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Malattie in gravidanza


Infezioni da chlamydia trachomatis


Le Chlamidiae sono organismi procarioti, Gram negativi e parassiti intracellulari obbligati. Fra le specie che appartengono al genere Chlamydiae quella di maggiore interesse neonatologico è la Chlamydia trachomatis. Conseguenza della trasmissione verticale dell'infezione da C.trachomatis sono le infezioni del neonato (congiuntivite, polmonite, otite).


Epidemiologia


L'infezione da C. trachomatis è molto diffusa; negli anni più recenti la C.trachomatis è divenuto il microrganismo più frequentemente implicato nelle infezioni a trasmissione sessuale: in Italia si calcola che vi sia circa un milione di soggetti infetti. La trasmissione dell'infezione al neonato avviene al parto durante il passaggio nel canale; la percentuale di trasmissione è del 60-70%.




Infezione neonatale


 

Congiuntivite

 

La manifestazione clinica più precoce dell'infezione da C.trachomatis è rappresentata dalla congiuntivite, presente in circa il 50-70% dei neonati infettati. Insorge in genere tra il 5° ed il 14° giorno di vita. La sintomatologia è caratterizzata dalla comparsa di essudato mucopurulento e da edema delle palpebre. Il decorso senza terapia è prolungato, con esacerbazioni spontanee. L'esito di solito è benigno, tuttavia possono residuare cicatrici congiuntivali e micropanno corneale;tali esiti non si verificano se viene instaurata terapia adeguata.

 

Polmonite

  

La polmonite si manifesta nel 10-30% dei neonati infettati, per cui costituisce una delle più comuni forme di polmonite nei primi 6 mesi di vita. Insorge generalmente tra la 3° e la 12° settimana di vita. Nel 50% dei casi è presente la congiuntivite o risulta nell'anamnesi, può inoltre associarsi rinite o otite. Accanto a questo quadro classico esistono forme più gravi, più frequenti nei neonati pretermine, ad insorgenza più precoce con quadro di grave insufficienza respiratoria e forme più benigne la cui frequenza è spesso sottostimata per la difficoltà delle diagnosi. L'evoluzione è di solito favorevole; tuttavia se il trattamento non è adeguato, il decorso è molto prolungato (3-8 settimane).


Diagnosi


La diagnosi di infezione da C.trachomatis si basa sulla ricerca diretta del microrganismo con varie tecniche:

  1. osservazione microscopica del materiale patologico

  2. ricerca antigenica diretta

  3. esame colturale

  4. infine è attualmente disponibile un test che utilizza la tecnica della Polymerase Chain Reaction su campione di materiale congiuntivale o nasofaringeo; tale test presenta elevata specificità e sensibilità.. La ricerca indiretta dell'agente infettante si avvale di indagini sierologiche basate sulla ricerca degli anticorpi specifici di tipo IgG, IgM ed IgA con la tecnica della microfluorescenza indiretta.

Prevenzione


La misura più efficace per ridurre la diffusione dell'infezione neonatale consiste ovviamente nel ridurre il serbatoio. Certamente un uso più estensivo delle indagini diagnostiche specifiche avrebbe un maggiore impatto nella prevenzione dell'infezione neonatale. Lo screening di tutte le donne in gravidanza ed un adeguato trattamento dei casi risultati positivi certamente ridurrebbe l'incidenza dell'infezione neonatale, tuttavia tale prassi è particolarmente impegnativa sul piano tecnico e costosa, per cui di fatto non è stata applicata su vasta scala.



Terapia


Adulto

 

Nell'adulto le infezioni urogenitali, sia maschili che femminili, vengono trattate con tetraciclina. Nelle donne in gravidanza o durante l'allattamento il farmaco di prima scelta è l'eritromicina etilsuccinato.

 

Neonato

 

Nel neonato, il farmaco di prima scelta è costituito dall'eritomicina etilsuccinato. Anche le congiuntiviti vanno trattate per via generale; è stato dimostrato infatti che la sola terapia antibatterica locale è insufficiente per eradicare il microrganismo e non previene le ricadute.

 

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