Ecografia di accrescimento fetale: a cosa serve - GravidanzaOnLin

“Come sta crescendo il mio bambino?” La risposta dell’ecografia di accrescimento

L'ecografia di accrescimento fetale consente di valutare la corretta crescita del bambino. Ecco quali sono i parametri di riferimento presi in considerazione nel corso dell'esame.

Il conto delle settimane di gravidanza parte dal primo giorno dell’ultima mestruazione, quando cioè il concepimento non è ancora avvenuto. Tale metodo consente di stabilire la datazione della gravidanza, ma è naturalmente soggetto ad approssimazione. E, in aggiunta, tra i timori dei futuri genitori la corretta crescita fetale nel ventre materno è, durante la gravidanza, uno dei più frequenti. La crescita viene tenuta monitorata periodicamente, e nel corso del terzo trimestre si svolge quella che viene chiamata ecografia di accrescimento. Spiega il dottor Nico Comparato:

L’epoca della gravidanza si calcola semplicemente contando i giorni dal primo giorno della mestruazione e convertendoli in settimane (anche se così facendo si “addebitano” al feto 14 giorni in più rispetto alla sua reale età). Il risultato ottenuto è definito epoca anamnestica (l’epoca ecografica invece è stabilita in base alle reali dimensioni dell’embrione-feto calcolate ecograficamente). Tale valore ipotizza un ciclo di 28 giorni con un’ovulazione al 14 giorno. In realtà la durata del ciclo e l’epoca dell’ovulazione sono molto variabili ed è infrequente che siano costanti. Considerando che l’ovulazione rappresenta lo scoppio del follicolo con la fuoriuscita dell’ovulo, si comprende come un anticipo o un ritardo d’alcuni giorni di tal evento, possa essere responsabile di un’epoca anamnestica maggiore o minore rispettivamente per variazione del momento del concepimento (quando lo spermatozoo incontra l’ovulo e si forma in pratica un embrione).

Dal momento che la datazione della gravidanza partendo dall’ultima mestruazione non è del tutto affidabile viene effettuata un’ecografia nelle prime settimane di gestazione (in genere intorno all’ottava settimana) per misurare l’effettiva dimensione del feto ed eventualmente ridatare la data presunta del parto. Spiega Comparato:

In assenza di patologie come per esempio minacce d’aborto o anomalie cromosomiche, un embrione con dimensioni inferiori a quanto atteso sarà  spesso il risultato di un’ovulazione ritardata (e quindi non di un ritardo di crescita) e viceversa, nel caso in cui le dimensioni embrionali fossero maggiori rispetto a quanto calcolato in base alla data dell’ultima mestruazione.

L’ecografia di accrescimento fetale

All’inizio della gestazione per stabilire la dimensione del feto si misura la distanza tra il vertice e il sacro, poi, con il procedere della gravidanza, si terrà conto di altri parametri. Così sarà anche con la cosiddetta ecografia di accrescimento che si effettua nell’ultimo trimestre di gravidanza, tra la 30^ e la 34^ settimana di gestazione. Aggiunge Comparato:

Nelle prime settimane è misurata la distanza vertice-sacro dell’embrione. Con il progredire della gravidanza, si misureranno il diametro biparietale (distanza fra le orecchie) (DBP), la circonferenza cranica (CC), la circonferenza addominale (CA) e la lunghezza del femore (FL). Dalla media di queste misure, l’apparecchio ecografico calcolerà  l’epoca ecografica che sarà confrontata con quella anamnestica, le quali idealmente dovrebbero coincidere il più possibile. Esistono anche tabelle in tal senso. A volte anche un errore di un millimetro nel prendere la misura potrà causare una variabilità di alcuni giorni nell’epoca ecografica. Per questa ragione le misure dovranno essere interpretate con una certa “elasticità”, soprattutto se saranno campionate da medici diversi operanti con apparecchiature differenti.

