01/11/2014
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Il Medico Risponde

Il Genetista risponde

a cura dei Dottori
Giovanni Buonsanti
Alvaro Mesoraca


Significato variante cromosomica

(24/10/2014 - 11:14)

Salve, mi chiamo Gaetano, ho dei disturbi cronici da tantissimo tempo dei quali pero non vi è chiarezza su diagnosi e causa.. le visite neurologiche che ho fatto non risultano nella norma (ho fatto diverse visite con neurologi diversi, tutti molto considerati, e mi trovano tutti segno di babinski bilaterale, iperreflessia rotulea ecc.... ma il problema è che ho diagnosi diverse, ossia: malattia degenerativa del sistema nervoso, lieve paraparesi spastica, mielopatia spondilogena livelli multipli e somatizzazione)... ora, siccome dalla varie analisi e esami che ho fatto (risonanze magnetiche, esami neurologici ecc) sembra non risultare niente che possa spiegare la causa di questi sintomi neurologici, mi hanno invitato a provare la strada della causa genetica... a tal proposito, la domanda che vorrei porvi è la seguente: siccome alla nascita mi hanno trovato questa variante cromosomica: cariotipo 46, XY, (inv.) 9qh tipo 2, che sulla base delle conoscenze dell’epoca (1982) non hanno potuto formulare un giudizio sul significato di tale variante, adesso il mio medico di famiglia ha voluto approfondire, e mi ha detto che è una variante piuttosto rara di cui non sa dirmi nulla, e quindi di contattare un genetista. Voi sapreste dirmi il significato di questa variante cromosomica e se possa c entrare o meno con i miei problemi di salute? Vi ringrazio tantissimo e anticipatamente per la vostra risposta e per il vostro interesse.. rimango in attesa... Gentili saluti

Gaetano

Buongiorno sig. Gaetano, la variante cromosomica 46, XY, (inv.) 9qh tipo 2 rappresenta una delle inversioni più comuni (circa 1% della popolazione). Trattasi di un aumento dell'eterocromatina pericentrometrica che modifica leggermente la posizione del centromero del cromosoma 9. Questa variante non produce anomalie sul fenotipo clinico. Sulla sua situazione clinica, supposto che veramente abbia una base genetica, le consiglio di rivolgersi in un buon Centro di studio e di ricerca delle malattie neurodegenerative ereditarie e/o sporadiche. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Schizofrenia

(22/10/2014 - 17:19)

Buongiorno dottore, sono una ragazza a 29 anni, sto cercando a avere un bambino. Purtroppo 10 giorni fa ho avuto un aborto spontaneo in ottava settimana. Ma ho le mie altre preoccupazioni. La mia mamma ha la Schizophrenia e disturbi mentali il mio papa e sano, anche tutti miei nonni materni e paterni sono sani, anche i tutti bisnonni, non abbiamo altri parenti malati. Ma la mia domanda principale è: potrei essere portatore sano di malattia di mia mamma? E quale esame devo fare per capire se sono il portatore? È meglio fare amniocentesi nella mia prossima gravidanza? Grazie in anticipo! Cordiali saluti,

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
la schizofrenia è un disordine mentale che colpisce circa lo 0,7% della popolazione mondiale e non è considerata quindi una malattia rara. Clinicamente è molto variabile ed i sintomi sono difficilmente individuabili prima della comparsa degli stadi avanzati della malattia. La malattia è di solito progressiva con recidive di crisi psicotiche acute durante i primissimi anni di vita. Dopo questo periodo, i pazienti tendono a stabilizzarsi anche se la gravità dei sintomi residui è variabile. Sono implicati nella malattia diversi fattori eziologici: la schizofrenia è una malattia che dipende anche da cause ambientali quindi non è possibile stabilire se lei è una portatrice sana in quanto la schizofrenia è una malattia multifattoriale poligenica. In alcuni casi si eredita la predisposizione ad avere questo problema ma poi altri fattori esterni concorrono al determinismo della patologia. La storia clinica di sua madre potrebbe annoverarsi come caso isolato. Vi sono numerosi geni implicati indicati come responsabili della schizofrenia nelle varie forme, ma la diagnosi genetica non è ancora disponibile. Per quanto riguarda l'aborto alla ottava settimana, si affidi al suo ginecologo per verificare la possibilità di eseguire alcuni esami di controllo in vista di una futura gravidanza, e perchè no, in sedicesima settimana di gestazione l'amniocentesi che la metterebbe al sicuro nei riguardi delle patologie cromosomiche e genetiche identificabili con tale procedura. Per il resto stia pure tranquilla. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Rischio autismo

(17/10/2014 - 22:33)

Buonasera, sto pensando con mio marito ad un figlio, ma ho un grande dubbio che spero possiate risolvere. Ho un fratello poco più giovane di me con autismo. È l'unico caso nella mia famiglia, mentre mio marito non ha casi di questo tipo in famiglia. Data la parentela stretta con mio fratello, vorrei sapere a che rischi posso andare incontro. Grazie mille

