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Congedo obbligatorio di 15 giorni per i neo papà?

Congedo di paternità obbligatorio di 15 giorni lavorativi, anche ininterrotti, per sostenere la “genitorialità”. È quanto prevede una proposta di legge presentata ieri alla Camera dei Deputati, che stabilisce per il padre lavoratore dipendente una indennità giornaliera a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione per accudire il neonato.

Mentre nel caso dell’astensione obbligatoria di maternità l’INPS eroga alle lavoratrici l’80 per cento della retribuzione, con i corrispondenti contributi figurativi, e alcuni contratti collettivi di lavoro pongono a carico dell’impresa il restante 20 per cento, il congedo di paternità obbligatorio che s’intende introdurre con la presente proposta di legge, poiché limitato a un arco temporale di 15 giorni da usufruire nei primi 30 giorni successivi alla nascita del figlio, e affinché possa sostenere concretamente il coinvolgimento dei padri nelle cure familiari, pone l’intero costo del diritto all’indennità giornaliera del padre lavoratore, pari al 100 per cento della retribuzione, a carico dell’INPS.

L’obiettivo di questa norma è passare dall’idea di conciliazione delle responsabilità genitoriali, secondo cui la cura dei più piccoli è una responsabilità tutta in capo alle donne, alla condivisione, cioè l’idea che a prendersi cura dei più piccoli sia entrambi i genitori. – rende noto l’On. Titti Di Salvo, prima firmataria della proposta depositata alla Camera – Questo, come dimostrano diversi studi, ha degli effetti positivi da diversi punti di vista: migliora la crescita del bimbo e il rapporto padre-figlio, dà la possibilità alla donne di rientrare nel mondo del lavoro con meno difficoltà, anche perché elimina uno dei fattori di discriminazione che più pesano su di esse, e cioè che che siano le uniche responsabili del lavoro di cura“.

Una più equa distribuzione delle responsabilità genitoriali – continua la parlamentare Di Salvo – può incidere positivamente anche sulla natalità, particolarmente bassa nel nostro Paese, e sulla libera scelta di avere dei figli. Inoltre l’inchiesta di Piano C “Diamo voce ai papà” ci dice come tanti padri abbiamo desiderio e voglia di condividere la grande avventura di diventare genitori, la politica deve dare risposte a questo desiderio.

Per quanto riguarda la copertura finanziaria, la proposta di legge prevede una serie di interventi tra i quali il prelievo sulle vincite derivanti dalle giocate effettuate su apparecchi e congegni.

Attualmente, la Legge di Stabilità 2017 è intervenuta a tutela dei diritti del padre lavoratore, confermando i due giorni di congedo obbligatorio e i due giorni di congedo facoltativo. Ma non solo: sono stati anche messi ufficialmente in cantiere per il 2018 due ulteriori giorni di congedo obbligatorio, che quindi diventeranno in totale quattro fruibili anche in modo non continuativo.

Per l’anno 2018 la manovra prevede, inoltre, che il padre lavoratore dipendente possa astenersi per un ulteriore periodo di un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

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