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Nostro figlio a chi assomiglierà?!

È già tutto scritto nel DNA

Tutte le istruzioni necessarie alle cellule per sviluppare e far funzionare l’organismo sono contenute nel DNA, una sorta di immenso manuale di progettazione. Il DNA ha l’aspetto di una doppia elica articolata, lunghissima e sottile, organizzata in cromosomi e geni, cioè le strutture che tramandano le informazioni dai genitori ai figli. Il DNA è formato da poche sostanze diverse, ma l’ordine in cui queste si succedono permette di ottenere un numero elevatissimo di sequenze differenti. Le nostre cellule sono dotate di 23 coppie di cromosomi, eccetto quelle riproduttive, che hanno un solo cromosoma per coppia. Quando l’ovulo femminile è fecondato dallo spermatozoo maschile, infatti, i cromosomi si riuniscono e la cellula che origina il feto è nuovamente dotata di 23 coppie di cromosomi. Ogni bambino, così, eredita sia i caratteri della mamma sia quelli del papà.

L’aspetto fisico

In base alle caratteristiche dei genitori, è possibile prevedere alcuni tratti del piccolo come, per esempio, il colore degli occhi. Il bimbo avrà gli occhi chiari se quelli di entrambi i genitori sono chiari, ma li potrebbe avere anche se quelli di mamma e papà sono entrambi scuri. Se, infatti, alcuni dei nonni hanno gli occhi chiari, il nipotino potrebbe ereditarne il colore. Alcuni caratteri sono dominanti e quindi si manifestano più spesso. Il colore scuro degli occhi, per esempio, prevale su quello chiaro e i capelli ricci prevalgono su quelli lisci. Questi caratteri non sono fissi ma possono avere diverse sfumature: i capelli, per esempio, variano da poco ondulati al crespo. Anche negli occhi si ritrovano tante gradazioni diverse di colore. Altri aspetti fisici dipendono sia dal patrimonio ereditario sia da fattori ambientali. Se, per esempio, papà e mamma sono minuti, è difficile che il bimbo raggiunga una statura considerevole, ma potrebbe diventare più alto dei genitori: lo sviluppo delle ossa è infatti legato anche all’alimentazione.

Il carattere

Su questo aspetto, i geni di mamma e papà influiscono poco: il carattere, la creatività e l’intelligenza non seguono lesomiglianza regole di trasmissione valide per il colore degli occhi o del tipo di capelli. Esiste una relazione tra il patrimonio genetico del bimbo e la sua personalità, ma non si può predire nulla in proposito. L’ambiente in cui vive il bimbo, infatti, plasma la sua eredità genetica e determina il modo in cui si svilupperà la personalità. Alcuni studi compiuti sui gemelli omozigoti (identici) e dizigoti (fraterni) hanno evidenziato, per esempio, che le capacità cognitive hanno una base genetica (sono più simili nei gemelli uguali) e che il loro sviluppo dipende dalle influenze ambientali (neanche i gemelli identici sviluppano le stesse capacità cognitive). In sostanza, il piccolo scopre e affina le proprie capacità in base agli stimoli esterni. È bene, quindi, che i genitori coinvolgano affettuosamente il bimbo sin da quando è nel pancione, accentuando e variando, per esempio, l’espressione della voce. Dovranno poi offrire al piccolo tanti stimoli diversi, parlandogli, mimando con il volto e il corpo le diverse emozioni.

Il sesso

Le probabilità di concepire un bimbo o una bimba sono assolutamente uguali e del tutto casuali. Il sesso è determinato dalla 23a coppia di cromosomi; questi ultimi sono uguali (XX) nelle femmine e diversi (XY) nei maschi. In pratica, è il papà che può influire sul sesso del feto: se lo spermatozoo che feconda l’ovulo contiene il cromosoma X, nascerà una bimba, se porta quello Y nascerà, invece, un bimbo. Le credenze popolari e gli accorgimenti suggeriti per concepire un bebè del sesso desiderato come, per esempio, far seguire alla donna una dieta particolare, sono solo tentativi più o meno seri, ma comunque privi di fondamento scientifico. Solo in laboratorio è possibile individuare gli spermatozoi maschili e quelli femminili e, quindi, decidere il sesso del feto. Si tratta di metodiche basate sulla differenza di DNA, che vengono impiegate solo per offrire una possibilità in più di avere un bimbo sano alle coppie a rischio.

Si può dire che quasi il 99,9% della salute del bimbo dipende dai geni che, però influiscono in modi diversi sulla comparsa dei problemi. Alcune malattie, infatti, sono legate all’anomalia di un singolo gene e, per questo, possono essere previste in base alle regole di trasmissione dei caratteri. La presenza di alcuni disturbi, invece, è dovuta sia all’interazione di più geni differenti sia all’influenza dei fattori ambientali. Attraverso la conoscenza della storia familiare, cioè dei disturbi avuti anche dai nonni, dagli zii e dai cugini, i medici possono prevedere la tendenza del bimbo ad avere la pressione bassa piuttosto che quella alta o la predisposizione ai disturbi circolatori. In questo caso le abitudini di vita possono influire sulla manifestazione del problema nel corso del tempo.

La salute

Si può dire che quasi il 99,9% della salute del bimbo dipende dai geni che, però influiscono in modi diversi sulla comparsa dei problemi. Alcune malattie, infatti, sono legate all’anomalia di un singolo gene e, per questo, possono essere previste in base alle regole di trasmissione dei caratteri. La presenza di alcuni disturbi, invece, è dovuta sia all’interazione di più geni differenti sia all’influenza dei fattori ambientali. Attraverso la conoscenza della storia familiare, cioè dei disturbi avuti anche dai nonni, dagli zii e dai cugini, i medici possono prevedere la tendenza del bimbo ad avere la pressione bassa piuttosto che quella alta o la predisposizione ai disturbi circolatori. In questo caso le abitudini di vita possono influire sulla manifestazione del problema nel corso del tempo.

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