"Mia figlia soffre di terrori notturni: come posso aiutarla?"

Anonimo

chiede:

Salve, le scrivo perché la mia bambina di 20 mesi soffre – da quanto ho capito – di terrori notturni. Si sveglia tutte le notti o quasi piangendo e urlando e sembra che non ci sia niente che io possa fare per farla star meglio. Può darmi qualche consiglio in merito? C’è qualcosa che posso fare per calmarla? La ringrazio.

Gentile signora, il terrore notturno o pavor nocturnus è un’alterazione del sonno che consiste in risvegli improvvisi accompagnati da urla, agitazione e angoscia. Difficilmente i piccoli sanno dire cosa sia accaduto, spesso non abbiamo la narrazione di un incubo ma il bambino appare molto scosso e richiede conforto ai genitori.

Il pavor rientra nelle famiglie delle cosiddette parasonnie, che comprendono dei disturbi clinici non associabili ad alterazioni dei processi del sonno-veglia ma piuttosto a situazioni spiacevoli che comportano manifestazioni anomale del normale volgere del ciclo del sonno e del risveglio.

Il terrore notturno è frequente nei bambini, secondo diverse statistiche avrebbe incidenza maggiore nei maschi e non sarebbe associato ad altre forme psicopatologiche. Inoltre il disturbo andrebbe a risoluzione verso l’adolescenza. Parliamo dunque di una situazione transitoria destinata a risolversi da sola.

Esistono delle incidenze tra terrore notturno e la presenza di fattori precipitanti come asma notturna, apnea notturna, reflusso gastroesofageo; è possibile, tuttavia, che gli episodi si verifichino anche in assenza di queste condizioni scatenanti. Una caratteristica che spesso lascia gli adulti disorientati è l’assenza di ricordo di quanto accaduto.

È molto importante allora curare il più possibile l’igiene del sonno del bambino, ovvero tutte quelle buone prassi di accompagnamento al lettino. Se il bambino dovesse comparire spaventato diamogli conforto ma non cerchiamo di stimolarlo eccessivamente al ricordo o alla parola e, ovviamente, non sgridiamolo.

Ricordo sempre che la diagnosi è bene che venga fatta da uno specialista, un pediatra o altre figure di riferimento della salute; con la certezza della definizione del problema possiamo chiedere un consulto e ottenere sostegno rispetto a queste situazioni.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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