Tra i genitori è comune il desiderio di comunicare con il proprio bambino e che egli inizi a parlare quanto prima. Esistono diversi disturbi del linguaggio che possono ritardare o compromettere lo sviluppo delle abilità comunicative del bambino. Parliamo quindi di ecolalia, un fenomeno del linguaggio che va compreso e analizzato correttamente.

Per approfondire il discorso abbiamo intervistato la dottoressa Cinzia Luzzani, logopedista che ci aiuterà a capire cos’è propriamente l’ecolalia, quali le cause e, soprattutto, i trattamenti da mettere in atto.

Ecolalia: cosa significa?

Di per sé l’ecolalia è la ripetizione di una o più parole. Come ci spiega la dottoressa Luzzani, infatti, si tratta di “ripetizioni di parti di frasi, di parole o di suoni reiterati che possono comportare, in chi ascolta, una difficoltà nella comunicazione”. Questo fenomeno non va confuso con la balbuzie, perché, continua

L’ecolalia non è definita nella balbuzie in quanto questa è definita come disfluenza o ripetizione di suoni. Nella balbuzie il bambino vuole produrre intenzionalmente quel suono, ma dal punto di vista motorio ci sono delle ripetizioni o dei blocchi che non lo permettono, mentre nell’ecolalia vera e propria la ripetizione è incontrollata.

Di per sé, quindi

L’ecolalia non è una patologia, ma può far parte di diverse sindromi, soprattutto nello spettro autistico o nel disturbo del linguaggio (in particolare negli adulti).

Le possibili cause dell’ecolalia

Va quindi chiarito immediatamente come l’ecolalia non sia necessariamente una patologia o un problema da curare, ma può avere diverse forme e manifestazioni.

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, parlando dell’incapacità dei bambini di padroneggiare la comunicazione, specifica:

I bambini che già nei primi anni di vita cominciano ad accedere a produzioni “verbali”, mettono comunque in evidenza atipie espressive rappresentate da gergolalie, ecolalia immediata, ecolalia differita, inversioni pronominali, stereotipie verbali. Tali atipie, oltre a rendere poco funzionali queste primitive forme espressive, testimoniano l’incapacità del bambino di “capire” il significato del linguaggio.

L’ecolalia quindi può essere normale o il sintomo di un disturbo. Nel primo caso, sottolinea la logopedista, “se viene fatta all’interno dell’apprendimento del linguaggio non c’è problema, in quanto la ripetizione delle parole serve a rafforzare la domanda ed è normale e si tratta di un’ecolalia singola”.

Se, invece, la ripetizione di parole è incontrollata e involontaria è un vero e proprio disturbo che può avere diverse cause.

L’ecolalia può essere “differita” o “immediata”. Il primo caso è quando la ripetizione delle parole o della frase avviene a distanza di tempo da quando è stata ascoltata dal bambino, mentre nel secondo caso è, appunto, immediatamente successiva all’ascolto.

In questo caso, come sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità, “l’ecolalia immediata è un aspetto presente nello sviluppo linguistico tipico; diventa un aspetto anomalo se è ancora presente dopo i 2 anni e se è la modalità espressiva predominante”.

Per questo la dottoressa Luzzani sottolinea come l’ecolalia sia

una manifestazione di qualcos’altro che può far parte di un corollario di altre patologie che vanno verificate attraverso esami più approfonditi.

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Ecolalia e autismo

Come detto parlando delle possibili cause, l’ecolalia è principalmente associata ai diversi spettri autistici. I disturbi dello spettro autistico sono particolari condizioni per cui le persone hanno difficoltà a stabilire relazioni sociali normali, hanno difficoltà a parlare o non parlano affatto, e assumono comportamenti compulsivi e ritualistici.

L’autismo nei bambini può comportare anche questo tipo di disturbo linguistico.

Ecolalia: attività e trattamento

È bene quindi interrogarsi su cos’è possibile fare quando in un bambino è presente una forma di ecolalia differita. La dottoressa Luzzani spiega:

È difficile approcciare un bambino che ha continue ecolalie; stopparle o frenarle non è proprio semplice perché sono dei comportamenti involontari e incontrollati spesso scatenati da un evento esterno. Bisogna quindi trovare delle strategie per fermarle.

Quali sono queste strategie?

Ci sono delle strategie comportamentali come quelle fisiche, come magari un abbraccio o il contenimento della rabbia, o comunicative che possono creare un ponte comunicativo che permettano al bambino di esprimersi per arginare o contenere l’avvento dell’ecolalia.

L’evoluzione dell’ecolalia è individuale a ogni bambino e “può aumentare nel momento di fastidio”. È possibile che il trattamento produca un miglioramento nelle capacità comunicative del bambino?

Dipende da bambino a bambino, ma anche dal trattamento che viene fatto e da quando viene intrapreso e per quanto viene portato avanti.

Le prime parole del bambino

A questo proposito il consiglio è quello di intraprendere il trattamento il prima possibile e, continua l’esperta, “soprattutto per quel che riguarda i casi di autismo, rivolgersi a dei centri specializzati”.

Infatti «ci sono bambini che possono imparare a parlare e queste ecolalie sono destinate e limitate solo ad alcuni momenti». Nel trattamento dell’ecolalia è utile anche ricordare come

Questi fenomeni possono essere scatenati anche come problemi comportamentali da qualcosa che hanno visto nella stanza in cui si trovano come un colore, un suono fastidioso, eccetera.

Per questo motivo tra le strategie per affrontare l’ecolalia c’è anche quella ambientale, cioè “rimuovere tutti gli stimoli che possano dar fastidio”. In questo modo si può aiutare il bambino in maniera utile e positiva.

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