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
l'autismo, malattia neurologica dello sviluppo caratterizzata da deficit nella socializzazione e nella comunicazione e comportamenti ripetitivi e stereotipati, si considera una malattia comune presente in un bambino ogni 500. Generalmente è quattro volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine. È vero che gli studi dei casi familiari e dei gemelli hanno rilevato una significativa componente genetica ma soprattutto quando è associata a specifiche malattie genetiche, come la sclerosi tuberosa e la sindrome dell'X fragile o ad anomalie cromosomiche. I casi isolati hanno una componente eziologica sconosciuta. e la diagnosi si basa sull'esame clinico stabilita da esperti. Per quanto riguarda la sua domanda specifica, l'autismo è più frequente nelle famiglie che hanno già avuto un bambino affetto, rispetto alla popolazione generale. Se non vi sono state identificate patologie associate ad autismo e genetiche, il rischio di ricorrenza è stimato in circa 5-10%, ma ripeto non è possibile determinarlo a priori. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Grado di parentela di VII grado

(16/10/2014 - 10:02)

Gentilissimo, sono fidanzata da quattro anni con un uomo stupendo che diventerà mio marito il prossimo anno. Stiamo provando ad avere un figlio. Abbiamo di recente scoperto un lontano grado di parentela che ignoravamo. Se non abbiamo sbagliato i calcoli, dovremmo essere parenti di settimo grado, poiché il mio bisnonno, ovvero nonno di mio padre, aveva un fratello che era a sua volta padre del nonno del mio fidanzato, cioè i nostri bisnonni erano fratelli. Questa cosa ci crea qualche preoccupazione. C'è rischio per la futura salute di nostro figlio? Grazie mille

Elena

Cara Elena,
un matrimonio tra consanguinei generalmente fa aumentare la prevalenza alla nascita di individui con disordini recessivi (malattie autosomiche recessive trasmesse da entrambi i genitori che sono portatori sani), ma alcuni contributi scientifici (Mc Kusik e colleghi (Khoury et al. 1987) nell’American Amish Community and Bundey and Aslam (1993) nel British Pakistani Community) hanno indicato che anche le patologie non-genetiche, cromosomiche, autosomiche dominanti, X-linked, occorrono nella prole di unioni tra consanguinei, con evidenza di un rischio aumentato di ritardo di sviluppo, malattie croniche ecc. Questo rischio aumenta in presenza di matrimoni consanguinei multipli nell’ambito della stessa parentela. Mentre non esisterebbe un incremento misurabile dell’incidenza degli aborti spontanei o dell’infertilità. Detto questo, se i vostri calcoli sono esatti, ci troveremmo di fronte una consanguineità multipla, dove il calcolo del rischio può essere complicato. In genere, una volta identificati gli avi in comune, occorre calcolare la probabilità che una gravidanza sia omozigote, per discesa, per ogni avo in comune e sommarle per ottenere il rischio complessivo. Per farla breve, in teoria, in caso di parentela di VII grado, la proporzione dei geni condivisi è dello 0,7 % (cioè 1/128). Rischio basso e trascurabile che non deve preoccuparvi. Una consulenza genetica può essere utile ad identificare e correggere questo rischio empirico. Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

È possibile "falsificare" o "manomettere" un test di paternità e maternità?

(12/10/2014 - 20:18)

Buonasera, sono nuovo in questo forum. Sono maschio, vorrei sapere se fosse possibile "falsificare" o "manomettere" un test di paternità e maternità. Il risultato so che dovrebbe essere rappresentato con grafico che nota la compatibilità genetica in base all'analisi dei loci. Tuttavia se uno volesse, potrebbe far uscire risultati diversi rispetto a quelli che vengono fuori dall'analisi genetica? Si può intervenire sull'analisi e modificare i risultati in qualche modo? O, dato che la macchina e non l'uomo porta avanti il test, non è possibile giungere a errori o a risultati diversi? Grazie mille, saluti ps: so che non è solito fare ciò, ma io direi in linea assurda e paradossale, sarebbe possibile o non ci sono modi alcuni per intervenire umanamente nell'analisi?

Lettera non firmata

Egr. Sig.re,
il DNA è unico ed inequivocabilmente trasmesso dai propri genitori. Faccio questa premessa perchè qualsiasi laboratorio attrezzato ad eseguire un tale test è in grado di confermare o smentire quanto fatto da altri. Per questa ragione dubito che esista qualcuno che possa "alterare", per fini diversi, l'esito di un esame così importante e, ripeto, e mi scuso per il gioco di parole, ripetibile. Detto questo, anche un test di paternità è determinato dall'uso di strumenti, protocolli di laboratorio e lavoro umano. Questo significa che l'infallibilità "assoluta" non è possibile, in nessuna disciplina medica, ma la certezza di certi risultati, raggiungibili con le moderne tecniche oggi disponibili, è veramente rassicurante. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Agenesia renale bilaterale

(09/10/2014 - 17:57)

