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Allattamento misto: 8 modi per evitare le coliche e la confusione seno-biberon

Quando si inizia un percorso di allattamento misto, mantenere intatti gli equilibri psico-fisici del neonato è una bella sfida, perché spesso vengono alterati da coliche e confusione tra seno materno e tettarella. Ecco come evitare entrambi (per la gioia di genitori e bebè).

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L’alimentazione di un neonato comincia il suo viaggio nel rapporto inscalfibile con la mamma, fonte primaria di nutrimento e accudimento. La sua evoluzione però può percorrere varie strade, attraverso scelte guidate dalle necessità del bebè e da quelle familiari: è l’allattamento misto, in questi casi, il grande alleato dei delicati equilibri psico-fisici della mamma e del bambino. Basta pensare ai casi in cui una mamma deve rientrare al lavoro molto presto o ci siano questioni di salute che impediscono l’allattamento al seno esclusivo (la prematurità è al primo posto tra le cause, come segnalato dalla Leche League International) per comprendere quanto l’aiuto di un buon biberon possa fare la differenza in tal senso.

Tra le insidie dell’allattamento misto ci sono principalmente le coliche, cruccio di molti genitori, e la nipple confusion. Si tratta, letteralmente, della “confusione del capezzolo”, ovvero dell’incapacità del neonato di distinguere il capezzolo materno dalla tettarella.

Coliche del neonato: come riconoscerle e affrontarle

Ma quando si parla di equilibrio e non di metodi alternativi – l’allattamento al seno non esclude quello misto, e viceversa! – è necessario usare prodotti che aiutino il bambino a stare bene, senza coliche o confusione. Un sistema innovativo in tal senso è quello ideato per la Bottle ZERØ.ZERØ ™ di Sauvinex, che si ispira ai movimenti delle ghiandole mammarie per ridurre l’aria – una delle cause primarie delle coliche – prodotta nel meccanismo di suzione e spesso ingerita dal neonato inavvertitamente. Per evitare che il bebè si confonda, la tettarella deve infatti ricalcare forma e lunghezza del capezzolo della mamma: in questo modo il piccolo è accompagnato nell’esperienza (anche tattile) dell’allattamento misto da una sensazione non dissimile da quella che prova quando si nutre direttamente al seno.

Le coliche e la confusione seno-biberon rimangono però i principali ostacoli di un allattamento misto vissuto in totale serenità. Vediamo insieme le cause e le conseguenze di entrambi e il modo per evitarli.

Coliche dei neonati, 5 modi per conoscerle (e prevenirle)

Come da linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, l’allattamento al seno è consigliato fino ai sei mesi del bambino ed è ideale almeno fino ai 2 anni: il latte di mamma è un antidoto di benessere ricco di proprietà nutritive essenziali per la sua crescita come proteine, grassi e carboidrati. Un alleato naturale, che lo aiuta da un punto di vista fisico e anche psicologico.

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In caso di allattamento misto, ovvero quando si integra la poppata con il biberon (sia per una questione di necessità che per scelta) offrendo al piccolo il il latte materno tirato e opportunamente conservato, sono necessarie alcune accortezze.

Tanti neonati, in particolare nei primissimi mesi, vivono le coliche con grande patimento. A questo si accompagna la pena dei genitori che li vedono piangere, inconsolabili e sofferenti. Ecco dunque 5 consigli per imparare a conoscere ed evitare le coliche.

1. L’alimentazione della mamma

Ma è vero che se la mamma evita legumi e latticini aiuta il bimbo a non soffrire di coliche?
In alcuni casi sì, sebbene, come riporta un approfondimento della Fondazione Umberto Veronesi, le evidenze scientifiche a supporto non siano tantissime e alcuni alimenti non siano poi così deleteri per il piccolo, contrariamente a quanto si pensi. 

