Vitalità dell'embrione: come si rileva? - GravidanzaOnline

Anonimo

chiede:

Cortese dott. Comparato,
mia moglie risulta in gravidanza (3° gravidanza, di cui la 1° normale e compiuta e la 2° interrotta con isterosuzione per aborto interno alla 8° settimana) con beta HCG 38934 mUI/ml in data 27/05/2008, ultima mestruazione il 05/04/2008, cicli irregolari. In data venerdì 30/05/2008 effettuiamo visita di controllo di urgenza in ospedale poiché avverte dolori addominali e scarse perdite ematiche: svolta ecografia TV risulta esserci la camera gestazionale priva di echi embrionali. Il medico dice che non andiamo bene e deve fare il “raschiamento” e ci invita a tornare il 03/06/2008, poiché la camera operatoria non era al momento allestita e i giorni successivi sono festività fino al 3 giugno. Le lascio immaginare come abbiamo trascorso questi giorni, in particolare mia moglie. Il 3 giugno mia moglie si presenta a digiuno per l’intervento e nel controllo ecografico (TV) risulta: CO in utero con sacco vitellino ed echi embrionali di 6 mm; si evidenzia BCF. Cioè questa volta c’è il battito e l’embrione si vede bene, la gravidanza è regolare, però riferibile alla 6° settimana.
Se la camera operatoria fosse stata allestita il 30 maggio, oggi mia moglie non sarebbe in gravidanza, avrebbe subito la seconda isterosuzione, con asportazione di un embrione umano vitale.
Ritengo che la vicenda sia molto grave e chiedo come è possibile che si verifichi una situazione di questo tipo? Errore della macchina o dell’ecografista? Errore plausibile o no? Sarà successo ad altre madri? Cosa fare? Noi probabilmente non torneremo in quell’ospedale o comunque non ammetteremo più l’isterosuzione se non saremo del tutto sicuri della non vitalità dell’embrione. Come essere del tutto sicuri della non vitalità dell’embrione? Con quali mezzi approfondire la diagnosi (in questo caso, erroneamente, di uovo chiaro)? Perchè questa fretta nell’intervenire? Che rischi così gravi poteva correre mia moglie per non potere attendere una o due settimane? Francamente siamo molto amareggiati e delusi da certi medici nei quali riponiamo fiducia, speriamo che altri, come Lei, risollevino la categoria, non con la difesa ideologica dei colleghi, ma con il coraggio di dire le cose come stanno realmente.
Fiduciosi in una sua risposta, io e mia moglie La ringraziamo in anticipo e La salutiamo cordialmente.

Redazione

Redazione

risponde:

Egregio Signore, il quesito che lei pone richiederebbe una vera e propria trattazione. Mi limiterò a darle informazioni generiche senza riferimento diretto alla brutta esperienza che ha vissuto.
La attendibilità ecografica dipende purtroppo da numerosi fattori, fra i quali l’esperienza del medico che effettua l’esame, l’apparecchiatura usata, la ecogenicità della paziente.
Tranne casi particolari un medico esperto e dotato di una apparecchiatura sufficiente, in una persona a media ecogenicità, riesce a capire se la gravidanza è in normale evoluzione, anche in assenza di embrione visibile. Ovviamente il reperto eco va interpretato in base alla anamnesi, ai valori della beta hCG.
Nei casi dubbi, si ricontrolla ecograficamente dopo circa 7 giorni (in assenza di esuberanza del trofoblasto o di sospetto di extrauterina questo non comporta rischi) e si esegue una beta hCG ogni due o tre giorni. In base all’aspetto della camera, all’incremento eventuale della BhCG, si riesce in genere ad intuire se si tratta di un quadro patologico, o di un semplice ritardo nel concepimento, come spesso succede. Per maggiori approfondimenti posso invitarla a leggere le mie varie monografie online.
Altro purtroppo, retrospettivamente, non posso dirle.
Un consiglio che posso dare a lei come a tutti, e che ritengo in linea generale fondamentale, è quello di eseguire ecografie da un medico ecografista di secondo livello. Non si avrà mai la matematica certezza neanche in questo caso, ma si ridurranno considerevolmente il numero di falsi positivi o negativi.
Spero però di averle fornito qualche informazione utile.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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