Buonasera, Sono una donna di 33 con un bimbo di tre e in cerca di una nuova gravidanza. Volevo capire se avendo tre settimane fa dovuto interrompere una gravidanza di 20+4 per sospetta agenesia renale io possa cercare subito un altro bimbo o se sia meglio attendere la consulenza genetica... potrei rischiare di avere di nuovo problemi? Desideriamo tanto dare un fratellino/sorellina al nostro bimbo e soffriamo tantissimo per questa perdita. Grazie

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
non ho la possibilità di fornirle una risposta certa, visto che le informazioni che cita sono incomplete. Innanzitutto riferisce di avere interrotto la gravidanza per un "sospetto" di agenesia renale bilaterale: questo sospetto è stato chiarito poi dopo l'interruzione? È stata eseguita un’autopsia. Hanno verificato se vi era l'esistenza di altre problematiche correlate? Ed ancora, vi sono casi analoghi nella sua famiglia ed in quella del suo compagno? Io, al suo posto, una consulenza genetica penserei di richiederla... Tenga presente, ad ogni buon conto, che un agenesia renale bilaterale potrebbe anche avere alla base un determinante genetico. Sono stati decritti casi a trasmissione recessiva e dominante ed ipotizzato un ruolo importante per alcuni geni (ad es. FGF20, ITGA8, RET). Mi faccia sapere

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Potrei essere portatore sano di anemia mediterranea?

(09/10/2014 - 14:11)

Buongiorno dottore, io e mio marito (entrambi 28 anni) stiamo cercando il nostro primo bambino. Mio marito da piccolo per anemia ha fatto dei controlli ed è risultato essere portatore sano di anemia mediterranea (purtroppo non ho altre indicazioni). Su indicazione della ginecologa ho eseguito l'elettroforesi dell'emoglobina con i seguenti valori: HB fetale < 0.5); HB anomale 0.0 (range assenti); HBA2 3.0 (range 2.2 - 3.2); ferritina 32 (range 10-291); Tsh 1560 (range 0.550-4.780). Dal leucogramma citochimico differenziale l'unico esame che non rientra nel range sono le cell. monocitiche 3 (range 4-8). Altri valori: emoglobina 13.2 (range 12-17). Tra due settimane ho appuntamento con la ginecologa per portarle l'esito degli esami, ma nel frattempo vorrei porle due domande: Potrei essere anch'io portatore sana di anemia mediterranea? Devo fare ulteriori esami per avere la certezza? La ringrazio in anticipo per la sua risposta

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
lo stato di portatore sano di anemia mediterranea (malattia autosomica recessiva determinata soprattutto dai geni HBB, HBA1, HBA2) si pone spesso solo dopo avere eseguito un emocromo con formula. Se questo lascia dubbi il test genetico dei geni di cui sopra conferma o smentisce tale ipotesi. Spesso una mutazione in eterozigosi del gene HBB si trova in soggetti portatori sani microcitemici. La frequenza in Italia, dei portatori sani, è variabile ed elevata. Se il suo emocromo è normale (non vedo la formula ma a quanto pare è normale) non dovrebbe preoccuparsi. Mi chiede se fare ulteriori esami per escludere che lei non sia portatrice. Statisticamente parlando non serve. Non dovrebbe essere portatrice. Esistono talassemie silenti, però, in cui neanche i portatori sani sono identificabili con l'emocromo, ed a volte anche i test del DNA, per lo studio dei geni correlati, sono esaustivi (in virtù del fatto che non tutte le mutazioni responsabili sono note). In generale le dico: stia tranquilla. Se il suo compagno è portatore sano e lei no, avete solo il 50% di possibilità di fare un figlio portatore sano ed il 50% sano completamente. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Portatrice X fragile?

(08/10/2014 - 15:14)

Buonasera, sono una ragazza di 32 anni e mia sorella è una portatrice sana della sindrome dell'X fragile, di conseguenza i miei 2 nipotini maschi sono affetti. Alla luce di ciò anch'io, già anni fa, effettuai le analisi per capire se sono portatrice allo stesso modo. Quando i risultati furono pronti parlai telefonicamente con il genetista che mi accennò per telefono di essere portatrice ed il referto fu poi ritirato da mia madre. Tale referto l'ho mantenuto chiuso in un cassetto per anni, vivendo nell'angoscia di affrontare il problema a tempo debito. Può immaginare il dolore con 2 nipotini affetti. Ora mi trovo ad affrontare il problema, desiderando avere presto un figlio e pensando di ricorrere alla diagnosi genetica preimpianto. Così ritrovo nel cassetto quel referto decisa a recarmi da un genetista per ricevere una consulenza. Sul referto c'è scritto: Tessuto: sangue periferico Bendaggi utilizzati: GTG, CBG Cariotipo: 46, XX Note: Cariotipo femminile normale. L'analisi citogenetica non ha evidenziato la presenza del sito fragile del cromosoma X in Xq27.3 (FRAXA). Dati immagine ORTHO II 1' 57.3/97.3 Mi sorge un dubbio, dove si evince che sono portatrice? Sul referto non è scritto altro. Grazie in anticipo

