Campagna Nazionale Endometriosi: attivo il numero verde - GravidanzaOnLine

Campagna Nazionale Endometriosi: attivo il numero verde

Dall’1 al 12 aprile 2009, la Fondazione Italiana Endometriosi Onlus (FIE), presieduta dal Prof. Pietro Giulio Signorile, grazie al sostegno del Segretariato Sociale Rai diretto da Carlo Romeo, promuove la Campagna Nazionale a favore dell’Endometriosi, malattia che colpisce solo le donne, anche giovanissime: 3 milioni solo in in Italia, 14 in Europa e 150 nel mondo.

Istituita per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia e per sostenere la Raccolta Fondi, la Campagna sarà promossa attraverso i principali organi di stampa e nell’ambito di numerose trasmissioni televisive Rai, con un appuntamento finale il 12 aprile a “Domenica In”, in occasione della puntata pasquale dello storico contenitore di Raiuno.

Dall’1 al 12 aprile 2009 sarà possibile inviare un SMS al numero 48543 per donare 2 Euro da telefonia mobile Tim, Wind, 3, Vodafone e 2 Euro da telefonia fissa Telecom Italia (oppure semplicemente chiamando lo stesso numero sempre da telefonia fissa Telecom Italia). I fondi raccolti saranno interamente devoluti alla Fondazione Italiana Endometriosi che li destinerà alla seconda fase del Progetto di Ricerca sulla malattia.

È proprio grazie ai fondi raccolti lo scorso anno che la Fondazione ha potuto avviare il Progetto di Ricerca sulla malattia che ha portato ad una sensazionale scoperta: dopo oltre 3 secoli di teorie mai scientificamente provate, infatti, ha fornito la prima dimostrazione concreta dell’origine genetica dell’Endometriosi, individuata in alcuni feti femminili già alla 16.ma settimana di vita.
La Fondazione Italiana Endometriosi Onlus, inoltre, ha attivato il Numero Verde 800984450 che sarà a disposizione dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, per consulti medici gratuiti e informazioni generali sulla malattia.

L’Endometriosi, malattia di cui fu vittima anche Marilyn Monroe, provoca forte dolore pelvico, cicli mestruali dolorosissimi, infertilità, difficoltà nei rapporti di coppia, stanchezza fisica ed è di difficile diagnosi, poiché spesso presenta gli stessi, “normali” disturbi del mestruo. Sintomi e gravi disagi di una malattia che comporta un costo sociale di circa 30 miliardi di euro all’anno in Europa e 6 miliardi in Italia, anche per congedi lavorativi legati alla patologia. In particolare, nel nostro Paese, la degenza media di ricovero è pari a 4,6 giorni e il costo rimborsato alle Regioni dal Servizio Sanitario Nazionale è di soli 2.773,80 euro per paziente.

Tra le conseguenze del ritardo diagnostico, che in Europa si attesta in media sui 9 anni, c’è l’infertilità e, negli ultimi stadi, l’asportazione di parte dell’intestino o danni all’apparato urinario. Una malattia che incide negativamente anche sulla nostra economia, con oltre 33 milioni di giornate lavorative perse e 128 milioni di Euro per l’acquisto di farmaci, causando enormi disagi produttivi e con un costo per il nostro Sistema Sanitario Nazionale di oltre 54 milioni di euro all’anno per il solo trattamento chirurgico, per un totale di 182 milioni di euro. (Fonti: Onu e Agenzia del Farmaco).

Cos’è l’Endometriosi

L’endometriosi è una malattia che agisce nel silenzio” ha dichiarato il Prof. Pietro Giulio Signorile, “per questo motivo dobbiamo aggredire il problema su più fronti. Quello normativo in primis, e mi auguro che la proposta di legge per il riconoscimento dell’endometriosi come malattia sociale veda la luce al più presto. In secondo luogo, quello dell’informazione sulla malattia e della conoscenza delle sue possibili conseguenze, oggetto di un Convegno organizzato dalla nostra Fondazione il 4 marzo scorso a Roma dal titolo “High Tech in Endometriosi ed Infertilità“.

