Se il bambino soffre di crisi epilettiche, come gestirle?

Le crisi epilettiche nei bambini sono delle convulsioni involontarie dovute a scariche elettriche che si verificano in aree del cervello che possono essere più o meno estese.

Le crisi epilettiche sono alterazioni dello stato di coscienza che si manifestano attraverso movimenti involontari. Nella maggior parte dei casi, l’esordio è in età pediatrica. Quando un bambino è in preda a una crisi epilettica è bene mantenere la calma ed evitare che si faccia involontariamente del male, seguendo alcuni consigli.

Cos’è una crisi epilettica?

Le crisi epilettiche sono fenomeni che possono manifestarsi con alterazione dello stato di coscienza e con movimenti involontari e che sono caratteristiche di una malattia nota come epilessia.

Di solito, hanno breve durata (nell’ordine dei secondi o comunque di pochi minuti). La crisi si verifica in seguito a una forte scarica elettrica che può interessare una zona più o meno vasta di neuroni cerebrali. Possiamo distinguere:

  • crisi parziali motorie, se riguardano una sola parte del corpo, e che possono essere più o meno complesse (crisi parziali sensitive semplici o parziali complesse). Si verificano quando la crisi interessa solo un’area ristretta di un emisfero cerebrale;
  • crisi generalizzate, che riguardano il corpo intero e che causano la perdita della coscienza e, a volte, la perdita del controllo degli sfinteri. Si verificano quando la scarica elettrica interessa contemporaneamente i due emisferi cerebrali.

Oltre che in base alle caratteristiche cliniche, le crisi epilettiche possono variare anche in base alla frequenza, all’intensità e alla durata. Avere una singola crisi epilettica non significa necessariamente soffrire di epilessia: il fenomeno interessa fino al 10% delle persone in tutto il mondo. Se invece se ne verificano due o più, si può parlare della malattia.

Crisi epilettiche nei bambini: le possibili cause

In oltre il 60% dei casi di epilessia, l’esordio è in età pediatrica. Le cause delle crisi epilettiche possono essere diverse e sono in parte ancora non note. Possono essere dovute a:

  • predisposizione genetica, si stima che siano circa 500 i geni correlati alla malattia. Anche se, nella maggior parte dei casi, la componente genetica rappresenta solo una parte della causa: la malattia si sviluppa se oltre a questi geni sono presenti anche delle condizioni ambientali che ne influenzano la comparsa;
  • lesioni cerebrali congenite, come le malformazioni e le patologie prenatali;
  • lesioni cerebrali acquisite, in seguito a traumi cranici, danni vascolari o tumori;
  • disturbi dello sviluppo, come autismo e neurofibromatosi;
  • disturbi metabolici, come la diminuzione della quantità di ossigeno o di glucosio nei tessuti;
  • malattie infettive, come la meningite, l’Aids e l’encefalite virale;
  • la febbre molto alta.

Le crisi epilettiche dei bambini nel sonno

Molte volte nei bambini le crisi epilettiche nel sonno vengono confuse con fenomeni di parasonnia, un termine utilizzato per indicare altri disturbi del sonno tra i quali il sonnambulismo, il digrignamento dei denti e la sindrome delle gambe senza riposo.

Se al risveglio del bimbo si notano sonnolenza insolita, mal di testa, vomito o il letto è bagnato, si può sospettare che ci sia stata una crisi notturna. Ma per arrivare a una diagnosi servono indagini più accurate.

Come riconoscere una crisi epilettica

Le crisi convulsive possono essere difficili da riconoscere nei neonati. Alcuni sintomi sono:

  • la masticazione involontaria;
  • lo sguardo fisso in direzioni diverse;

Mentre, nei bambini piccoli possono verificarsi:

  • tremori, sobbalzi o irrigidimenti di tutto o parte del corpo;
  • sguardo fisso;
  • confusione;
  • intorpidimento o formicolio.

Crisi epilettiche nei bambini: cosa fare?

Quando un bambino ha le convulsioni, occorre evitare che si faccia involontariamente del male durante la crisi adottando alcune misure cautelative. Occorre:

  • adagiarlo su un lato;
  • mettere qualcosa di morbido sotto la testa;
  • tenerlo lontano da potenziali pericoli, come gli oggetti appuntiti;
  • non cercare di trattenerlo perché la crisi passerà da sola;
  • non mettere niente in bocca al bambino e non provare a tenergli la lingua perché è fisicamente impossibile che la ingoi.
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  • Bambino (1-3 anni)