I legumi ingeriti dalla mamma ad esempio, possono sì creare aria nel suo intestino per una questione di mancato assorbimento di alcuni nutrienti in essi contenuti, ma questo malessere materno non viene trasferito al bimbo tramite il latte. I casi devono essere dunque valutati singolarmente, non solo dal pediatra ma anche da chi segue la salute della mamma, sebbene alcune sostanze siano più “colpevoli” di altre:

  • le sostanze acidificanti
  • il latte di mucca e derivati
  • i formaggi
  • il cioccolato 
  • soia, uovo, arachidi, grano e altri allergeni alimentari simili possono provocare reazioni anche nel bambino in caso di allattamento materno

Importante è che una mamma segua una dieta variegata e sana mentre allatta, evitando in particolare alcol e caffeina come riportato dalle linee guida ISS. Da valutare anche la presenza o meno di disturbi gastro intestinali, che il dottore può compensare con l’integrazione di probiotici già in gravidanza, o con una cura specifica.

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2. Evitare l’aria nel biberon in caso di allattamento misto

Veniamo all’aria, spesso sul banco degli imputati quando si parla di coliche gassose del neonato. Nell’allattamento misto infatti, la mamma tira il latte per poterlo offrire al bambino anche quando non è presente e si avvale di un biberon per poterlo fare. Nella suzione però il bambino non ingurgita solo il latte, ma anche delle bollicine d’aria, che finiscono direttamente nel suo pancino provocando dolore, fastidio e pianto.
Un modo per evitare sofferenza al piccolo è scegliere un biberon in cui l’aria non si forma, trasferendo al bebè solo il latte e non le famose bollicine: la Baby Bottle ZERØ.ZERØ™ di Suavinex si serve, a questo proposito, di una bustina anti-colica brevettata per contrarsi quando il bambino risucchia, così da evitare il meccanismo di compensazione del vuoto che si crea con i biberon tradizionali, principale causa dell’ingerimento di aria.

Con questo metodo le coliche non vengono solo alleviate, ma anche prevenute: un bel sospiro di sollievo per genitori e bambino.

3. E se il neonato è allergico al latte?

Diverso il discorso in caso di allergia alle proteine del latte (secondo gli esperti della Fondazione Umberto Veronesi causa di coliche in 1 caso su 4). Questo tipo di allergia comporta una mancata digestione della proteina contenuta nel latte e nei prodotti caseari, che viene riconosciuta come dannosa dal sistema immunitario.
Un’interferenza che, di fatto, può provocare sintomi più o meno gravi nei bambini allattati al seno, tra cui anche le coliche o un mancato aumento di peso perché il bambino non assimila nutrienti. Se il pianto del piccolo è persistente e il dolore sembra intenso, meglio consultare un pediatra che potrà suggerire la strada giusta, sia alla mamma che al bebè, per continuare il percorso alimentare di entrambi nel migliore dei modi.

4. Ansia in gravidanza, principale indiziata

Secondo uno studio che si chiama “Infantile colic and the role of trait anxiety during pregnancy in relation to psychosocial and socioeconomic factors” pubblicato sullo Scandinavian Journal of Public Health, anche i valori di ansia della mamma durante la gravidanza possono predire se il bambino avrà le coliche o no in caso di allattamento al seno. I ricercatori hanno verificato che le condizioni psico-fisiche materne hanno davvero il potere di influenzare, in bene o in male, anche quelle del bambino, sin dai primi mesi di gestazione.

5. Conservare il latte senza rischi (o perdere gocce preziose)

Anche la conservazione è un aspetto cruciale quando si parla di allattamento misto: pratiche non virtuose possono influire su qualità e quantità del latte trasferito e di conseguenza impattare sul benessere del bambino. Dalle fasi di estrazione con il tiralatte a quelle di conservazione (anche tramite congelamento) il passaggio può diventare un po’ macchinoso. Favorire un trasferimento sicuro attraverso accessori che supportano l’allattamento misto – anziché complicarlo! – è fondamentale: sono un valido aiuto in questo senso i sacchetti per la raccolta del latte di Sauvinex. Integrati con lo speciale adattatore per la tettarella ZerØ.ZerØ™ (che si trova nella confezione del tiralatte del brand) creano il sottovuoto ed evitano l’effetto travaso: così il latte passa direttamente dal seno al biberon senza perdere neanche una goccia nel viaggio.

coliche-confusione-seno-biberon

Cos’è la confusione seno-biberon e come evitarla?