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
da questo referto effettivamente sembrerebbe non essere portatrice di X Fragile. Tuttavia il test eseguito è stato negli anni sostituito da un altro più preciso e sensibile, che le consiglio di effettuare. Si tratta dello studio molecolare del gene FMR1 che oramai tutti i laboratori attrezzati di genetica molecolare sono in grado di realizzare. Solo un risultato negativo da un test molecolare di questo tipo la può tranquillizzare in maniera assoluta. Mi tenga al corrente…

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Indagini genetiche per capire se i genitori siano portatori sani

(07/10/2014 - 13:46)

Buongiorno Professore. Ho 36 anni e sono alla mia prima gravidanza. Le scrivo perchè, avendo deciso di sottopormi alla villocentesi, sto cercando di documentarmi un po' sull'argomento e mi ritrovo alquanto disorientata. Sembra che esista una sorta di "pacchetto standard" di malattie genetiche che vengono ricercate sul prelievo dei villi. Tuttavia ho letto che per alcune malattie, come la talassemia o la fibrosi cistica, la possibilità di essere portatori sani è abbastanza alta. Per cortesia, potrebbe indicarmi a quali test genetici io e mio marito dovremo sottoporci al fine di capire se siamo portatori sani di alcune patologie e quindi di andare specificamente a richiederle quando mi verrà effettuata la villocentesi? RingraziandoLa anticipatamente, porgo Cordiali Saluti.

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra,
negli ultimi anni si sono diffusi i protocolli di studio nei riguardi di alcune malattie genetiche ereditarie, soprattutto per quelle ad incidenza più alta nella popolazione. Sono patologie trasmesse, in genere, da portatori sani che non sanno di esserlo. La Fibrosi Cistica, ad esempio, che ha un incidenza di nati affetti di 1/2500-2700 in Italia, è trasmessa da entrambi i genitori che sono portatori sani della patologia. Oppure la SMA (Atrofia Muscolare Spinale) con incidenza di circa 1/5000. Altre patologie genetiche, tra le più frequenti in Italia che vengono studiate sono la Distrofia Muscolare di Duchenne (madri portatrici sane che trasmettono la mutazione soprattutto ai figli maschi) oppure la Sindrome di Martin Bell (X-Fragile), anche qui con lo stesso meccanismo di trasmissione della Duchenne. Per quanto riguarda la Talassemia, solitamente, i portatori sani sanno di esserlo perchè basta un esame emocromocitometrico per averne il sospetto. La scelta quindi se voler richiedere anche lo studio di queste patologie deve essere presa liberamente ma soprattutto dopo averne appreso il significato nell'ambito di una consulenza genetica, che le consiglio di fare. Oggi le potenzialità diagnostiche in diagnosi prenatale hanno raggiunto traguardi inaspettati, ma è importante approcciarsi a tali opportunità in maniera consapevole.
Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Non vorrei abortire, ma solo prevenire...

(03/10/2014 - 10:03)

Salve. Ho 39 anni e sono nella mia seconda gravidanza (ancora non so al certo se al primo mese perché non mi è stato fatto nessun esame) ed ho molta angoscia per quanto riguardano i rischi per la mia avanzata età e per quanto riguardano gli esami in merito... Vorrei sapere: Villocentesi O amniocentesi, che non so se un solo esame o due... potrebbe(ro) aiutare a guarire qualche problema, o solo per individuare delle sindromi varie o altri problemi e metterci nel scegliere di abortire o meno? Leggo tanti documentari, ma non riesco a capire con esattezza quello che spiegano per quanto riguardano le patologie ereditarie rilevate e le conseguente misure... Insomma, aiuta(no) a evitare con terapie idonee a bloccare determinate forme di malattie o che si sviluppino malformazioni nel feto?... Per la mia prima gravidanza in cui avevo 33-34 anni, ho firmato che non avrei fatto l'esame/o gli esami in questione, oltre quelli esami di sangue di prassi... questa volta, non so come fare... Ho paura che ci sia qualche dubbio o che riscontrino qualcosa e non vorrei abortire, ma solo prevenire... La ringrazio molto. Cordiali Saluti,

Rosa Maria

Cara Sig.ra,
affrontare una gravidanza serena e fare scelte consapevoli è molto importante. Per questo si affidi totalmente alle indicazioni del suo ginecologo.
Per quello che è di mia competenza le posso dire che la villocentesi, prelievo di cellule del trofoblasto eseguita tra la 10a settimana di gestazione e la 13a, generalmente, viene eseguita quando ci sono le indicazioni (ecografiche, età avanzata, patologie genetiche familiari).
L'amniocentesi, eseguibile tra la 16a e la 18a settimana (ma anche oltre) è invece caratterizzata dal prelievo di liquido amniotico mediante guida ecografica. Entrambe le tecniche sono sovrapponibili, una esclude l'altra (a meno di casi eccezionali dove bisogna verificare alcuni dati emersi con la villocentesi, mediante amniocentesi).
Le malattie identificabili con la diagnosi prenatale di routine hanno una connotazione ben specifica, si conoscono e, quasi sempre, è difficile intervenire. Ad oggi la maggior parte delle malattie cromosomiche e genetiche rilevabili con la villocentesi e l'amniocentesi non sono terapeuticamente affrontabili. In alcuni casi, alcuni approcci medicali e chirurgici servono a mitigare gli effetti delle singole patologie, ma non curarle definitivamente. Scegliere se fare una villocentesi o un amniocentesi dipenderà, oltre dall'anamnesi, anche dai vari controlli che il suo ginecologo le farà fare.
Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Traslocazione bilanciata tra il braccio corto del cromosoma 16 e il braccio lungo del cromosoma 22

