'Le sculacciate fanno più male che bene' - GravidanzaOnLine

“Le sculacciate? Fanno più male che bene”, avvertono i pediatri americani

Secondo gli studi dell'American Academy of Pediatrics (AAP), sculacciare i bambini sotto i tre anni di età potrebbe provocare danni psicologici.

“La verga e la riprensione dànno sapienza; ma il fanciullo lasciato a sé stesso, fa vergogna a sua madre” cita un vecchio proverbio biblico. Eppure non sembrano essere d’accordo i pediatri statunitensi, che, per voce dell’American Academy of Pediatrics (AAP), hanno fornito una guida per genitori ed educatori scoraggiando l’uso delle sculacciate per gestire il comportamento dei bambini.

In un recente studio pubblicato dall’Associazione, le punizioni corporali e le forme di umiliazione che includono urla e vessazioni sono indicate come minimamente efficaci nel breve termine e del tutto inefficaci a lungo termine. Non solo, pare che le sculacciate, storico “metodo educativo”, siano in realtà correlate ad un aumentato rischio di problemi emotivi, comportamentali e cognitivi nei bambini.

Questo studio poggia le basi su una ricerca condotta dall’AAP nel 2010, secondo la quale l’utilizzo di sculacciate su bambini di età inferiore ai tre anni aumenterebbe il rischio di un comportamento aggressivo nei bambini stessi. Sono state intervistate 2461 famiglie provenienti da 20 grandi città degli Stati Uniti, analizzando i comportamenti aggressivi dei bambini a 3 e 5 anni in relazione a una serie di circostanze quali estrazione sociale, maltrattamento fisico infantile materno, stress, depressione e considerazione dell’aborto prima della nascita.

L’approccio educativo pare comunque cambiato negli ultimi anni, si legge nel documento: una ricerca del 2004 aveva evidenziato come due terzi dei genitori considerassero come socialmente accettabile la punizione corporale come forma di disciplina, tanto che circa l’80% dei bambini era stato punito fisicamente, mentre l’85% degli adolescenti aveva riferito di essere stato punito, e la metà di loro colpito con una cintura o simili.

Più di recente, invece, sembra diminuito il ricorso alla “sculacciata” e alla punizione corporale in genere come metodo educativo, in particolare tra i genitori più giovani. Una linea che, secondo l’AAP, andrebbe incoraggiata: dai risultati dello studio è emerso che l’utilizzo di sculacciate da parte dei genitori più di due volte nel mese precedente l’intervista su bambini di 3 anni era associato ad un livello più alto di aggressività quando il bambino ne aveva 5.

Tra gli effetti negativi delle punizioni corporali l’AAP indica aumento di problemi fisici, aumento dell’aggressività in famiglia e delle liti tra genitori e figli, con conseguenze sulla relazione, aumento dell’aggressività in età scolastica, aumento della probabilità che il bambino sia aggressivo in futuro, aumento del rischio di disturbi del comportamento e problemi cognitivi.

sculacciare i figli

L’essere stati “sculacciati”, continuano i pediatri, avrebbe effetti simili a quelli che si riscontrano nei bambini che hanno subito abusi.

Quale sarebbe allora la strategia migliore da adottare per imporre la disciplina in modo sano? Nello studio dell’AAP viene segnalato un breve ma incisivo vademecum pubblicato sul sito Healthy Children che riassume le tecniche migliori per educare un bambino stimolando ragionamento ed empatia più che rifiuto e aggressività:

  • Essere d’esempio. Adottare per primi il comportamento che si vorrebbe insegnare ai propri figli.
  • Fissare dei limiti. Imporre regole chiare e coerenti che i bambini possano seguire, assicurandosi di spiegarle con parole adatte all’età del bambino.
  • Mostrare le conseguenze. Spiegare con calma e fermezza le conseguenze di un comportamento sbagliato mettendole immediatamente in atto.
  • Ascoltare. Aspettare che il bambino esponga il suo bisogno prima di indicare il comportamento sbagliato.
  • Dare attenzione. Lo strumento più potente per una disciplina efficace è l’attenzione, per rafforzare i buoni comportamenti e scoraggiare quelli sbagliati.
  • Lodare. Così come è importante correggere i comportamenti sbagliati, lo è altrettanto lodare un buon lavoro per imprimere fiducia e desiderio di miglioramento.
  • Ignorare. In alcuni casi è più sano ignorare un comportamento sbagliato lasciando che si risolva da solo: ad esempio, se il bambino continua a far cadere un biscotto di proposito, capirà di sbagliare quando non avrà più un biscotto da mangiare.
  • Anticipare. Valutare in anticipo le situazioni che potrebbero portare a problemi comportamentali e pianificare una strategia.
  • Reindirizzare il comportamento sbagliato. Proporre un’attività sana. A volte i bambini si comportano male perché sono annoiati o non sanno fare di meglio.
  • Chiamare un time-out. Imporre un minuto di “pausa” durante un comportamento sbagliato per stimolare nel bambino la riflessione e spingerlo all’autocontrollo.
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