Artrite reumatoide e fecondazione assistita - GravidanzaOnLine

“Artrite reumatoide e fecondazione assistita: la malattia potrebbe peggiorare?”

Anonimo

chiede:

Salve sono una donna di 40 anni e soffro di artrite reumatoide dall’età di nove anni. Sono in cura con la salazopirina: prima ne assumevo 4 al giorno, ora ho ridotto la dose a 3 in considerazione del fatto che la malattia attualmente è silente. Sono rimasta incinta all’età di 38 ma la gravidanza gemellare non è andata a buon fine per uno scollamento della placenta, confuso con una seconda camera gestazionale.

Ad agosto sono rimasta nuovamente incinta, purtroppo però la gravidanza si è conclusa in un aborto spontaneo. Ora mi è stato consigliato di optare per una fecondazione assistita, per la quale dovrò ricevere una stimolazione ormonale con la possibilità della non riuscita. Vorrei quindi chiederle se un ciclo o al massimo due cicli di stimolazione potrebbero andare compromettere la mia malattia o, visto che i tentativi sarebbero pochi, non dovrei correre rischi per un’eventuale riacutizzazione, che tuttavia potrebbe avvenire anche dopo la gravidanza. Il desiderio di maternità è forte ma è ovvio che è bene parlarne con medici specializzati. In attesa di un riscontro auguro buona giornata.

Gentile Signora, l’artrite reumatoide è una malattia autoimmune multifattoriale con predisposizione genetica. Se alcuni studi affermano che il tasso di abortività non è aumentato nelle donne con tale patologia, altri affermano che la malattia può determinare aborto nei primi mesi. È opportuno pertanto che la gravidanza venga intrapresa in un momento di quiescenza. D’altra parte durante la gestazione si ha un miglioramento dei sintomi nel 50 – 70% dei casi anche se, purtroppo, dopo il parto spesso si ha una recrudescenza. La malattia invece influisce sulla gravidanza aumentando le probabilità di parto prematuro e di rallentata crescita fetale. L’assunzione di aspirina a basse dosi sin dal terzo mese può aiutare a prevenire tali complicanze. Alcuni farmaci usati per la terapia della malattia e fra questi la salazopirina ed i cortisonici, possono essere assunti anche in gravidanza.

È comunque opportuna una buona collaborazione fra reumatologo e ginecologo per il monitoraggio della malattia e della gravidanza al fine di prevenirne le complicanze. Per tornare alla sua domanda non penso che due cicli di stimolazione abbiano un effetto negativo sulla sua malattia. Le consiglio, se non l’ha già fatto, di eseguire prima la ricerca di fattori trombofilici quali Lupus Anticoagulant, anti Beta 2 glicoproteina, anticorpi anticardiolipina, autoanticorpi ANA ed ENA, vista la frequente associazione con altre malattie autoimmuni. Fatto questo, con malattia silente e assenza di altre condizioni autoimmuni, non indugi oltre: ha 40 anni e già la fertilità è ridotta.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Ginecologo