Colesterolo in gravidanza: i valori normali - GravidanzaOnLine

Colesterolo: i valori normali e cosa succede se è alto (anche in gravidanza)

Alti livelli di colesterolo nel sangue rappresentano un importante fattore di rischio cardiovascolare, specie se associati a ipertensione, sovrappeso ed altri fattori di rischio, ma anche livelli troppo bassi non sono da sottovalutare: ecco come funziona l'esame di laboratorio, anche in gravidanza.

Il colesterolo è una sostanza grassa (lipide) che è prodotta dal fegato ed è contenuta nelle molecole e nel sangue e determina, tra le altre cose, il funzionamento dell’organismo, lo sviluppo del cervello e il suo funzionamento.

In gravidanza il colesterolo aumenta, ed è importante conoscere la sua quantità nel corpo della futura mamma: vediamo perché, come funziona l’esame e quali sono i valori corretti.

Colesterolo: cos’è?

Il colesterolo è un grasso che per la maggior parte è presente naturalmente nel sangue, per la restante parte viene invece assunto con l’alimentazione. Come spiega il sito di Humanitas

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue che viene in gran parte prodotto dall’organismo, mentre in minima parte viene introdotto con la dieta. Mentre, in quantità fisiologiche, il colesterolo è coinvolto in diversi processi fondamentali per il funzionamento dell’organismo, quando è presente in quantità eccessiva costituisce uno dei fattori di rischio maggiori per le malattie cardiache. Il colesterolo in eccesso, infatti, tende a depositarsi sulle pareti delle arterie, provocando la formazione di lesioni che le ispessiscono e le irrigidiscono. Questo processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di placche vere e proprie, che ostacolano – o bloccano del tutto – il flusso sanguigno, con conseguenti rischi a carico del sistema cardiovascolare.

Esistono due tipi di colesterolo:

  • LDL, o lipoproteine a bassa densità: sono composte in maggiori quantità di grasso e poi da proteine. Viene definito anche colesterolo cattivo, perché si deposita sulle arterie, ostruendole.
  • HDL, o lipoproteine ad alta densità composte principalmente da proteine e da (poco) grasso. Non si deposita sulle arterie e per questo viene detto anche colesterolo buono.

Esiste poi una forma particolare di ipercolesterolemia, detta familiare perché ereditaria: in questo caso il rischio di alterazioni cardiovascolari aumenta, ed è importante avere una diagnosi precoce per poter intraprendere un’adeguata terapia farmacologica.

L’esame del colesterolo

L’esame del colesterolo viene effettuato su un prelievo di sangue e serve per misurare la quantità di colesterolo (sia l’LDL sia HDL) presente nel sangue: questo esame si chiama colesterolemia totale, ed è utile, come spiega l‘Istituto superiore di sanità

A differenza della maggior parte degli esami clinici, non è utilizzato per accertare (diagnosticare) o monitorare la malattia cardiovascolare ma per stimare il rischio di svilupparla o, se già presente, di andare incontro a complicazioni. Per questo motivo, il controllo della colesterolemia, assieme alla misurazione della pressione del sangue (pressione arteriosa), all’abitudine al fumo, alla presenza di diabete, può dare indicazioni sulla probabilità (rischio) di sviluppare una malattia cardiovascolare negli anni successivi, vale a dire prima che essa si manifesti realmente. In questo modo, identificando il rischio, è possibile realizzare un’efficace prevenzione.

Il prelievo viene effettuato a digiuno, e i risultati vengono interpretati dal medico che, anche tenendo conto di altri eventuali fattori di rischio, consiglierà la misura di intervento più adeguata (che può consistere in un cambiamento nell’alimentazione e delle abitudini o in una terapia farmacologica, a seconda dei casi).

Come spiega il l’Istituto superiore di sanità, si parla di ipercolesterolemia quando il colesterolo totale (LDL più HDL) è troppo alto. Valori normali sono:

  • colesterolo totale: fino a 200 mg/dl
  • colesterolo LDL: fino a 100 mg/dl
  • colesterolo HDL: non inferiore a 50 mg/dl

Colesterolo alto: i rischi

Se il colesterolo ha valori più alti del normale può aumentare il rischio cardiovascolare, perché si attacca alle pareti delle arterie può provocare la formazione di trombi o emboli, che a loro volta possono provocare infarti o ictus.

Valori elevati di colesterolo possono essere dovuti ad un’alimentazione molto ricca di carboidrati e grassi, oppure ad alcune patologie come ipotiroidismo o diabete.

Durante la gravidanza i valori del colesterolo aumentano sensibilmente, e rientrano nei limiti circa 40 giorni dopo il parto. Ecco perché un aumento del colesterolo rilevato durante la gestazione, entro certi limiti, è considerato normale.

Uno studio recente ha evidenziato come un’eccessiva ipercolesterolemia durante la gravidanza si associa a un aumento del rischio di cardiopatie per il figlio.

Colesterolo basso: i rischi

Valori molto bassi del colesterolo possono riscontrarsi durante la manifestazione acuta di alcune malattie, o in periodi di forte stress, ma solitamente non hanno conseguenze o sintomi.

Il colesterolo si può mantenere particolarmente basso anche in caso di patologie a carico del fegato, tumori o malnutrizione o ipertiroidismo.

Durante la gravidanza livelli eccessivamente bassi o troppo elevati del colesterolo possono associarsi poi a un aumento del rischio di parto prematuro.

Come ridurre il colesterolo

Per abbassare i livelli di colesterolo è innanzitutto utile curare la propria alimentazione, a partire da una riduzione del consumo di grassi animali (soprattutto di carni rosse e insaccati), latticini e zuccheri. Anche una regolare attività fisica è importante per diminuire la presenza del colesterolo.

Anonimo

chiede:

Una dieta poco calorica, che preveda un buon consumo di frutta e verdura, cereali, legumi e pesce e a basso contenuto di sale aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL (quello “buono”). Oltre a questo è opportuno smettere di fumare.

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