La flessibilità dell’allattamento misto si riflette nella possibilità, per entrambi i genitori o altre persone della famiglia o di supporto, di nutrire il bambino, mantenendo come costante il latte materno. L’alternanza seno-biberon però può provocare grande confusione nel neonato, soprattutto se è molto piccolo. In questi casi tende a percepisce la suzione artificiale come più semplice, più comoda e più gestibile. Una delle conseguenze di questa sua preferenza è la compromissione dell’allattamento al seno.

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La nipple confusion implica una grande difficoltà del neonato quando si approccia nuovamente al capezzolo. Dalla confusione si può arrivare dunque al rifiuto (“breast refusal”), soprattutto nelle prime tre settimane di vita. 

Ma come evitare la confusione seno-biberon? Ecco tre consigli pratici per individuarla e comprenderla:

1. Usare una tettarella adeguata

In tutti quei casi in cui effettivamente c’è necessità di procedere con l’allattamento misto a partire dalle prime settimane di vita, la scelta di tettarelle che ricalcano la forma e la consistenza del capezzolo della mamma diventa importante per tenere in equilibrio questa alternanza.
La tettarella in silicone Zerø.ZerøTM di Sauvinex punta proprio a favorire questa convivenza: il silicone morbido e la forma allungata e lateralizzata favoriscono il posizionamento corretto della tettarella nella bocca del bambino, così che lingua e muscoli della mandibola si muovano esattamente come in presenza di un capezzolo. Al tatto e in bocca il piccolo non riscontra differenze, gestendo (e apprezzando!) la suzione esattamente come fa con il seno materno. La tettarella di Sauvinex poi è a flusso adattabile: questo vuol dire che il bambino gestirà la fuoriuscita del latte in maniera proporzionale alla sua forza di suzione. Ponendolo, di fatto, davanti alla necessità di “impegnarsi” sia quando ha davanti il seno di mamma che quando ha davanti il biberon per potersi nutrire.

2. L’osservazione è fondamentale

Parlando di neonati che dimostrano il loro malessere con il pianto o tramite riflessi spesso condizionati, è spesso molto difficile comprendere il perché del rifiuto al seno. Ma poi, è davvero un addio al capezzolo oppure la confusione è solo temporanea? L’osservazione è necessaria per rispondere a questa domanda: l’occorrenza e la frequenza del fenomeno nelle 24 ore sono valori chiave da tenere in conto per capire se si tratta di un rifiuto vero e proprio e a lungo termine. Anche l’età del bambino e quante volte si nutre nell’arco della giornata è un criterio importante da considerare, anche per valutare l’incidenza delle poppate al seno o al biberon sulla crescita.

3. Valutare bene le altre interferenze

Non soltanto la nipple confusion ma anche altre interferenze possono intervenire nel percorso di allattamento del bambino. Tra le principali ci sono:

  • Problemi con l’attacco, legati al bambino ma anche alla forma del capezzolo materno (che possono essere corretti ad esempio da una consulente dell’allattamento o un’ostetrica)
  • rifiuto di un solo seno per via di un flusso troppo debole/troppo forte
  • malessere del neonato dovuto a malattie (febbre, spossamento ecc)
  • il bambino si distrae facilmente e non persevera nel meccanismo di suzione
  • il bambino è in fase di svezzamento ed è distratto anche dall’introduzione di altri cibi
  • il neonato sta mettendo i denti e quindi prova dolore o altri fastidi legati alla dentizione

Va da sé che l’esperienza soggettiva di mamma e bambino è il primo e più puntuale elemento di riferimento per capire come gestire l’allattamento misto senza complicarsi la vita ma, anzi, facilitandola. E offrendo il miglior latte possibile al piccolo in un’esperienza da vivere serenamente, poppata dopo poppata.

Fonti per l’articolo

Articolo sponsorizzato dalogo suavinex

Suavinex, marchio leader in Spagna nel settore della puericultura leggera dal 1983, fornisce la gamma più innovativa e completa di soluzioni pensate per garantire il benessere sia dei bambini che dei genitori: supporto all’allattamento artificiale, suzione e dentizione, elementi di sterilizzazione e pulizia utensili e accessori di alta gamma all’insegna della massima qualità e sicurezza. Suavinex è presente in 20 Paesi a livello internazionale.

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