Lavande Vaginali dopo Raschiamento - GravidanzaOnline

Anonimo

chiede:

Alla 12 settimana di gestazione mi è stato diagnosticato un aborto
interno avvenuto alla 8-9 settimana. Il 9 maggio 2005 ho fatto il
raschiamento prendendo poi 15 gocce di methergin 2 volte al di per 3 gg. A
distanza di 10 gg ho continuato ad avere perdite ematiche per cui mi sono
rivolta ad un ginecologo che dopo aver effettuato la visita e avendo
riscontrato un po’ di cistite mi ha prescritto il monuril 3 g per 2 gg, Zeta
N ovuli per 7 gg, nitens 0,223 g- 100 ml soluzione vaginale tutte le mattine
per 7 gg e ancora 20 gocce di methergin 2 volte al di’ per 3 gg. La mia
domanda riguarda le irrigazioni vaginali, ho letto su diverse enciclopedie
mediche che sono sconsigliate almeno per 2-4 settimane dopo il raschiamento.
Devo farle? E perché sono “vietate”? E poi, ci sono altri esami da
conseguire dopo l’aborto e raschiamento?
Grazie,

Cara Monia, si preferisce a titolo cautelativo, evitare lavande vaginali per dare tempo alla mucosa asportata con il raschiamento di rigenerare e questo per evitare possibili infezioni. Ciò non significa necessariamente che lavande effettuate prima del periodo da Lei indicato creino obbligatoriamente problemi.
Io personalmente, in presenza di una sintolatologia clinica simile a quella da Lei segnalata, avrei eseguito una ecografia transvaginale ed un dosaggio della BhCG, e questo per escludere eventuali residui intrauterini e / o processi infettivi endocavitari.
La diagnosi di cistite, oltre che basata sulla sintomatologia, si avvale dell’esame urine e della urinocoltura. Sicuramente non si effettua diagnosi di cistite mediante una visita ginecologica. Altrettanto sicuro è che la semplice visita non è in grado di valutare lo stato della cavità uterina e quindi di accertare la presenza di eventuali residui.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Ginecologo