Cisti dei plessi corioidei: rischi - GravidanzaOnline

Anonimo

chiede:

Gentili Dottori, sono un papà di una bellissima bambina di quasi 4
anni, e in attesa di un’altra che dovrebbe nascere all’inizio di settembre
2003 (cesareo). Nel mese di maggio, a seguito di una ecografia programmata,
l’ecografista rileva una ciste nel plesso coroideo dx di 8 mm, lo stesso ci
prospetta tante di quelle patologie da spaventarci (trisomia 13-18-21) ci
consiglia la funicolocentesi, io e mia moglie prendiamo subito
l’appuntamento per l’esame, nel frattempo facciamo eseguire altre due
ecografie da persone diverse nell’arco di 5 gg. (consiglio dato dal nostro
dottore, prima di fare la funicolocentesi), il primo la rileva, ma di 5.2 mm (dopo un
giorno) e ci sconsiglia di fare la funicolocentesi in quanto la ciste del plesso
non è secondo lui rilevante al punto di rischiare la funicolocentesi, la terza
addirittura non la rileva (dopo 4 gg) il che noi disdiciamo l’appuntamento. Tornati dal nostro ecografista dopo due mesi circa rileva la ciste non più di
8 mm ma da 5.8 e ci ribadisce la problematica cromosomica. Adesso in noi
regna la confusione più totale, non sappiamo più a chi credere. È vero che
la ciste del plesso coroidei unilaterale è sintomo di problemi e quanto era
necessaria la funicolocentesi? Vorrei sapere chi è stato il più corretto,
chi ha prospettato il rischio della malattia cromosomica al punto di
consigliare la funicolocentesi o chi ha detto cha da incoscienti eseguire
un esame solo per una ciste del plesso. Grazie infinitamente PS. ho una
paura indescrivibile, grazie.

Redazione

Redazione

risponde:

Le cisti dei plessi coroidei non hanno alcun significato patologico, il che significa che sono una semplice variazione fisiologica. Diversi studi hanno dimostrato che la loro persistenza dopo la nascita, rara in quanto scompaiono generalmente intorno alla 26ª settimana, non comporta problemi al bambino.
Il dilemma che lei pone e che i colleghi le hanno fatto giustamente notare, risiede nella possibile associazione con alcuni tipi di aneuploidie, (trisomia 18, sporadici casi di trisomia 21 e qualche segnalazione di sindrome di Klinefelter). Le dette associazioni non sono affatto frequenti, quello che viene suggerito in questi casi è una ecografia molto dettagliata per la ricerca di altri segni “minori” di aneuploidie che aumentano il rischio e giustificano secondo alcuni il rischio della ricerca del cariotipo. Un altro importante fattore da tenere in considerazione è l’età della paziente che secondo alcune prestigiose fonti sarebbe la “base” per il calcolo finale del rischio di trisomia.
Il problema è ancora dibattuto ed ecco il perché degli apparenti pareri contrastanti che lei ha ricevuto. Personalmente posso dirle che su più di 360 cisti dei plessi coroidei isolate che ho personalmente esaminato nessun’anomalia cromosomica è emersa.
Cordialissimi saluti

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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