Alcuni neonati mangiano spesso. Altri, mangiano molto spesso. In alcuni casi, però, alcuni bambini sembrano mangiare continuamente. Soprattutto in alcune ore del giorno – o meglio, della sera – durante le quali i piccoli vogliono stare attaccati al seno con una frequenza molto più alta della media.

Nessuna paura: le “poppate a grappolo” sono un comportamento normale e comune a molti neonati. L’importante è sapere come affrontarle e non dimenticare che è solo una fase temporanea.

Cosa sono le poppate a grappolo?

Con il termine “poppate a grappolo” (o “cluster feeding”) si indicano le poppate molto frequenti che alcuni neonati – generalmente nelle prime settimane di vita – richiedono in determinati periodi del giorno, come ad esempio il tardo pomeriggio, o in alcune fasi dello sviluppo, come gli scatti di crescita o la dentizione.

Ma come riconoscere le poppate a grappolo? Questi potrebbero essere alcuni segnali:

  • il bambino ha pochi giorni o settimane;
  • il bambino mostra segni di fame o non smette di piangere finché non viene nutrito;
  • vuole mangiare costantemente o mangia molto frequentemente ma ogni volta per brevi sessioni;
  • non sembrano esserci altri problemi e il bambino è soddisfatto quando mangia;
  • il bambino bagna e sporca il solito numero di pannolini.

I ricercatori non hanno ancora individuato una causa univoca del perché i bambini si nutrano “a grappolo”, ma diverse teorie indicano che questo tipo di alimentazione soddisfa probabilmente una combinazione di bisogni che il bambino ha in questa fase di sviluppo.

Secondo Heather Turgeon, psicoterapeuta e autrice di The Happy Sleeper,

L’alimentazione a grappolo è probabilmente un modo per i bambini, che hanno un sistema nervoso in fase di maturazione, di regolarsi. Potrebbe anche essere un modo per fare scorta di cibo per la notte.

Quello che sappiamo dell’allattamento al seno è che è un sistema di domanda e offerta. Quando i bambini piccoli vogliono allattare, è un buon segno e dovremmo lasciarglielo fare, perché cercare di programmare o distanziare poppate non dà a quel sistema di domanda e offerta il giusto feedback.

Poppate a grappolo: quando si verificano?

L’alimentazione a grappolo è più comune nel tardo pomeriggio o la sera, nel periodo che va dalle 18 alle 22, quelle che comunemente vengono chiamate “le ore delle streghe”, in cui i bambini sono tendenzialmente più irrequieti.

Come nel caso del “pianto inconsolabile del primo trimestre di vita” (o come spesso viene chiamato, delle coliche), non c’è una spiegazione del perché si verifichino in questa fascia oraria. Può essere legato al fatto che la sera, come la notte, il latte sia più calorico e nutriente e che in queste ore ci sia un incremento della prolattina, fondamentale per adeguare la produzione del latte alle necessità del bambino, che variano costantemente.

Ma può dipendere anche dal fatto che di sera i bambini hanno più bisogno di contatto fisico per rilassarsi e la suzione non nutritiva diventa un fattore importante di regolazione emotiva.

Qualunque sia il motivo, dice ancora Turgeon,

mentre possiamo avere teorie sul perché si nutrono a grappolo, ciò che conta è che glielo lasciamo fare: questo è il modo per stabilire e mantenere la fornitura di latte della mamma.

Generalmente, le poppate a grappolo sono una caratteristica delle prime settimane di vita, ma possono manifestarsi durante tutti i primi 3 o 4 mesi o anche in seguito. Nel caso di bambini più grandi potrebbero esserci diversi giorni di seguito in cui mangiano molto più del solito durante l’arco dell’intera giornata. Questo può essere dovuto a scatti di crescita o alla dentizione.

I rischi delle poppate a grappolo

Le poppate a grappolo non sono di per sé una cosa negativa e hanno, anzi, dei benefici sia per i neonati che per la mamma:

  • il bambino potrebbe dormire più a lungo dopo l’alimentazione a grappolo;
  • le poppate frequenti possono calmare il bambino;
  • serve ad incrementare la produzione di latte;
  • può aiutare la regolazione emotiva e neurologica dei bambini;
  • può aumentare il tempo dedicato al contatto skin-to-skin con il bambino, il che ha vantaggi sia per la mamma che per il bambino.

Certamente, però, le poppate a grappolo possono essere anche rischiose, sia per il dolore ai capezzoli che possono provocare (o peggiorare) che per gli effetti negativi che, se non affrontate nel modo giusto, possono avere sia sulla madre – per la quale possono essere stancanti e psicologicamente estenuanti – ma anche per il buon andamento dell’allattamento al seno.

Spesso, infatti, di fronte a un bambino che vuole attaccarsi al seno in continuazione ci si preoccupa immediatamente che la produzione di latte – o le sue qualità nutritive – non siano sufficienti e che sia necessario ricorrere a un’integrazione di latte artificiale per assicurare al neonato di assumere una quantità adeguata di latte.

Nella maggior parte dei casi non è così e, anzi, è fondamentale assecondare il desiderio di suzione dei piccoli che, attraverso questa, stimolano una maggiore produzione di latte, regolata secondo il sistema di domanda-offerta.

Per assicurarsi che il bambino si nutra a sufficienza, si possono monitorare i pannolini bagnati, che devono essere almeno 1-2 nei primi giorni, 6-8 nei primi 4/5 giorni, e almeno 6 in seguito. Anche il pediatra, nei controlli periodici, verificherà che il bambino stia assumendo abbastanza latte in base al suo aumento di peso.

E il rischio che il bambino “prenda il vizio” e “utilizzi il seno come ciuccio”? Dimenticateli: se un neonato chiede di attaccarsi è importante assecondarlo, non solo per adeguare la produzione di latte alle sue nuove necessità ma anche per il suo benessere psicofisico.

Poppate a grappolo: come gestirle?

Sebbene fondamentale, nutrire il piccolo in maniera frequente – o addirittura costante – per molte ore può essere molto provante per la madre, sia dal punto di vista fisico che, soprattutto, da quello psicologico. Per questo, è ancor più fondamentale che le poppate a grappolo, così come le “coliche”, siano affrontate nel modo giusto e, soprattutto, con il giusto supporto, ricordano gli esperti di Medela:

Ricorda che questa fase è solamente temporanea. Prova a preparare la cena durante il giorno, mentre il bambino dorme, così da poterla semplicemente riscaldare e mangiare velocemente tra una poppata e l’altra. Se hai qualcuno che ti aiuta, fai delle pause e affida loro il bambino affinché possano tenerlo in braccio e cullarlo. Se nessuno ti può aiutare e ti sembra di non farcela, metti un attimo il bambino nella culla e concediti qualche minuto per calmarti prima di riprenderlo in braccio.

Chiedi al tuo partner, ai tuoi familiari e agli amici di aiutarti con le faccende domestiche, con la preparazione dei pasti e con gli eventuali altri figli. Se te lo puoi permettere, puoi anche assumere qualcuno che ti aiuti con la routine domestica. Cerca di riposare molto, di mangiare bene e di mantenerti idratata.

Un consulente di allattamento o un’organizzazione come La Leche League possono rappresentare una risorsa importante non solo per avere un sostegno in più, ma anche per capire se si tratta di una fase fisiologica di poppate a grappolo – e quindi non resta che tenere duro – o se ci sono altri problemi, ed eventualmente individuare una strategia di intervento.

Seguici anche su Google News!
Ti è stato utile?
Rating: 5.0/5. Su un totale di 1 voto.
Attendere prego...

Categorie

  • Allattamento