Rotazione sacrale dell'occipite - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buongiorno,
tra le varie distocie del parto ho letto la rara possibilità della
“rotazione sacrale dell’occipite, definita anche come “iella matera”.
Potete spiegare in cosa consiste esattamente e quali azioni sono
intraprese per affrontarla? È vero che un parto con questa distocia
risulta essere molto più doloroso? Inoltre, se una donna ha avuto il
primo parto con questa presentazione, quale possibilità c’è che si
verifichi anche in una seconda gravidanza? Grazie

Redazione

Redazione

risponde:

La rotazione sacrale dell’occipite è una complicazione per fortuna rara
del periodo espulsivo del parto. Al momento della progressione del feto
nel canale del parto, l’occipite della testa fetale che si trova
all’estremità di uno dei due piani obliqui del bacino, deve ruotare per
mettersi in asse. Nella maggioranza dei casi e quindi nel parto
fisiologico tale rotazione è anteriore ed è di pochi gradi. Capita
talvolta che la rotazione avvenga nella direzione opposta e che quindi
sia di un’ampiezza maggiore. Per di più il feto nasce non con l’occipite
in alto, ma posteriore, rivolto appunto verso il sacro della
partoriente. Tutto questo richiede un tempo maggiore, maggiori sforzi e
spinte espulsive della mamma e frequenti e più estese lacerazioni
vaginali. Il parto per le vie naturali è comunque possibile, ma più
prolungato. È forse questo il motivo per cui ha letto “più doloroso”,
non tanto per l’entità del dolore, ma piuttosto per la durata. Quando ci
si accorge di questa complicazione è buona norma non affrettare il parto
(ovviamente se c’è pieno benessere fetale), ma dare invece il tempo alla
natura di fare il suo corso. Se le cause sono nella forma del bacino, è
possibile che la complicazione si ripeta nelle gravidanze successive,
oppure è semplicemente dovuta al caso o a fattori imponderabili che
spingono la testa a ruotare nella direzione “sbagliata”. Spero di non
essere stato troppo tecnico. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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