Come si misura la crescita fetale

Durante le ecografie il ginecologo monitora lo sviluppo del feto misurandone la crescita, secondo diverse prospettive: oltre alla lunghezza si calcolano anche il peso e l’altezza, pur con limiti non indifferenti. Sottolinea Comparato:

Il peso fetale è calcolato in base alle misure fetali prima elencate, è quindi un valore derivato ed ha scarsissima utilità pratica perché rispecchia con un’ampia variabilità (anche di 400 grammi in più o in meno secondo i casi), i dati acquisiti con le singole misure. L’altezza fetale si calcola in genere moltiplicando per sei la lunghezza del femore in cm ed aggiungendo quattro.

Da ricordare poi che il feto non si sviluppa in modo “uniforme” durante tutta la gravidanza: inizialmente la testa avrà una dimensione di gran lunga superiore rispetto al resto del corpo, mentre intorno al secondo trimestre sarà la circonferenza addominale a crescere maggiormente.

Oltre alle modalità sopra elencate l’accrescimento fetale viene misurato anche con la cosiddetta flussimetria doppler, un’ecografia a ultrasuoni che permette di misurare la circolazione del sangue e lo stato della placenta per verificare il corretto nutrimento del feto e l’assenza di complicazioni.

Le misurazioni della crescita fetale

Quando viene misurata l’epoca ecografica del feto questa può risultare maggiore o minore rispetto all’epoca anamnestica, Nel primo caso, ricorda Comparato

Se tale incremento era già presente all’epoca della prima ecografia, si tratta di un’ovulazione anticipata o in ogni modo di un anticipo nel concepimento-annidamento. In tal caso la data del parto potrebbe essere quella calcolata in base alle dimensioni reali (epoca ecografica). Se invece durante la prima ecografia i valori dell’epoca anamnestica e quelli dell’epoca ecografica erano simili o uguali il bambino può crescere di più perché è di costituzione robusta, perché la mamma mangia troppo o, più raramente, perché c’è un diabete materno. In questi casi anche se il feto è più grande non necessariamente nascerà prima del termine.

Se, al contrario, l’epoca ecografica risulta minore rispetto a quanto immaginato in un primo momento

Se tale diminuzione era già  presente all’epoca della prima ecografia, si tratta di un’ovulazione ritardata o in ogni modo di un ritardo nel concepimento-annidamento. In tal caso la data del parto potrebbe essere quella calcolata in base alle dimensioni reali (epoca ecografica). Se durante la prima ecografia, i valori dell’epoca anamnestica e quelli dell’epoca ecografica erano simili o uguali potrebbe realmente esserci un ritardo di crescita. Bisogna tenere però presente che spesso una settimana in meno (o in più) non necessariamente identifica una patologia, potendo rappresentare una normale variabilità.

In questi casi andrebbe considerata poi anche la possibilità che le “misure” non siano state prese con effettiva precisione, e può essere quindi utile eseguire il doppler. Se il risultato è dubbio è bene ripetere l’ecografia di accrescimento in un secondo momento. Comparato conclude:

Ovviamente in caso di ritardo di crescita svelato precocemente (ad esempio 8-9 settimana) occorrerà sempre escludere una minaccia d’aborto o qualche problema fetale. In genere un’ecografia transvaginale ed un doppler-color doppler permettono di escludere patologie fetali sottostanti responsabili di un ritardo precoce di crescita. Ricordo che in alcuni casi, feti con anomalie cromosomiche, possono essere armonicamente più piccoli del normale pur presentando indici doppler normali. Infine, quanto detto, può essere applicato sostanzialmente anche alle gravidanze gemellari. Una lieve discrepanza di misure fra i due feti spesso rappresenta variante normale. Mi scuso per eventuali inevitabili esemplificazioni.

Ti è stato utile?
Rating: 4.2/5. Su un totale di 5 voti.
You have already voted 5, 2 mesi ago.
Attendere prego...

Categorie