Anonimo

chiede:

Ho 33 anni e sono alla 15° settimana di gravidanza (primipara, no
aborti), il risultato del tritest riporta un rischio per trisomia 21 di
1:113. Il risultato del bitest era invece di 1:363, mentre il fattore di
rischio corretto era di 1:3623. Ho quindi deciso di fare l’amniocentesi.
Poiché ho in corso un’infezione da toxoplasmosi (IGM 320, IGC 17.10 con
avidità di 0.37- alta avidità) per la quale sono sotto terapia
antibiotica,
mi è stato consigliato di fare l’amniocentesi quasi in 18° settimana
(17+5),
così da utilizzare il prelievo anche per fare il DNA per la toxo. Questo
mi
permetterebbe di avere informazioni certe su entrambi i fronti. Ma non è
un
po’ tardi per fare l’amniocentesi? Devo prendere una decisione quanto
prima.
La ringrazio anticipatamente per il suo consiglio.

Gentile signora, i dati che mi riferisce sono quantomeno confusi: cosa vuol
dire fattore di rischio “corretto”? Il rischio per trisomia 21 calcolato in
base alla sua età è di circa 1/500; se il rischio del Bitest è di 1/3623 si
tratta di un rischio molto basso ed il test deve essere considerato
negativo. Inoltre, eseguire il Tritest dopo aver fatto il Bitest al fine di
valutare il rischio Down è una pratica assolutamente da scosigliare, dal
momento che il Bitest è un esame più precoce, con una maggiore sensibilità
analitica ed una più elevata specificità rispetto al Tritest: ciò vuol dire,
in pratica, che è più attendibile; capita spesso (come nel suo caso) che il
Tritest dia un referto più allarmante, che, essendo cronologicamente il più
recente in mano alla paziente, è quello che si presta a cattive
interpretazioni e decisioni affrettate. Per quanto riguarda la toxo, mi
sembra di aver capito che a fronte di una positività per le IgM, lei ha
anche le IgG, i cui valori normali di solito si attestano sopra i 15 UI/ml:
se ho ben capito il suo valore è 17,1, quindi risulterebbe coperta dal punto
di vista immunologico dalla toxoplasmosi; un’avidità del 37%, d’altra parte,
indica appunto un’infezione pregressa: in questo caso la positività alle IgM
indicherebbe un ritardo nello switch delle IgM, il che vuol dire che stiamo
fotografando una situazione in cui le IgM permangono per qualche tempo anche
ad infezione superata. In questo caso la sua gravidanza sarebbe
assolutamente a posto. D’altra parte però, considerando che con la
toxoplasmosi non si scherza, che il prelievo di liquido amniotico, se
eseguito in un buon centro, non presenta di solito particolari problemi,
sarebbe senz’altro opportuno verificare in modo scientifico (cioè appunto
con la ricerca diretta del toxoplasma in PCR) l’ipotesi sopra riportata
secondo cui la sua toxoplasmosi è pregressa.
Cordialmente

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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