Disturbi del sonno, pigrizia o patologia? - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Salve Dott.ssa, sono mamma di un bambino di 4 anni e mezzo e noi due
viviamo a casa con mia sorella, dato che io e suo padre siamo separati da
3 anni.
Ho un problema che mi sembra enorme, mio figlio frequenta il secondo anno
della scuola materna e di recente le maestre mi hanno informato che il
bambino (dicono) non apprende come gli altri bambini, per quanto i loro
sforzi siano continui ad esempio non riesce a memorizzare e riconoscere il
nome dei colori, regredisce anche sui numeri (conta solo fino a due), mi
parlano di mancanza di attenzione e di concentrazione nei giochi che
comportano memoria o insegnamento. C’è da aggiungere che gli attribuiscono
un atteggiamento continuo di spossatezza, di stanchezza, e che spesso si
addormenta nelle ore diurne.
Premetto che mio figlio dorme da sempre con me, sia perché la casa è
piccola e non possiamo permetterci due stanze, sia perché, mea culpa, dopo
la separazione tendevo a tenerlo sempre vicino a me. Il suo sonno non è
mai stato regolare, nei primi 3 anni di vita si svegliava sempre di notte,
di continuo, adesso dorme ma tende a farlo molto tardi, ad ogni modo le
sue 8 ore e mezza le fa… c’è anche da dire che ha già il suo bel
carattere, e che noto il fatto che se gli faccio delle domande, di
qualsiasi tipo (cosa hai fatto a scuola, cosa hai mangiato, che cosa vuoi
fare) lui è sempre molto evasivo, non mi risponde mai. Per quanto riguarda
la concentrazione posso dire che quando vuole ne ha, compone puzzle anche
grandi, gioca ai labirinti sui suoi giochini, sa addirittura gestire tv e
telecomandi. E a casa è fin troppo attivo, corre, gioca, non si ferma un
attimo. Quindi mi chiedo quale sia il problema…
In finale la mia domanda è questa: da cosa possono essere causati i
problemi di cui mi parlano le sue maestre e in che modo posso interagire
io stessa?
Grazie fin d’ora

Cara Paola, innanzitutto è bene monitorare tali comportamenti del bambino sia a scuola con l’aiuto delle maestre che in altri contesti osservando anche la capacità di interazione con gli altri, sia adulti (ad esempio è evasivo alle sue domande) che bambini. In merito al sonno, potrebbe provare ad anticipare l’orario per vedere se magari l’attuale quantità di sonno giornaliero è insufficiente: avere un orario stabile e una serie di azioni prevedibili per andare a letto (es. mettere il pigiama, ascoltare una favola, bacio della buona notte) possono dare sicurezza al bambino. L’obiettivo è cercare di comprendere l’origine, sottolineando aspetti emotivi e cognitivi, delle difficoltà riscontrate; se persistono potrebbe rivolgersi ad un professionista per un approfondimento. Saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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