La Fondazione Italiana Endometriosi Onlus è impegnata in campagne di informazione e prevenzione dell’endometriosi, una malattia che colpisce le donne giovani e giovanissime comportando sintomi e gravi disagi che hanno come costi sociali circa 30 miliardi di euro all’anno in Europa, 6 miliardi in Italia, anche per congedi lavorativi legati alla patologia. In Italia, la degenza media di ricovero è pari a 4,6 giorni e il costo rimborsato alle regioni dal Servizio Sanitario Nazionale per questo tipo di degenze è di soli 2.773,80 euro per paziente. Con 33milioni e 400mila giornate di lavoro perse e 128 milioni di Euro per l’acquisto di farmaci, l’endometriosi causa enormi disagi produttivi e costa al Sistema Sanitario Nazionale per il trattamento chirurgico oltre 54 milioni di euro all’anno, per un totale di 182 milioni di euro per anno. (fonti: Onu e Agenzia del Farmaco).

La prima ricerca condotta in Italia” aggiunge il Prof. Pietro Giulio Signorile “su un campione rappresentativo di donne malate, mette in luce alcuni dati allarmanti sulla malattia, evidenziando quanto siano determinanti gli effetti sull’attività professionale e sulle pari opportunità. Infatti, il 67% delle donne intervistate dichiara di sentirsi discriminata sul lavoro rispetto agli altri e di non avere la solidarietà né delle colleghe (53% dei casi) né dei colleghi (69%). Quasi la metà delle donne intervistate (45%) sente la necessità di dover nascondere il problema sul posto di lavoro, mentre solo il 9% di esse lo nasconde all’interno delle mura domestiche. Questo è dovuto soprattutto alla mancanza di collaborazione da parte dei propri capi: il 57% delle donne che lavorano non viene giustificata quando sta male e il 52% non può comunicare che si ammala“.

L’endometriosi, dunque, incide fortemente sulla vita sociale e relazionale delle donne: il 72% di loro conferma il dato. Alla domanda se la malattia le deprime sul lavoro, oltre la metà (57%) ha risposto di sì, mentre il 52% ritiene che il proprio rendimento al lavoro sia inferiore rispetto ai colleghi, con forti limitazioni alle proprie possibilità di carriera (45%). I giorni di assenza dal lavoro si attestano su una media ponderata di 1,8 giorni al mese (il 44% da tre a più di cinque giorni mensili), con una media annua di 21,6 giorni. Il campione analizzato è composto da donne da tempo affette da endometriosi, dalle diplomate nel 54% dei casi, fra i 25 e i 34 anni e coniugate (49%), intervistate in modo omogeneo sul territorio nazionale in relazione alla densità abitativa delle singole regioni.

Tra le cause della malattia” prosegue il Prof. Signorile “c’è anche l’inquinamento chimico“, vale a dire l’inquinamento da diossina, policlorobifenili (PCB), polibromodifenileteri (PBDE) e pesticidi. La correlazione tra le diossine e l’endometriosi è stata dimostrata su modelli animali ed ha portato, prima l’OMS nel 1998 e poi la Scientific Commitee on Food dell’Unione Europea nel 2000, ad includere l’endometriosi tra gli obiettivi più sensibili a tali inquinanti.

Nell’ambito del programma comunitario per l’identificazione delle sostanze che alterano il sistema endocrino ed immunitario, lo studio di questi contaminanti è stato indicato come prioritario: un primo passo per poter intraprendere le opportune azioni riduttive nell’ambiente. Conclude il Prof. Signorile “Grazie ai fondi raccolti attraverso la Campagna sull’Endometriosi promossa in Rai nel 2008, abbiamo avviato il Progetto di Ricerca sulla malattia che ha già portato alla scoperta della genesi dell’Endometriosi“.

Insieme al Prof. Signorile, autore della prima dimostrazione scientifica sull’origine della malattia, scienziati quali il Prof. Alfonso Baldi del Dipartimento di Biochimica, sezione di patologia della II Università di Napoli,il Prof Feliciano Baldi, Professore Ordinario del Dipartimento di Biochimica, sezione di Patologia II Università di Napoli, la Dott.ssa Rossana Bussani del Dipartimento di Patologia dell’Università di Trieste, la Dott.ssa Maria Rosaria D’Armiento del Dipartimento di Scienze Biomorfologiche e la Dott.ssa Maria De Falco del Dipartimento di Biologia Evolutiva e Comparativa dell’Università Federico II di Napoli. Tra gli obiettivi futuri, l’individuazione dei meccanismi e delle cause intrinseche che incidono sullo sviluppo della malattia.

Articolo originale pubblicato il 2 aprile 2009

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