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Il motivo (importante!) per cui i neonati succhiano non solo per mangiare o fame

La suzione non-nutritiva è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del neonato, che nella soddisfazione di questo bisogno trova conforto e sollievo da dolore e stress.

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La bocca del neonato è un universo di conoscenza incredibile che usa come “traduttore simultaneo” di ciò che ha intorno. Grazie alla bocca si apre a un primo approccio col mondo esterno (e non soltanto quello) in cui fa il suo ingresso alla nascita: nell’utero la usa già, mettendo in atto un movimento che punta naturalmente alla ricerca del seno materno. Arrivato nel mondo, questo avviene anche quando capezzolo o tettarella non ci sono fisicamente a dargli cibo e sollievo.

Questa tendenza del neonato si chiama suzione non-nutritiva ed è un importante strumento di adattamento, crescita e perfezionamento delle sue competenze, non solo da un punto di vista cognitivo ma anche motorio e neurovegetativo. Non solo: succhiare lenisce lo stress e regola fattori comportamentali come quelli dell’umore, diventando in quest’ottica un modo fondamentale per crescere e trovare conforto.

Assecondare questa tendenza innata è, dunque, vitale. Come vitale è, nei primi mesi di vita del neonato, succhiare. Sia quando questo significa avere in cambio del nutrimento, sia quando in realtà alla suzione non corrisponde una ricompensa tangibile.

Così come gli è necessario respirare per vivere, il neonato, già nell’utero, sarà naturalmente portato a succhiarsi il pollice: un’abitudine che lo consola e che trasporta spesso fuori dal pancione, ma che, a lungo andare, può compromettere lo sviluppo dei dentini e del palato.

Spesso le conseguenze negative del succhiarsi il pollice vengono associate anche all’utilizzo di tettarelle e succhiotti, intesi erroneamente come limiti nell’evoluzione del cavo orale del bambino e del suo sviluppo strutturale e funzionale a lungo termine. Ma il bambino ha bisogno di succhiare: potremmo quasi intenderla come un’urgenza, una tensione che, soprattutto nei primi tre mesi di vita, condiziona il suo benessere psicofisico da diversi punti di vista. Continuità con l’esperienza del seno è dunque la parola chiave: i genitori oggi hanno la possibilità di scegliere tettarelle che non ostacolano i movimenti di lingua e mascella, la crescita dei dentini e lo sviluppo del palato, create sulla base di tecnologie innovative e studi approfonditi sulla fisiologia pediatrica.

Suzione nel bambino: i 4 consigli dell'ostetrica

Fondamentale è, ad esempio, la struttura della tettarella: gli ortodonzisti pediatrici consigliano una forma simmetrica e piatta, che lascia libertà di movimento alla lingua e rende il meccanismo di suzione più naturale. Questa forma, insieme a un collo più sottile e largo (e più simile, dunque, al capezzolo materno) e a una testina più corta, aiuta il bambino a non percepire nessun cambiamento se il succhietto o la tettina del biberon si capovolgono mentre li ha in bocca. In più, la pressione che si esercita tra gengive e denti è distribuita meglio: forma e simmetria, abbinate a materiali come il silicone morbido e flessibile sono, nella loro integrazione, la chiave per permettere al neonato di succhiare senza sentire alcuna differenza con il seno materno.

SX Pro di Sauvinex è la tecnologia che applica tutte queste esigenze a una nuova linea di tettarelle per succhietti e biberon, così che la necessità fisiologica della suzione non-nutritiva e del conforto che il piccolo trova nell’atto di succhiare possa essere soddisfatta.

Grazie all’uso di tettarelle e succhietti ideati sulla base di un incrocio di studi che tengono conto di diversi aspetti (non solo medici), l’esperienza per il piccolo diventa in tutto simile a quella del seno materno in caso di allattamento misto ben avviato. E avrà la possibilità di seguire il suo primo istinto anche quando non ha fame, con un succhietto adeguato, senza controindicazioni per la salute della bocca.

Succhiare (il dito, il ciuccio, il capezzolo materno, persino la manina!) è una tendenza istintiva, un’urgenza di cui il neonato non può fare a meno. 

Allattamento misto: cos'è e come funziona

Tutto sulla bocca, che il neonato usa per “tradurre” il mondo 

Come conferma la ricerca “Oral characteristics in newborns” pubblicata sul Journal of dentistry for children, la bocca del neonato nei suoi primi mesi di vita “presenta alcune caratteristiche che sono inerenti non solo allo stadio di sviluppo del piccolo, ma anche ai bisogni fisiologici ad esso legati”. 

In sé, la bocca è un organo di scoperta straordinario che nasconde grandi poteri, laddove il neonato non può ancora usare gli altri sensi per scoprire il mondo intorno a lui. Il cosiddetto apparato boccale è composto da denti, lingua e labbra, ma l’insieme di ossa, nervi, muscoli, mucose, articolazioni e ghiandole va a definire il complesso ecosistema della cavità orale. Tra le cose da sapere sulla bocca e le labbra, che sono il suo biglietto da visita, ci sono alcune curiosità che non tutti conoscono:

  • Il colore rosaceo delle labbra è dovuto ai capillari che si trovano sotto la pelle. Perché si vedono? Lo strato epidermico, in quel punto, è sottilissimo. Più sottile che in qualunque altra parte del corpo.
  • 1 milione di terminazioni nervose si diramano nella bocca, in particolar modo sulla lingua
  • A differenza della pelle, che suda, le labbra (pur essendo ricoperte di pelle) non sono soggette a sudorazione per l’assenza di ghiandole sudoripare
  • Le labbra possono assottigliarsi invecchiando
  • L’innervazione del labbra superiore e inferiore è funzionale non solo al senso del gusto, ma aiuta anche altre sezioni del volto come il mento, la mascella e persino le palpebre.

