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Malattie in gravidanza

  

 

 

STREPTOCOCCO GRUPPO B  

(Streptococcus agalactiae)

  

 

Epidemiologia

 

Studi epidemiologici hanno dimostrato che il 2,3-28% delle donne gravide è colonizzato da SGB a livello rettale e/o vaginale; esse  in genere sono asintomatiche. Alla nascita il 40-70% dei neonati, nati da donne colonizzate, riceve il microorganismo dalla madre, ma solamente l'1-2% di queste partorirà bambini con malattia clinicamente evidente, mentre nel 40-70% dei casi il neonato presenterà un'infezione asintomatica. Neonati partoriti da donne pesantemente colonizzate hanno maggiore probabilità di essere contaminati.

 

 

Trasmissione

 

L'infezione da SGB  nel neonato viene acquisita nella maggior parte dei casi in seguito a trasmissione verticale, in particolare in utero poco prima del parto, per infezione ascendente attraverso le membrane amniotiche rotte oppure durante il passaggio attraverso il canale del parto, per contaminazione con secrezioni infette. È stato osservato come alcuni fattori legati al parto, come prematurità, rottura prolungata delle membrane amniotiche, travaglio prolungato, endometrite-corioamnionite materna (febbre durante il parto, leucocitosi) possano influenzare il tasso di colonizzazione neonatale e il rischio di malattia da SGB a esordio precoce. La trasmissione orizzontale dell'infezione da SGB, sebbene meno frequente, è un'eventualità possibile.

 

 

Clinica

 

L'infezione a esordio precoce si può manifestare in molteplici forme: nel 30-40% dei casi come polmonite, nel 30-40% come sepsi perinatale severa senza una localizzazione e infine come meningite nel 30% dei casi. L'esordio della malattia può verificarsi alla nascita, soprattutto nei nati prematuri; in media i primi sintomi compaiono entro le prime 20 ore di vita. Comunque, oltre il 50% dei neonati può già essere sintomatico alla nascita. L'infezione da SGB a esordio tardivo si manifesta nell'80-85% dei casi come meningite. In genere i sintomi possono comparire a partire dal settimo giorno al terzo mese di vita; l'incidenza è di 0,5-1,8:1000 nati vivi. Ricordiamo,infine, che l'infezione da SGB in gravidanza può determinare morte endouterina del feto e, più raramente, aborto.

 

 

Diagnosi

 

Il metodo diagnostico per l'isolamento dello SGB è colturale.

 

 

Trattamento

 

Una terapia antibiotica, costituita da penicillina o ampicillina associata ad aminoglicosidi deve essere intrapresa in un neonato o lattante con supposta infezione sistemica batterica da SGB, prima di avere conferma eziologica.

 

 

Prevenzione

 

La chemioprofilassi costituisce al momento attuale il metodo utilizzato per prevenire la trasmissione materno-fetale dell'infezione da SGB. La colonizzazione materna in genere viene definita mediante ricerca colturale effettuata attorno alla 26a-28a settimana  di gestazione secondo alcuni Autori, alla 34a-36a settimana secondo altri. I campionamenti dovrebbero essere effettuati sia a livello vaginale (al terzo inferiore) che rettale; è tuttora in discussione se tale esame debba essere praticato come screening universale oppure solo in donne a rischio. I protocolli prevedono la somministrazione endovenosa durante il parto di ampicillina o penicillina. La chemioprofilassi selettiva intraparto appare efficace nell'interrompere la trasmissione di SGB dalla madre colonizzata al neonato e nel prevenire numerosi, ma non tutti, i casi di malattia da SGB a esordio precoce. In genere, non viene segnalato alcun beneficio dal trattamento antibiotico in gravidanza. Unica eccezione è costituita dalla presenza di una colonizzazione delle vie urinarie, indice di elevata carica batterica e possibile causa di serie complicanze.

 

 

Modalità di parto e allattamento

 

In letteratura non vi sono segnalazioni in merito alla influenza che la modalità di parto può esercitare sulla percentuale di infezione perinatale. L'allattamento al seno non è sconsigliato nelle donne colonizzate da SGB.

 

  

Lo streptococco B in gravidanza:
informazioni per le gestanti

 

Lo streptococco B è normalmente presente nella vagina e nel basso intestino del 15-20% delle donne sane.

Anche se raramente (2-5 casi su 1000 nati da madre portatrice) questo germe sembra comunque essere il principale responsabile di serie infezioni nel neonato che può venire a contatto con il microrganismo attraverso il canale del parto. Non è stato pienamente provato che il Taglio Cesareo elimini questo rischio.

Per questo motivo si va affermando l'orientamento di cercare il germe in gravidanza intorno alla 28.ma settimana.

Un trattamento antibiotico attuato durante il travaglio di parto è risultato efficace nel prevenire le infezioni nel neonato.

è bene che le gestanti portatrici di Streptococco B vengano informate di tutto questo e valutino insieme al curante la possibilità di questo trattamento discutendone vantaggi e svantaggi anche in relazione a eventuali ipersensibilità della gestante ai farmaci.

In ogni caso è opportuno che al momento del ricovero il personale della sala parto e i neonatologi che prenderanno in cura il neonato siano informati del fatto che la partoriente è portatrice del microrganismo.

I trattamenti maggiormente suggeriti sino ad oggi comprendono la somministrazione in travaglio dei seguenti antibiotici a dosi piene: Ampicillina, Eritromicina, Clindamicina.

   

Positive maternal GBS test. Provide intravenous antibiotic

Prophylaxis during labor or at amniorrhexis if it occurs prior to labor (see Table 5-2). Antepartum oral antibiotics are not raccomended for asymtomatic women with positive vaginal/rectal cultures. A urine culture that is positive for GBSindicates that treatment should be given at any time during pregnancy. If a GBS test was positive in a prior pregnancy, consider the patient to be still positive in the current pregnancy; additional GBS testing is therefore unnecessary. Note that this practice goes beyond the CDC guidelines on prevention of perinatal GBS disease so as to avoid missing patients who have false-negative tests.

Table 5-2.   Antibiotics for Intravenous Use Against GBS

 

Agent

Comment

Penicillin G

Recommendid for intrapartum chemoprophylaxis; give 5 million units IV to start, followed by 2.5 million units every 4 hours until delivery.  

Ampicillin

May be used as an alternative for chemoprophylaxis and may be preferred for broader coverage based on clinical indications. Give 2 g IV to start, followed by 1 g every 4 hours until delivery.  

Clindamycin

or erythromycin

These drugs may be effective for penicillin-allergic patients; no data available derectly support these agents’ clinical effectiveness for this particular use. There is some concern that customary maternal doses may not achieve therapeutic levels in the baby.

Clindamycin regimen: 900 mg Iv to start, followed by 900 mg every 8 hours until delivery.

Erythromycin regimen: 500 mg IV to start, followed by 500 mg every 6 hours until delivery.  

 

Philip B. Mead and Coll. " Protocols for Infectious Diseases in Obstetrics and Gynecology" 2000 by Blackwell Science, Inc  

 

 

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Azienda Policlinico" Umberto I "
Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura, V Divisione
Ambulatorio per le Infezioni Ginecologiche e la Patologia Cervico-Vaginale 
Responsabile: Prof. Ettore Calzolari
Prenotazioni: tel. 06/ 49972531 (mercoledì e venerdì ore 12-13)
 

 

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7707 del 27.10.2006

Direttore Responsabile: Marco Fasolino

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