25/10/2014
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Maternità  e Lavoro

Maternità anticipata: come ottenerla


Ispettorato del lavoro

 

Tra i vari compiti dell'ispettorato del lavoro ci sono anche la protezione della salute fisica e psichica dei lavoratori sul posto di lavoro, la verifica del rispetto delle disposizioni sulla durata del lavoro e del riposo, la protezione speciale dei giovani, delle donne incinte o madri che allattano e la prevenzione degli infortuni professionali.


A chi spetta


Alla lavoratrice nei primi 7 mesi della gravidanza, che si trovi in condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli con impossibilità di spostamento ad altre mansioni oppure che si trovi in condizione di gravidanza a rischio per patologie legate alla gestazione, nel caso di gravi complicanze della gestazione o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza.


Cosa fare per ottenere l'astensione


Per ottenere l'interdizione anticipata dal lavoro bisogna recarsi nella sede di competenza dell'Ispettorato del Lavoro (con il modulo compilato oppure lo si compila in sede) appena si ha la certezza di essere incinte (nel caso si svolga un lavoro insalubre o pregiudizievole alla salute del bambino e della madre) oppure appena sopraggiungano le condizioni di complicanze della gestazione.


Si deve portare un certificato originale del ginecologo del servizio sanitario nazionale (oltre a una fotocopia se il certificato è rilasciato da un medico privato) che attesti lo stato di gravidanza e la data presunta del parto nonché (ma solo nel caso di gravidanza a rischio): il termine della prognosi, la diagnosi attestante le gravi complicanze della gestazione e/o pregresse patologie che si ritiene possano essere aggravate dallo stato di gravidanza. Eventualmente si può portare una dichiarazione circostanziata del datore di lavoro nella quale risulti indicata la mansione o il lavoro vietato cui è adibita la lavoratrice stessa e in modo chiaro, sulla base di elementi tecnici attinenti all'organizzazione aziendale e l'impossibilità di adibirla ad altre mansioni (non è obbligatorio portarlo, in questo modo, però, si accelerano i tempi altrimenti sarà l'Ispettorato stesso a richiederlo e tra una domanda e una risposta passano almeno 20 giorni).


Fatto questo ci si mette in malattia dicendo al medico di base che si è in attesa (nel caso di lavoro a rischio) dell'interdizione anticipata. (L'interdizione è retroattiva, ovvero: appena la risposta positiva arriva, i giorni di mutua effettuati fino a quel momento si trasformano in giorni di astensione. L'astensione inizia dal giorno in cui ci si reca all'Ispettorato a fare domanda).


L'USL di competenza, su richiesta dell'Ispettorato del Lavoro, effettua una verifica della presenza delle condizioni di rischio sul luogo di lavoro poi invia rapporto del sopralluogo all'Ispettorato del Lavoro. L'interruzione anticipata viene concessa con provvedimento dell'Ispettorato del Lavoro e viene spedita con raccomandata al datore di lavoro e alla gestante per conoscenza.


Da quel momento decade la mutua e si è quindi libere di uscire a qualsiasi orario per tutta la durata della gravidanza. Ricordandosi, a metà del settimo mese di gestazione, di compilare e spedire il modulo per la domanda di astensione obbligatoria (vedi sopra).


L'interdizione anticipata dal lavoro prevede una retribuzione pari a quella per l'astensione obbligatoria ed è quindi l'80% della retribuzione.

 

Il decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 ("decreto semplificazioni") ha introdotto all’articolo 15 nuove regole per ottenere la maternità anticipata. Il decreto, entratato in vigore il 1° aprile 2012, modifica l’articolo 17 del D. Lgs. 151/2001 e a partire dal 1° aprile 2012 la competenza al rilascio dell’autorizzazione per l’astensione anticipata dal lavoro per maternità è suddivisa tra Asl e Direzione territoriale del Lavoro. L’Asl di residenza avrà competenza nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza. La Direzione territoriale del Lavoro di residenza continuerà ad avere competenza per le altre due ipotesi e precisamente:

a) nel caso di condizioni di lavoro o ambientali ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;

b) nel caso in cui la lavoratrice addetta a mansioni vietate o giudicate pregiudizievoli alla gravidanza, non possa essere spostata ad altre funzioni.

 

 

 

 


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