'A chi somiglierà mio figlio?' La trasmissione genetica - GravidanzaOnLine

A chi somiglierà tuo figlio?

Da cosa dipende l'aspetto fisico del bambino? Pesano di più i geni della mamma o quelli del papà? Ed è possibile "prevedere" l'aspetto del nascituro? Scopriamolo insieme.

Alzi la mano chi non ci ha ancora pensato: “Avrà i miei occhi o quelli del papà?” “Prenderà il naso del nonno? NON prenderà il naso del nonno, vero?” E via dicendo. È uno dei passatempi forse preferiti, irresistibili per ogni futuro genitore: cercare di scovare, scrutandosi nello specchio e osservando il proprio partner, il volto possibile del bambino che deve nascere.

La scienza parla chiaro: ci sono infinite combinazioni possibili nell’unione tra il gamete femminile e quello maschile, ed è proprio nel momento della fecondazione che vengono stabiliti i caratteri del bambino che verrà.

Per conoscere il risultato ovviamente non c’è che da aspettare l’arrivo – ma anche la crescita – del bambino: nel frattempo, però, la stessa scienza può aiutare a calcolare (ma solo in termini probabilistici e quindi approssimativi) la possibilità che il nascituro abbia uno o più tratti fisici della mamma oppure del papà.

Molti caratteri del bambino dipendono dai geni: si parla in questo caso di caratteri ereditari, che sono “presi” da uno dei genitori (o di altri parenti prossimi). I caratteri ereditari legati all’aspetto fisico compongono il fenotipo dell’individuo: altezza, corporatura, colore degli occhi, capelli, forma del viso e del naso etc.

Per prima cosa il sesso: sarà maschio o femmina?

Innanzitutto, il primo aspetto che viene definito con l’unione dell’ovulo con lo spermatozoo è il sesso del nascituro. Ogni cellula del corpo contiene 23 coppie di cromosomi: 22 di queste determinano i caratteri del corpo, mentre la 23^ coppia di cromosomi stabilisce se il bambino sarà maschio oppure femmina.

La donna ha solo cromosomi XX, l’uomo invece XY: per questo (sorpresa!) a determinare il sesso del nascituro è l’uomo. Se infatti lo spermatozoo che feconda l’ovulo contiene il cromosoma X, nascerà una bimba, se porta quello Y nascerà, invece, un bimbo.

Quando l’ovulo femminile è fecondato dallo spermatozoo maschile i cromosomi si riuniscono e la cellula che origina il feto è nuovamente dotata di 23 coppie di cromosomi. Ogni bambino, così, eredita sia i caratteri della mamma sia quelli del papà.

Il sesso del bambino è del tutto casuale: non è possibile (come proposto da alcune bizzarre teorie) determinare a priori se il proprio figlio sarà un maschio o una femmina.

Il colore degli occhi del bambino

colore degli occhi del bambino

Tutte le “istruzioni” che servono alle cellule per far funzionare l’organismo sono contenute all’interno del DNA. Il DNA è formato da sostanze diverse, e l’ordine in cui queste si succedono permette di ottenere un numero elevatissimo di sequenze differenti: le nostre cellule sono dotate di 23 coppie di cromosomi, come abbiamo visto, eccetto quelle riproduttive, che hanno un solo cromosoma per coppia.

In base alle caratteristiche dei genitori, è possibile prevedere alcuni tratti del nascituro, almeno secondo un calcolo probabilistico. Come, per esempio, il colore degli occhi. Il bimbo avrà facilmente gli occhi chiari se quelli di entrambi i genitori sono chiari, ma li potrebbe avere chiari anche se quelli di mamma e papà sono scuri.

Come mai? Se i nonni hanno gli occhi chiari, il nipotino potrebbe ereditarne il colore. Alcuni caratteri sono infatti dominanti e quindi si manifestano più spesso, mentre altri sono recessivi e quindi compaiono più raramente. Il colore scuro degli occhi, per esempio, prevale su quello chiaro e i capelli ricci prevalgono su quelli lisci.

Per scoprire quale sarà il colore degli occhi di tuo figlio prova il nostro calcolatore.

Questi caratteri non sono fissi ma possono avere diverse sfumature: i capelli, per esempio, variano da poco ondulati al crespo. Anche negli occhi si ritrovano tante gradazioni diverse di colore.

Altri aspetti fisici dipendono poi sia dal patrimonio ereditario sia da fattori ambientali, come l’altezza. Se, per esempio, papà e mamma sono di corporatura minuta, è difficile che il bimbo raggiunga una statura considerevole. Potrebbe però diventare comunque più alto dei genitori: lo sviluppo delle ossa è infatti legato anche all’alimentazione.

Il carattere del bambino

coppia

Per qualcuno forse sarà un sollievo: sul carattere del bambino i geni del papà e della mamma influiscono ben poco. Esiste una relazione tra il patrimonio genetico del bambino e la sua personalità, ma il patrimonio genetico di ciascuno è influenzato e plasmato dall’ambiente in cui si cresce, che lo modifica secondo le esperienze e molteplici altri fattori.

In questo senso è interessante lo studio del comportamento tra i gemelli, identici o no: gli studi hanno evidenziato come le capacità cognitive hanno una base genetica, ma il loro sviluppo dipende dall’ambiente circostante.

Nemmeno i gemelli omozigoti, infatti, manifestano le medesime capacità cognitive. Per questo motivo si può affermare che l’eredità genetica non è in grado di determinare il carattere futuro del bambino.

La salute del bambino

Diverso è il discorso riguardo la salute del bambino: quasi la sua totalità (circa il 99%) dipende infatti dal patrimonio genetico che arriva dai genitori. Alcune malattie sono infatti determinate da singoli geni e possono quindi essere previste “tracciando” le regole della trasmissione dei caratteri. Altre ancora, invece, sono trasmesse direttamente dai genitori al nascituro per via genetica.

La presenza di alcuni disturbi, invece, è dovuta sia all’interazione di più geni differenti sia all’influenza dei fattori ambientali. Attraverso la conoscenza della storia familiare, cioè delle patologie avute dalla cerchia allargata della famiglia (oltre ai genitori anche nonni, zii, cugini, etc.) si può prevedere la presenza di un maggiore rischio che il nascituro possa sviluppare alcune determinate patologie.

Anche lo studio del gruppo sanguigno e del cosiddetto Fattore Rh è molto importante: ne abbiamo parlato qui.

In questo senso può essere utile, soprattutto in presenza di malattie ereditarie, effettuare specifici esami prenatali per studiare il patrimonio genetico del bambino.

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