(22/09/2014 - 23:14)

Gentile dottore, la scrivo in merito al fatto che mia moglie ha la traslocazione apparentemente bilanciata tra il braccio corto del cromosoma 16 e il braccio lungo del cromosoma 22. Noi abbiamo un bimbo sano di 3 anni concepito subito dopo il matrimonio e che gode di ottima salute. Il nostro desiderio è quello di averne un altro, ma nell'ultimo anno mia moglie ha avuto tre aborti spontanei con successivo raschiamento. Prima di avere il figlio non eravamo al corrente di questa traslocazione. Il nostro umore è sotto i piedi e ci chiediamo se ne potremmo avere un altro e soprattutto se la possibilità di avere altri aborti sia alta. Abbiamo consultato vari ginecologi ma sembra che ognuno la pensa in un modo e questo ci getta sempre più nello sconforto. La possibilità di aborto in mia moglie è più alta rispetto ad una donna che non ha la traslocazione? Grazie per la risposta e buon lavoro.

Lettera non firmata

Buongiorno,
purtroppo gli aborti, come sa, sono dipesi dall'esistenza della traslocazione e sono determinati dalla malsegregazione sbilanciata dei cromosomi 16 e 22 al concepimento. Le traslocazioni bilanciate sono date dallo scambio vicendevole di cromosomi non omologhi. L'effetto di questo scambio è che si formano due cromosomi derivati che hanno un segmento traslocato ed uno centrico. In caso di traslocazione apparentemente bilanciata , come sua moglie, ha un rischio di interruzione della gravidanza stimato tra il 20 ed il 30%, ma potrebbe essere anche più alto. La possibilità però di avere figli sani è comunque altrettanto alta. Spetta a voi trovare la forza di riprovarci, per quanto possibile, accantonando le precedenti esperienze. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Genitori rh negativo con figlio rh positivo

(30/08/2014 - 14:59)

Buongiorno, sono alla mia terza gravidanza e il ginecologo durante l'ultima visita mi ha fatto molto pensare... la questione è che sia io che mio marito siamo entrambi A rh -; il mio primo figlio ha esattamente il ns. gruppo sanguigno mentre il secondo è 0 rh+, e lui ritiene che non sia possibile. Il fatto è che io sono sicura che il padre è mio marito e il figlio è mio... per cui come si spiega? Da quanto ho potuto capire il gruppo 0 è fattibile la perplessità è sul rh. Gentilmente, le chiedo se c'è una spiegazione scientifica o se sono corrette le perplessità del ginecologo e a chi dovrei rivolgermi per ulteriori approfondimenti su di me o mio marito visto le mie certezze. L'unica particolarità che mi viene in mente è che io all'età di 10 anni mi sono ammalata di leucemia linfoblastica acuta che ho risolto con chemioterapia e trasfusioni sia di plasma che di piastrine. Resto a disposizione per eventuali ulteriori informazioni. Cordialmente la ringrazio.

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra,
il suo è veramente un caso interessante da non sottovalutare. Come lei stessa ha anticipato da due genitori con gruppo A è possibile avere un figlio di gruppo 0 (si possono avere figli sia A che 0). Per quanto riguarda il fattore Rh, effettivamente tra due genitori Rh negativi possono nascere solo figli Rh negativi. Ci sono però delle rare questioni da verificare: il sistema Rh è rappresentato da cinque determinanti antigenici principali: C, D, E, c, e; d, invece, non è un determinante antigenico e non esistono quindi anticorpi anti-d. Quando un individuo è Rh positivo significa che è omozigote o eterozigote per l'antigene D, mentre i soggetti Rh negativi non posseggono l'antigene (dd). Alcune persone hanno globuli rossi che reagiscono debolmente con l'antisiero anti-D e fanno parte di una variante chiamata "Du" considerati Rh positivi in quanto donatori, perché i loro eritrociti stimolano la produzione di anticorpi anti-D in soggetti Rh negativi; ma considerati Rh negativi, in quanto riceventi, poiché talora possono formare anticorpi anti D se trasfusi con sangue Rh positivo. Considerando che ha subito una trasfusione è possibile che si sia verificata questa situazione (un individuo Rh - non ha nel suo sangue gli anticorpi per il fattore Rh positivo. Questi anticorpi si formano non appena il paziente riceve una trasfusione di sangue Rh + nel 50% dei casi. Il processo è all'inizio molto lento e non causa problemi nell'immediato. Se invece si ripete la trasfusione di sangue Rh+ si possono avere seri problemi). Quest'ultima considerazione sta a significare che, se verosimilmente si trova in tale situazione, può trasmettere il fattore Rh+. Fatte tale ipotesi, se Lei ha il fattore Rh - ed il Suo secondo figlio è Rh+ bisogna assolutamente considerare se sussiste un’incompatibilità materno-fetale per madre Rh negativa che concepisce un figlio Rh positivo (questo nel caso in cui esiste l'ambiguità di gruppo sul Suo sangue). Consiglio quindi di ricorrere a specialisti del settore che vi consiglino esattamente come procedere (a mio avviso va eseguito, oltre al test di Coombs indiretto, anche la verifica dell'Rh fetale mediante prelievo di cellule fetali tramite villocentesi o amniocentesi per verificare se è necessario ricorrere alle immunoglobluline anti-D). Rimango a disposizione per ogni altro eventuale chiarimento.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Sindrome di Norrie

