'Questi valori indicano un ritardo di crescita?' - GravidanzaOnLine

Noemi

chiede:

Buongiorno dottore,
sono a 38 settimane +5, oggi ho fatto la visita di controllo e vorrei sapere se mi devo preoccupare per un eventuale ritardo nella crescita del bambino. I valori riportati nella ecografia sono BPD 94,0, CC 327,0, TCD 53,2, CA 319,3, LF 71,0, PFS 2925 gr percentuale 15,7.

La mia ginecologa non sembra affatto preoccupata, ma vorrei sapere se questi valori possono essere segno di qualche malattia cromosomica tipo sindrome di Down (non ho fatto il test combinato).
In più ho comunicato alla dottoressa di avere delle perdite biancastre (ho sofferto di candida durante tutta la gravidanza). Quando mi ha controllato ha trovato una dilatazione del collo cervicale di 1 cm, ci sono maggiori possibilità che una eventuale candida possa danneggiare il bambino avendo già una dilatazione di 1 cm?

La ginecologa non mi ha richiesto nessun tipo di tampone vaginale per verificare un’infezione. Sono molto in ansia dottore, spero possa rispondere al più presto.

Gentile Noemi,
purtroppo in base ai dati che mi fornisce posso dare soltanto delle spiegazioni generali.
La normalità o meno della crescita fetale presuppone una corretta stadiazione della gravidanza nelle primissime settimane, nonché il confronto con i dati successivi biometrici. Il ritardo di crescita fetale richiede quindi una attenta valutazione in tal senso, oltre che la ricerca di eventuali segni come per esempio la riapertura del dotto venoso, alterazioni flussimetriche in aorta e polmonare, eccetera. Se ha dei dubbi a riguardo esegua un esame di secondo livello.
In caso di ritardo di crescita, anche se per fortuna i tempi di compenso fetale sono abbastanza lunghi, è buona regola non far andare il compenso fetale oltre un certo limite se possibile.
A riguardo della vaginite, in genere la candida non causa problemi al feto. Per altre ragioni però andrebbe correttamente identificata ed eventualmente curata.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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