Patologie
Gestosi
La gestosi
è una condizione specifica della gravidanza, che può
manifestarsi in varie forme e con gradi diversi di gravità.
L'epoca di insorgenza è in genere tardiva (dalla
24.ma settimana in
poi, ma sono segnalati rari casi di gestosi precoce) avendo la
sua massima espressione nel terzo trimestre, anche a poche
settimane dal parto.
Sinonimi della malattia sono "preeclampsia" e l'acronimo
anglosassone "EPH”, abbreviazione per edemi -
proteinuria- ipertensione.
In questa monografia cercherò di considerare aspetti
fondamentalmente pratici, tralasciando volutamente spiegazioni
eziopatogenetiche e fisiopatologiche dettagliate, anche perché
ancora gravate da controversie fra i vari gruppi di ricerca.
Solo a scopo esemplificativo riporto in questa sezione, uno
schema che riassume vari aspetti della condizione gestosica e/o
ipertensiva in stato di gravidanza (classificazione National
High Blood Pressure Education Program, modificata
dall'autore):
Condizioni indotte dalla gravidanza
1) Ipertensione gestazionale (si intende un aumento di
pressione arteriosa - valore minimo uguale o superiore a 90 mmHg,
valore massimo uguale o superiore a 145 mmHg - insorto dopo la
20 settimana ed in assenza di proteine nelle urine o proteinuria
o di altri segni, in donne precedentemente normotese).
2) Preeclampsia (aumento della pressione come nella
ipertensione gestazionale, ma con presenza di proteinuria -circa
0,3 g/l in un campione delle 24h- e presenza frequente di
edemi).
3) Eclampsia (si parla di eclampsia quando alla
ipertensione, proteinuria ed edemi, si associano crisi
convulsive).
4) Sindrome HELLP (La sindrome HELLP è una sindrome
caratterizzata, come evidenzia lo stesso acronimo HELLP (H=hemolysis,
E=elevated, L=liver enzimes, L=low, P=platelets) da emolisi,
aumento del valore sierico degli enzimi epatici, piastrinopenia.
Condizione che segnalo a parte, ma che è correlabile alle
precedenti, è la epatogestosi, caratterizzata da sofferenza
epatica di varia gravità, associata o meno ai segni della preeclampsia, che può restare isolata ma anche rappresentare il
primo vagito di una sindrome HELLP.
Condizioni preesistenti alla gravidanza
1) Occorrerà identificare eventuali condizioni patologiche
antecedenti lo stato gravidico che dovranno essere conosciute
sia per un corretto management della gravidanza che per non
confonderle con complicanze proprie della gravidanza stessa.
INCIDENZA
Notevolmente variabile, compresa fra il 3 ed il 13 per cento.
FATTORI PREDISPONENTI
Numerose malattie e condizioni possono predisporre alla gestosi,
ne riporto alcune:
- obesità
- ipertensione arteriosa
- diabete mellito
- malattie renali
- turbe coagulative, autoimmunitarie, ematologiche.
- fattori genici
- gravidanze gemellari
- primiparità
- avanzata età materna
- fumo eccessivo di sigaretta.
La dieta non sembra avere un ruolo significativo nella
insorgenza della gestosi. Ad ogni modo, razionalmente, qualsiasi
situazione di disagio omeostatico può rappresentare elemento in
qualche modo favorente la condizione gestisca.
ETIOPATOGENESI
Anche se ancora molti meccanismi alla base della gestosi
risultano essere sconosciuti o poco chiari, elemento
fondamentale è rappresentato da un aumento delle resistenze nel
distretto placentare.
In condizioni normali, semplificando, il trofoblasto permea i
vasi spirali uterini indovati nel miometrio rendendoli
particolarmente capienti ed in grado di accogliere alti flussi
di sangue. Questo processo inizia precocemente e realizza la sua
massima espressione alla 24-25 settimana di gestazione,
assicurando una ottima vascolarizzazione placentare e
conseguente adeguato nutrimento fetale. Se per qualche ragione
(es. turbe coagulative, autoimmunitarie, fattori locali etc),
questo processo non si svolge correttamente, le arterie spirali
saranno maggiormente "rigide" e maggiormente responsive ad amine
vasocostrittrici, con conseguente riduzione della perfusione
placentare.
Tale situazione è quindi alla base della condizione gestosica.
SINTOMI
I sintomi, come accennato nella parte introduttiva, sono
caratterizzati da ipertensione arteriosa, perdita di proteine
con le urine, edemi diffusi (non necessariamente presenti in
maniera completa).
Occorre sottolineare che un modico gonfiore agli arti inferiori,
soprattutto nei periodi caldi, può essere considerato in molti
casi fenomeno parafisiologico quando isolato.
Particolare cura dovrà essere posta nella ricerca di edemi nella
regione sacrale, pigiando per qualche secondo nelle fossette
sacrali per poi verificare la presenza eventuale di una "fovea"
o infossamento espressione di edema, alle regioni orbicolari, e
ovviamente come accennato, agli arti inferiori, per i quali è
sempre valida la manovra consigliata per la regione sacrale, ma
che ovviamente andrà eseguita in regione tibiale, appena al di
sopra della caviglia.
Importante se non fondamentale la valutazione della pressione
arteriosa.
E' oramai noto che la pressione arteriosa varia notevolmente,
soprattutto quando viene misurata in uno studio medico. Sarebbe
quindi opportuno eseguire per conto proprio la misura, tre volte
al giorno ad orari casuali, riportando i dati per iscritto,
corredati da una breve descrizione delle attività svolte a
ridosso della misurazione.