(29/08/2014 - 12:53)

Gentile Dottore, Sono in attesa del mio secondo figlio, esattamente sono alla 16 settimana e ho scoperto che è un maschietto. In famiglia ho casi di sindrome di Norrie, per essere più precisi due cugini sono affetti da questa malattia genetica. Nel 1996 la mia famiglia si è sottoposta ad analisi del DNA per determinare chi fosse portatore o meno della malattia che colpisce i maschi ma che viene trasmessa dalle donne. Nel referto per quanto riguarda mia madre c’è scritto: genotipo selvatico sano per la mutazione. Significa che non è portatrice?? E quindi se lei non è portatrice io rischio?? Grazie mille

Elisa

Gentile Sig.ra Elisa,
la malattia di Norrie è una displasia vitreo-retinica che colpisce solo i maschi, mentre le femmine portatrici hanno un fenotipo normale. La malattia si associa a microftalmia, ipoplasia dell'iride, sinechie, glaucoma e cataratta. In un terzo dei casi, verso i 20-30 anni, si sviluppa sordità percettiva bilaterale ed anche comune il ritardo psicomotorio (65%). Il gene-malattia mappa sul cromosoma Xp11.4 rendendo possibile quindi la diagnosi, anche prenatale. Nel suo caso, però, essendo sua madre non portatrice sana (con genotipo selvatico, quindi normale), lei non può essere portatrice e non può generare figli affetti. La saluto cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Array CGH e sbilanciamenti cromosomici: quali prospettive per gravidanze future?

(22/08/2014 - 18:35)

Gent.mi Dottori, vi scrivo di nuovo dopo la mia richiesta di consulenza genetica del 17-06-2014 alla quale il Dott. Mesoraca aveva gentilmente risposto. Purtroppo la mia gravidanza si è conclusa con un IVG, decisione presa perché l'arrayCGH ha mostrato la presenza nel feto di tre riarrangiamenti cromosomici sbilanciati, che avrebbero decretato con altissima probabilità un conseguente ritardo mentale/psico-motorio di entità variabilissima. Questi i riarrangiamenti: - in primis una DELEZIONE a carico del braccio corto del cromosoma 3 di circa 857Kb (in 3p26.3) - due DUPLICAZIONI a carico del braccio lungo del cromosoma 15 (regioni 15q11.2 e 15q24.1- q26.3), la prima con estensione difficilmente definibile, la seconda con estensione di circa 28Mb. Ora, all'interno della regione deleta del cromosoma 3 è presente un gene, CHL1, noto come associato a ritardo mentale nella Sindrome da delezione 3p-. Invece all'interno della regione duplicata in regione 15q11.2 sono contenuti alcuni geni, in particolare NIPA1, coinvolti nello sviluppo e nella funzione neuronale, la cui presenza in doppia dose potrebbe avere effetti sulla funzionalità del sistema nervoso, con possibili alterazioni funzionali, sulle quali tuttavia non è possibile esprimere una prognosi precisa data l'espressione variabile ad oggi descritta. La regione infine duplicata in 15q24.1- q26.3 contiene numerosi geni che potrebbero anche essi, presenti in doppia dose, essere patogenetici per il prodotto del concepimento. Poiché si è sospettato che questo quadro di sbilanciamenti fosse la conseguenza di una traslocazione portata da noi genitori, il genetista ha provveduto a farci eseguire di nuovo cariotipo e arrayCGH sul nostro sangue. Il risultato è stato per me - che sono la madre - del tutto positivo: cariotipo corredo normale, 46,XX e ottimo è stato anche l'esito dell'analisi microarray che non ha evidenziato variazioni nel numero di copie delle regioni indagate. Invece il mio compagno ha sì un cariotipo normale 46,XY ma l'arrayCGH ha evidenziato la presenza di due sbilanciamenti: - una DUPLICAZIONE del cromosoma 14 (in 14q32.2), che però non è descritta nei database di riferimento e pertanto non è possibile definirne il significato; - una DUPLICAZIONE del cromosoma 15 (in 15q11.2 ... ovvero la stessa del feto), che ci era già stata descritta come regione nota per la predisposizione al ritardo psicomotorio/disabilità intellettiva. Tuttavia il gentista nel referto ha scritto che data l'assenza di problematiche cliniche nel mio compagno - e in nostra figlia di 5 anni - verosimilmente tali microarrangiamenti cromosomici sbilanciati sono da interpretarsi come varianti della norma in lui e nella bimba, privi di ruolo patogenetico. Il genetista ha concluso dunque il referto scrivendo che il feto ha ereditato la suddetta duplicazione in 15q11.2 dal padre, mentre gli altri due riarrangiamenti (delezione del 3 e l'altra duplicazione del 15) sono stati di nuova insorgenza. Il problema ci si pone ora per future gravidanze. Il genetista ci ha scritto nel referto finale che il mio compagno ha il 50% di possibilità di trasmettere ciascuna delle duplicazioni che porta, per le quali non è possibile determinare o escludere un eventuale ruolo clinico di tali varianti (specie per quella in 15q11.2) nel concepito che la dovesse ereditare, poiché l'espressione fenotipica sarebbe influenzata dal restante background genetico e da fattori ambientali, non dosabili a priori. Per fortuna non ci sono nella famiglia del mio compagno casi di problematiche che possono far pensare ad un'ereditarietà o predisposizione familiare, però in caso di riscontro in un futuro feto dell'alterazione in 15q11.2 il genetista scrive che sarebbe difficile esprimere un giudizio prognostico, considerando che i dati attuali ottenibili dai database internazionali mostrano che questo sbilanciamento può essere associato o meno a ritardi psicomotori/disabilità intellettive ed a livello variabilissimo di gravità. Io continuo a desiderare fortemente una gravidanza, ma tremo di paura. Che opinione e consiglio potete darmi? Avete avuto modo di conoscere casistiche simili? P.S. io soffro di emicrania da molti anni e sono in cura con farmaci appositi (Difmetré e triptani, ne prendo anche 7/8 al mese) che ho sospeso solo in gravidanza: possono questi farmaci aver influito sugli sbilanciamenti del feto? Grazie per la risposta che vorrete darmi. Cordiali saluti,