Non dimentichiamoci poi che la bocca è destinata anche a diventare strumento espressivo di emozioni e centro della mimica facciale, conformandosi come un mix suggestivo di capacità fisiologiche e neurologiche. 

Perché i neonati hanno bisogno di succhiare (anche quando non mangiano)

I bisogni del neonato mese per mese (tra metodo Montessori e miti da sfatare)

L’istinto adattivo di cui la bocca del neonato è grande protagonista compare nelle prime settimane di gravidanza: diverse ricerche hanno messo in luce che l’istinto di suzione, persino nei suoi movimenti più complessi, è presente già nei feti di 14-16 settimane e tocca un picco a partire dalla ventiquattresima settimana (come puntualizza la ricerca “Prenatal Mouth Movements: Can We Identify Co-Ordinated Fetal Mouth and LIP Actions Necessary for Feeding?” pubblicato sull’International Journal of Pediatrics). Il perché i neonati tendano a succhiare anche se non ne ricavano nutrimento è stato al centro di diversi studi negli ultimi anni, tutti orientati a capire i benefici della suzione dal punto di vista neurovegetativo.

Il più importante è senz’altro “Mechanisms of Sucrose and Non-Nutritive Sucking in Procedural Pain Management in Infants” (Pain Research and Management) in cui si conferma il legame tra sollievo dal dolore o in una situazione di stress. Tra i benefici che i neonati, soprattutto nei primi tre mesi di vita, ricavano dalla suzione non-nutritiva troviamo:

  • la soddisfazione di un istinto naturale
  • un sostegno nello sviluppo psico-fisico
  • è una fonte di benessere fisico che trae dalla stimolazione di labbra e lingua
  • è uno stimolo nello sviluppo neuromuscolare del cavo orale
  • offre benessere e conforto in caso di stress
  • sviluppa il senso del gusto (e anche del tatto con la bocca), un modo che il neonato ha di conoscere il mondo
  • riduce il rischio di SIDS (Sindrome da morte improvvisa) come riporta il paper di SIDS Italia “Come proteggere il tuo bambino nel sonno”: la posizione di mascella e lingua durante la suzione favoriscono una migliore respirazione nel neonato.
  • è un vero e proprio analgesico nei momenti di stress

La suzione dei neonati che dà conforto e allevia paura, dolore e stress

Rispetto al potere della suzione non-nutritiva di lenire il dolore e lo stress del neonato, gli esperti hanno portato avanti diverse analisi sul campo per verificare in che modo il meccanismo di suzione allevia sensazioni negative (e dunque aiuta il piccolo a stare meglio). 

Nella ricerca italiana “Breastfeeding or oral sucrose solution in term neonates receiving heel lance: a randomized, controlled trial” pubblicata su Pediatrics si dice chiaramente che il meccanismo di suzione tramite l’allattamento al seno allevia in modo evidente la sensazione di dolore che i bambini provano, ad esempio, durante il test del tallone (Screening neonatale esteso) che si fa ai neonati subito dopo la nascita. 

Un’evidenza confermata dalla ricerca “Heel-Lancing in Newborns: Behavioral and Spectral Analysis Assessment of Pain Control Method” (American Academy of Pediatrics) che ha cercato di isolare la risposta al dolore dei neonati attraverso 6 tipologie di controllo: bambini consolati dall’allattamento al seno, dal biberon o da suzione non-nutritiva (succhietto), contro tre gruppi di  neonati a cui non è stata associato nessun sostegno o conforto.

I risultati della ricerca, una delle più attendibili nel campo, confermano che il gruppo di controllo che ha usato la suzione (in tutte e tre le forme) come metodo consolatorio ha risposto meglio su diversi livelli:

  • un punteggio più basso nell’analisi ottenuta dal Neonatal Facial Coding System che ne analizza le espressioni facciali
  • i neonati che hanno continuato a succhiare durante il test del tallone hanno pianto meno

E se l’allattamento al seno rimane il metodo migliore in termini di consolazione in un momento di dolore e stress (anche e soprattutto per il contatto umano con la figura materna), rimane forte l’impatto su questi valori della suzione non-nutritiva e dell’allattamento con biberon, che può essere alternato a quello al seno quando questo è ben avviato. 

Fonte: Suavinex

Essendo la suzione una risorsa incredibile del neonato, rimane fondamentale scegliere, in caso di allattamento misto, delle tettarelle che ricordino il più possibile il capezzolo materno. Senza dimenticare le esigenze del cavo orale che si sviluppa col neonato stesso e non deve essere in alcun modo ostacolato nella sua evoluzione. 

Scegliere una tettarella simmetrica SX PRO di Sauvinex per il biberon in questo senso è ideale per garantire continuità con l’esperienza al seno: la lingua, che rimane nella stessa posizione fisiologica che assume quando il bambino succhia il capezzolo, il silicone morbido che si adatta al palato e ricorda la sua consistenza nonché la sua forma piatta e simmetrica con testina più corta permettono al neonato di soddisfare uno dei bisogni più forti dei suoi primi mesi di vita.

Rispettando comunque la sua crescita, il suo sviluppo e le sue necessità psico-fisiche: anche quando è così piccolo il conforto da dolore e paura è una delle sue necessità più grandi. 

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Suavinex, marchio leader in Spagna nel settore della puericultura leggera dal 1983, fornisce la gamma più innovativa e completa di soluzioni pensate per garantire il benessere sia dei bambini che dei genitori: supporto all’allattamento artificiale, suzione e dentizione, elementi di sterilizzazione e pulizia utensili e accessori di alta gamma all’insegna della massima qualità e sicurezza. Suavinex è presente in 20 Paesi a livello internazionale.

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