Il toilet training è il cosiddetto “allenamento al vasino”, cioè quel percorso di educazione che mira a rendere i bambini autonomi nell’andare da soli in bagno.

Vediamo quando bisognerebbe iniziare, quali sono le fasi e gli incidenti di percorso più comuni; i consigli e le indicazioni per bambini con disabilità come l’autismo.

Cos’è il toilet training?

Per toilet training si intende il processo di “addestramento” che permette ai bambini di controllare l’intestino e la vescica da soli (e togliere definitivamente il pannolino); si tratta del più conosciuto allenamento al vasino, grazie al quale tutti i bambini, a un certo punto della loro crescita, imparano fare la cacca e la pipì da soli. L’età in cui bisognerebbe iniziare varia da cultura a cultura.

Quando iniziare?

Spesso i genitori si chiedono quale sia l’età giusta per iniziare il toilet traininig. La verità è che non c’è un’età fissa per tutti i bambini. C’è chi comincerà prima e chi più tardi, ma alla fine ogni bambino riuscirà a rendersi autonomo coi suoi tempi. Ad ogni modo, anche se l’età del toilet training è variabile. solitamente si impara a controllare prima l’intestino e poi la vescica.

A circa 1 anno e mezzo i bambini iniziano ad avere consapevolezza della funzione sfinterica e a esercitarne il controllo; solitamente le bambine sono più precoci dei maschi. Sempre a questa età riescono a collegare la causa con l’effetto, cioè lo stimolo di fare pipì associato al pannolino che si bagna. Per alcuni bambini si dovrà aspettare fino a 2 anni e in qualche caso anche 2 anni e mezzo. Non bisogna preoccuparsi se un bambino ha bisogno di più tempo.

Toilet training: le fasi

I bambini sviluppano prima il controllo degli intestini (di notte e poi di giorno), e successivamente riescono a controllare anche la vescica (prima di giorno e poi di notte). I programmi di toilet training sono molto strutturati e vanno seguiti passo dopo passo nelle fasi previste.

Alcuni esempi di protocolli di toilet training sono facilmente reperibili in rete. Un bambino avrà appreso tutte le fasi del training quando sarà in grado di andare in bagno in modo autonomo e indipendente (eccetto l’aiuto nella pulizia e nel rivestirsi).

Gli incidenti del toilet training

Gli incidenti di percorso più comuni durante il toilet training avvengono quando il bambino non riesce ancora a mettere in atto il comportamento corretto. Può accadere, allora, che si faccia la pipì addosso, che di notte bagni il letto (enuresi notturna), o che la faccia sul pavimento.

Questi piccoli incidenti non devono spaventare ma vanno vissuti con serenità, come una parte normale e integrante del percorso che porterà gradualmente il bambino alla piena autonomia.

Gli strumenti del toilet training

I principali strumenti del toilet training sono il vasino e l’utilizzo di un riduttore per il gabinetto. Sono entrambi validi e si possono usare indifferentemente: tutto sta nel capire quale dei due preferisce il bambino. Ad esempio, alcuni bambini hanno bisogno di abituarsi gradualmente al vasino prima di passare al wc; per altri, invece, il vasino potrebbe essere un superfluo passaggio di troppo.

Si può abituare il bambino a questi elementi sin dai primi mesi di vita, non appena riesce a stare seduto da solo. Un aspetto importante è quello di fornire un appoggio ai piedi del bambino, che non possono essere lasciati penzolare. Appoggiare i piedi, infatti, faciliterà l’evacuazione.

7 consigli per il toilet training

Ecco 7 consigli per aiutare il bambino a imparare la continenza e controllare gli impulsi:

  1. Togliere il pannolino in modo definitivo. Il pannolino non va usato a giorni alterni: quando si decide di toglierlo, è opportuno proseguire senza.
  2. Giocare d’anticipo osservando i segnali che mostra il bambino: quando si capisce che ha bisogno di fare la cacca o la pipì metterlo sul vasino (o riduttore).
  3. Farlo sedere solo per necessità e non a orari fissi. Il bambino va fatto sedere quando deve effettivamente fare pipì: solo in questo modo imparerà a collegare il bisogno fisiologico col sedersi e fare pipì.
  4. Fargli i complimenti per i primi tentativi; congratularsi quando riesce a seguire i passaggi del toilet training (riconoscere che deve fare pipì, dirigersi verso il vasino e sedercisi, anche se magari nel frattempo non è riuscito a trattenersi e si è fatto la pipì addosso).
  5. Insegnare al bambino a comunicare i momenti in cui ha fatto la pipì o la cacca. Questo tipo di consapevolezza, infatti, precede quella del controllo sfinterico.
  6. Chiedere al bambino se deve andare in bagno, anche più volte durante la giornata.
  7. Non perdere la pazienza se si fa la pipì addosso (il cosiddetto “incidente”); al contrario, è bene incoraggiare i bambini dicendo che ce l’hanno quasi fatta, o che la prossima volta andrà benissimo.

Toilet training e autismo

I bambini con disturbo dello spettro autistico possono presentare grosse difficoltà a imparare il controllo sfinterico. I soggetti autistici, infatti, presentano difficoltà nella comunicazione, nell’interazione con gli altri e nella percezione; e per questi motivi potrebbero non sentire lo stimolo ad andare in bagno e di conseguenza non raggiungere l’autonomia in questo campo.

Nel tempo sono stati sviluppati dei programmi di insegnamento comportamentale, per aiutare i genitori e i bambini con disturbi autistici a padroneggiare questa funzione e sviluppare l’indipendenza, seppure con un certo ritardo rispetto agli altri bambini. Questi programmi di toilet training prevedono una fase preparatoria di pre-intervento e una di intervento vero e proprio, si snodano attraverso un programma di ricompense.

Secondo il protocollo, quando il bambino si fa la pipì addosso è fondamentale correggerlo immediatamente; se non viene fatto, il bambino potrebbe tornare a fare di nuovo la pipì addosso. Quando il bambino mette in atto il comportamento corretto, invece, è importante premiarlo per rinforzare il comportamento positivo.

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Categorie

  • Bambino (1-6 anni)