Elena

Egr. Sig.ra Elena,
da quello che descrive le dico subito che la gestione del caso è stata più che idonea. Tutti i controlli del caso, necessari, sono stati eseguiti. Quando ci si trova al cospetto di tali variazioni citogenetiche non sempre si riescono ad avere certezze assolute riguardo l'espressione clinica. L'insorgenza sporadica e de novo sia della delezione in 3p26.3 e della duplicazione in 15q24.1- q26.3 sarebbero da considerare, per l'appunto, "incidenti di percorso", che difficilmente possono ripresentarsi ad una successiva gravidanza. È vero, esiste il rischio della trasmissione delle duplicazioni di suo marito (14q32.2 e 15q11.2), ma questa eventualità, compreso il possibile riarrangiamento di tali variazioni, possono essere studiati in diagnosi prenatale anche precocemente mediante villocentesi. Capisco le sue paure e comprendo l'incertezza decisionale riguardo una futura gravidanza ma, per quello che vi è possibile, provate a guardare avanti positivamente, anche perchè la possibilità di avere un figlio sano, per voi, è alta.
PS: I farmaci che ha assunto non hanno avuto alcuna influenza sugli sbilanciamenti cromosomici. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Rischio Sindrome di Down. Amniocentesi ed NGPD

(20/08/2014 - 16:54)

Salve, sono una donna di 33 anni incinta alla 14 settimana, prima gravidanza. Due settimane fa il mio ginecologo mi ha mostrato i risultati del bitest: free beta hcg 2.2, proteina A 0,45 e TN 1.6, rischio sindrome di down 1.50. Questo risultato ci ha sconvolti e adesso siamo presi dal panico. Avrei bisogno di sapere se in questi casi è possibile effettuare una amniocentesi con NGPD, vista la nostra volontà di avere il massimo delle informazioni possibili e in tempi rapidi, se questo tipo di indagine è coperta dal SSN e se c'è un elenco di strutture e medici accreditati per l'esecuzione di tale indagini. Grazie

Lettera non firmata

Buongiorno sig.ra,
è passato un po’ di tempo e spero che nel frattempo ha fatto la scelta giusta (amniocentesi). Se non l'avesse ancora fatto è ancora in tempo per farlo. Un’amniocentesi la metterebbe al sicuro, se negativa, dagli eventuali dubbi emersi con lo screening biochimico. Per quanto riguarda le informazioni che si possano ottenere da un’amniocentesi, lei cita la NGPD. In effetti la NGPD (Next Generation Prenatal Diagnosis), a quanto pare, rappresenta una svolta importante nella diagnosi prenatale. Permette lo studio, contemporaneamente e dopo avere escluso le patologie cromosomiche più frequenti, di 300-400 patologie genetiche clinicamente gravi che si manifestano alla nascita o, addirittura, durante la gravidanza. Avviene spesso che dati dubbi, derivanti da un Bitest o dagli screening biochimici, nascondono patologie importanti geneticamente determinate, che nè l'amniocentesi di base nè tantomento gli screening non invasivi sul sangue materno (i cosiddetti NIPT), possono rilevare. In questi casi bisogna ricorrere a mezzi diagnostici evoluti. La NGPD sfrutta la tecnologia della NGS (Next Generation Sequencing) che è un’evoluzione delle tecniche di sequenziamento del DNA. Anni fa per sequenziare un gene occorrevano mesi. Oggi, con la NGS, in una settimana, è possibile sequenziare centinaia di geni. Queste moderne tecniche oggi disponibili impongono un cambiamento di veduta epocale, nella diagnosi delle malattie genetiche, anche in fase prenatale.
Mi tenga al corrente. Affettuosi saluti.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Inversione cromosoma 10

