazione

risponde:

Purtroppo la mia sarebbe solo un’opinione fra le tante, in quanto non c’è evidenza scientifica di quale sia la migliore strategia in questi casi. L’amnioinfusione risponde all’idea che ripristinando la normale quantità di liquido che circonda il feto, si migliorino le possibilità di sopravvivenza e benessere del feto. Purtroppo i risultati sono molto deludenti. Si continua a eseguirla in molti ambienti praticamente al posto del non far nulla, ma le ripeto che i risultati sono deludenti. L’inconveniente più grave è proprio di forzare la sopravvivenza di un feto che può subire gravi danni, oltre alla beffa del nascere fortemente prematuro. Non sono i 10 giorni senza liquido il problema, ma l’insieme di tutti i fattori. In sostanza si tratta di valutare vantaggi e svantaggi e fare un bilancio. Tutto questo può essere ottenuto facendo discutere i diretti interessati con gli operatori sanitari incaricati dell’assistenza della paziente. Quindi, tornando alla mia premessa, è inutile che io le dia la mia personale opinione. Mi dispiace.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Ginecologo