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Parto integrale o Lotus Birth: cos’è e come si organizza

In inglese si chiama Lotus birth, espressione che viene generalmente resa in italiano con parto integrale. In estrema sintesi, consiste nel non separare il bambino dalla placenta al momento del parto, aspettando invece che il distacco avvenga in modo del tutto naturale e spontaneo, in genere nel giro di alcuni giorni.

In pratica, invece di recidere il cordone ombelicale dopo la nascita, si aspetta il secondamento (ovvero l’espulsione della placenta) lasciando il neonato, ancora connesso con la “sua” placenta, sul corpo di sua madre, possibilmente attaccato al seno. Una volta avvenuta l’espulsione della placenta, questa può essere eventualmente sciacquata delicatamente con acqua tiepida o tamponata leggermente, prima di essere posta in un contenitore. Per le prime 24 ore dopo un parto integrale, la placenta viene di solito adagiata su un colino, dopodiché può essere avvolta delicatamente in un panno assorbente e conservata ad esempio in una borsa di stoffa. Volendo, è possibile cospargerla di sale marino e aggiungere qualche goccia di olio essenziale per evitare la formazione di cattivi odori. Nel prendersi cura del neonato fino a che non avviene il distacco, bisogna naturalmente usare un po’ di delicatezza, ed evitare che il cordone venga tirato o che la placenta si bagni. Nel momento in cui il cordone ombelicale si stacca, il processo di cicatrizzazione è già concluso, per cui non è occorre effettuare alcuna medicazione.

Il parto integrale viene scelto per rendere più dolce la transizione tra la respirazione placentare e quella polmonare, dando più tempo al bambino per adattarsi alle sue nuove modalità respiratorie, continuando nel frattempo a ricevere sangue, e quindi ossigeno, dalla placenta. Garantendo una trasfusione placentare completa, inoltre, il Lotus birth garantisce al neonato un maggior apporto di ferro e una più alta quantità di cellule staminali, nutrienti, vitamine, minerali e anticorpi materni. Molti sostenitori del parto integrale, infine, ritengono che essere separati dalla placenta prima del tempo possa causare un profondo trauma psicologico, destinato a lasciare un segno per tutta la vita.

Chi sceglie il Lotus birth deve informare preventivamente il personale medico che segue la gravidanza: ostetrica, ginecologo, etc. In generale, è consigliabile affidarsi in partenza a qualcuno che abbia già seguito almeno un altro parto integrale, o che comunque conosca la filosofia e i presupposti per la “nascita completa”. Le future mamme che compilano un piano del parto devono naturalmente indicare la loro scelta all’interno del documento. Anche in caso di taglio cesareo o di parto in casa è possibile seguire la procedura che consente la conservazione della placenta e l’attesa del naturale distacco dal neonato. In rete sono disponibili siti dedicati e una bibliografia per i futuri genitori interessati al Lotus birth.

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