In ufficio col pancione | GravidanzaOnLine

Quando si è incinte e si lavora, basta qualche semplice trucco per evitare che i piccoli fastidi diventino dei problemi. I cambiamenti del corpo per adattarsi al nuovo stato possono provocare alcuni fastidi, come nausea, gonfiori alle gambe e digestione difficile, ma bastano semplici accorgimenti per superare questi disagi e affrontare la giornata con serenità.

Scegliere l’abbigliamento adatto

Prima di uscire di casa, bisogna indossare capi morbidi e confortevoli. Durante l’attesa, la circolazione del sangue tende ad essere più faticosa, quindi, sono sconsigliati abiti molto aderenti o con elastici troppo tesi perché la rallenterebbero ulteriormente. È necessario preferire abiti leggeri e in tessuti naturali. Nei nove mesi non è il caso di coprirsi eccessivamente; per il maggior lavoro compiuto dall’organismo, la temperatura corporea s’innalza leggermente e la sudorazione aumenta. Inoltre, gli ambienti di lavoro sono spesso piuttosto riscaldati. È importante, invece, favorire la traspirazione per prevenire irritazioni dovute al ristagno di sudore: bisogna quindi evitare le fibre sintetiche e preferire quelle naturali, come lino, cotone e seta. Anche la scelta delle scarpe è di fondamentale importanza: è necessario calzare scarpe con un tacco medio, di 4-5 centimetri. I tacchi alti, modificano la postura e rischiano di sbilanciare il corpo, soprattutto se il pancione è già voluminoso. Inoltre, il fondo delle scarpe dovrebbe essere in gomma, per eliminare il rischio di scivoloni. È utile prevedere qualche salviettina umidificante; questi prodotti donano un’immediata sensazione di freschezza e sono molto utili nella stagione estiva, in quanto danno sollievo a mani, braccia e nuca.

Al lavoro

Per il lavoro alla scrivania, bisogna utilizzare una sedia regolabile: è importante mantenere la schiena diritta, per non incorrere in dolori e contratture. Innanzitutto, occorre adattare l’altezza della seduta in modo tale da avere le ginocchia leggermente più in basso rispetto al bacino: la schiena tenderà ad assumere naturalmente la posizione corretta. Poi, è necessario anche regolare lo schienale, tenendolo in verticale. Per permettere una migliore circolazione del sangue, è opportuno munirsi di una pedana su cui appoggiare i piedi, favorendo il ritorno del sangue dalle gambe al cuore, prevenendo invece, i gonfiori alle caviglie, un disturbo frequente durante l’attesa, che compare a fine giornata. Se si lavora con il computer, è essenziale collocare lo schermo in modo tale da avere il capo nella posizione naturale, ossia ben diritto.

Piccole pause

Di tanto in tanto, bisogna interrompere il lavoro e alzarsi, camminando un po’: questo stratagemma permette di sciogliere i muscoli delle gambe e riattivare la circolazione del sangue. Far riposare gli occhi distogliendoli dal computer è un’altra precauzione da osservare. Inoltre, è fondamentale prevedere, durante la giornata, due spuntini leggeri: consumare in mattinata qualche cracker o un paio di fette biscottate è un buon trucco per contrastare il senso di nausea, piuttosto frequente nei primi mesi di attesa. Questo perché durante le gravidanza, la digestione è rallentata; per evitare il senso di pesantezza allo stomaco è meglio frazionare i pasti, prevedendo un frutto e uno yogurt a merenda. È salutare bere almeno un litro e mezzo di acqua nel corso della giornata; come alternativa sono ammessi anche il tè deteinato, le spremute fresche e le tisane, meglio se non zuccherate per contenere l’aumento di peso. L’apporto di liquidi è molto utile per combattere la ritenzione idrica, stimolando l’attività dell’intestino, che in questo periodo risulta più pigro.

Quando è meglio smettere

Se la gravidanza procede bene, la futura mamma può decidere di lavorare sino alla fine dell’ottavo mese. La legge n.53 del 2000 sui congedi parentali ha infatti introdotto la flessibilità del congedo di maternità: i cinque mesi di astensione obbligatoria possono essere goduti nella formula due prima del parto e tre dopo oppure uno più quattro. Se la gestante intende recarsi in ufficio fino a un mese prima della data presunta del parto, deve comunque presentare al datore di lavoro una dichiarazione espressa dello specialista della Asl, che attesti il suo buono stato di salute. Per alcune tipologie di lavoro, particolarmente faticose, però, la flessibilità non è prevista, neanche se la futura mamma sta bene. In ogni caso, se durante la gravidanza sorge qualche problema, la futura mamma può chiedere all’Ispettorato del lavoro di anticipare il periodo di astensione obbligatoria. Questo stesso discorso vale nell’eventualità in cui la donna svolga mansioni molto faticose o a rischio per la sua salute e quella del bimbo nel pancione e, per motivi aziendali, non possa essere adibita a incarichi più leggeri.

Articolo originale pubblicato il 23 maggio 2016

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