In caso di epatogestosi, i sintomi potranno essere assenti
(fatta eccezione per un rialzo degli enzimi epatici e degli
indici di stasi) oppure caratterizzati da prurito diffuso o da
malessere generale. Fortunatamente sono rari i casi di forme
fulminanti, e la maggior parte delle epatogestosi non mette in
pericolo la vita della mamma e del feto.
La eclampsia ha la sua manifestazione caratteristica nelle
convulsioni, e la HELLP può manifestarsi in maniera variabile in
base alla penetranza delle alterazioni presenti e
precedentemente elencate.
DIAGNOSI
Come in parte potrà essere dedotto, la diagnosi si basa in buona
parte sulla misura della pressione arteriosa, sulla valutazione
delle urine, degli edemi, degli enzimi epatici e di altri
parametri ematochimici.
Fondamentale è identificare i soggetti a rischio...
Ruolo principale lo riveste la flussimetria doppler delle
arterie uterine.
Tale valutazione riflette lo stato pressorio del distretto
placentare, determinato dalla azione del trofoblasto, come
spiegato precedentemente.
Benché la flussimetria delle arterie uterine possa essere
eseguita anche precocemente, per esempio alla epoca della
translucenza nucale, i dati interpretativi sono relativamente
discordanti. Maggiore conoscenza si ha a riguardo della
interpretazione predittiva dei parametri doppler ottenuti fra la
20 e la 25 settimana di gravidanza.
Alla 25 settimana circa, i flussi nelle arterie uterine
dovrebbero avere un indice di resistenza inferiore a 0.63, e
senza "notch" vale a dire senza incisura all'inizio della
diastole.
Indici di resistenza superiori, oppure la presenza di un notch,
indicano un aumento di rischio per gestosi, soprattutto se
presenti dalla 24-25 settimana in poi ed in ambedue le arterie
uterine.
Occorre dire che in caso di placenta lateralizzata, a destra o a
sinistra e quindi non centrale, il flusso nell'arteria uterina
dal lato opposto alla placenta potrà essere normalmente più alto
della norma, oppure potrà essere presente un notch; in questi
casi dovrà essere considerata dirimente la normalità del flusso
uterino dal lato della placentazione. In caso di placente
mediane invece, i flussi dovrebbero essere adeguati ed a basse
resistenza, senza incisura, in ambedue i lati.
La presenza precoce di alta resistenza nelle arterie uterine
sicuramente rende possibile un aumento di rischio, anche se per
esprimere un parere definitivo occorrerà aspettare la evoluzione
alla 24 o 25 settimana. Viceversa flussi precoci ottimali
rendono ottimisti e consentono di anticipare la possibilità di
un basso rischio per gestosi.
Rilevante in presenza di fattori di rischio è seguire
attentamente la crescita fetale basandosi sui più recenti
criteri ecocolordoppler, come la valutazione del flusso nel
dotto venoso, l'accelerazione in aorta e polmonare etc, tenendo
bene a mente che i flussi nel cordone ombelicale si alterano
tardivamente e non sono proponibili per una diagnosi precoce dei
ritardi di crescita spesso associati ad una condizione
gestosica. Analogamente i dati ottenuti con la cardiotografia,
il cosiddetto "tracciato" non garantiscono precocità di
diagnosi.
A riguardo della epatogestosi, occorre dire che il quadro
ecografico non risulta essere specifico. L'indagine ecografica
ha in ogni caso valore rilevante per escludere altre condizioni
potenzialmente responsabili di sofferenza epatica.
PREVENZIONE E TERAPIA
Ogni futura mamma dovrebbe eseguire una valutazione genica dei
fattori della coagulazione ed essere al corrente del suo stato
di salute in maniera completa prima di intraprendere una
gravidanza, per potere contrastare precocemente eventuali noxe
patogene con opportuni presidi terapeutici, quando possibile.
In caso di fattori predisponenti noti, oppure di flussi alterati
nelle arterie uterine, è infatti indicato trattamento con
aspirinetta oppure con eparina a basso peso molecolare.
Fondamentale il frequente controllo delle urine e della
pressione arteriosa, e adottare un regime di vita idoneo.
In caso di ipertensione, questa andrà trattata con farmaci
antipertensivi e monitorata attentamente, in concomitanza con
assetto alimentare iposodico.
Occorre dire che la vera terapia della gestosi è il parto,
quindi in caso di gestosi accertata o sospetta, la paziente
dovrà essere strettamente monitorata, ed in caso di
ingravescenza, il parto dovrà essere espletato appena possibile.
La epatogestosi non complicata, potrà essere trattata con
epatoprotettori, acido ursodesossicolico o con altri presidi.
La eclampsia è evento grave e richiede trattamento in regime di
ricovero in quanto, oltre alle convulsioni, possono verificarsi
danni gravi cerebrali, renali, epatici e sistemici.
Vale lo stesso discorso per la sindrome HELLP.
CONCLUSIONI
Come intuibile, la gestosi rappresenta una condizione "seria" la
quale se non trattata può, nella sua massima espressione,
mettere in pericolo la salute materna e fetale.
Essere a rischio ovviamente non significa dover avere la
gestosi, come non esserlo non garantisce "l'immunità" da tale
condizione.
Fortunatamente, non tutte le gestosi sono gravi... ad ogni modo,
in caso di aumentato rischio, è obbligatoria una stretta
sorveglianza materna e fetale.