(15/08/2014 - 15:23)

Buongiorno, ho 37 anni e sono alla fine dell'11a settimana di gravidanza. Alcuni giorni fa ho fatto la villocentesi, i cui primi risultati hanno evidenziato un'inversione del cromosoma 10. Il medico ha chiesto a me e mio marito di fare un esame del sangue per mappa cromosomica e ha aggiunto che nel caso l'avessimo io o mio marito non ci sarebbero rischi per il feto. Siamo particolarmente preoccupati, a cosa stiamo andando incontro? Grazie infinite. Cordialmente.

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra, l'inversione del cromosoma 10 spesso è familiare e trasmessa da uno dei coniugi. Se così è state tranquilli, non rischiate nulla. È possibile però che l'inversione sia sporadica, non presente in voi due. Teoricamente, anche in questa ipotesi, dovreste stare tranquilli. Ma sarebbe meglio ricorrere allo studio più approfondito dell'integrità strutturale del cromosoma 10, sottoponendo il materiale cellulare prelevato con la villocentesi ad aCGH (tecnica di citogenetica molecolare che i Centri di Genetica più attrezzati dovrebbero poter applicare). Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Mutazione in eterozigosi del fattore MTHFR

(13/08/2014 - 18:14)

Buona sera dottore, io ho 37 anni e una bambina di 18 mesi. In seguito ad un primo aborto dopo pochi mesi dal matrimonio, il ginecologo mi sottopose ad una serie di analisi dai quali si evidenziò una mutazione in eterozigosi del fattore MTHFR in C6777T, e in A1298. Ho preso folidex da subito, per tutti i nove mesi e lo prendo ancora. Ho preso la cardiospirina anche per tutta la gravidanza e l'eutirox perchè ho la tiroidite di hashimoto (per questo sono stata seguita dal mio endocrinologo). Parlando con una ragazza che ha il mio stesso problema ho scoperto che il suo ginecologo le ha dato il prefolic e varie vitamine. Io le chiedo è giusto anche il mio percorso? Potrebbe portare in seguito danni a mia figlia? Premetto che è sana e ho anche conservato il cordone e fatto quindi tutti gli esami di routine normalmente. Grazie

Lettera non firmata

Buongiorno Sig.ra,
Lei per ciò che riguarda il gene MTHFR risulta eterozigote composto, si dice così, per la presenza delle due mutazioni principali (C677T e A1298C). Intanto le dico subito che dubito che l'aborto lo abbia avuto per queste due mutazioni. L'acido folico, generalmente preso in gravidanza, abbasserebbe l'eventuale aumento di omocisteina nel sangue, cosa che avviene quando si hanno due mutazioni dell'MTHFR (per la verità avviene più spesso quando un soggetto è omozigote per la mutazione C677T. Quindi non il suo caso). Non si preoccupi della terapia osservata in gravidanza, non ha creato danni a sua figlia. Fra qualche mese invece lei dosi i suoi livelli nel sangue di omocisteina, se sono normali non deve fare nulla. Se sono alti potrà prendere, a cicli, acido folico. Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Traslocazione apparentemente bilanciata del braccio lungo del cromosoma 11 e 13

(13/08/2014 - 00:24)

Salve, ho 25 anni ho avuto 3 aborti spontanei. Gli esami di mio marito sono perfetti, io invece ho una traslocazione apparentemente bilanciata del braccio lungo del cromosoma 11 e 13. La prego mi risponda, sono disperata… potrei mai avere bambini o no? Io e mio marito stiamo malissimo, desideriamo con tutto il cuore un bimbo. Se si, cosa devo fare per non avere questi aborti? La prego, mi risponda! Grazie

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
le traslocazioni bilanciate, quelle che non provocano variazioni quantitative di cromatina, sono date dallo scambio vicendevole di cromosomi non omologhi. L'effetto di questo scambio è che si formano due cromosomi derivati che hanno un segmento traslocato ed uno centrico. Chi ha una traslocazione apparentemente bilanciata, come lei, è sana ma ha un notevole rischio riproduttivo, quello che purtroppo ha vissuto personalmente. Il rischio riproduttivo è determinato dalla malsegregazione sbilanciata dei cromosomi. Generalmente il rischio di interruzione della gravidanza, nel caso come il suo, è stimato tra il 20 ed il 30%, ma può essere anche più alto (dipende da alcuni fattori). Mi chiede se potrà mai avere un figlio. Certo che può avere un figlio, sano e concepito naturalmente, vedo per fortuna che è giovane. Capisco che tre aborti spontanei hanno lasciato un segno e nessuno meglio di voi possono capire quanto. Ma dovete cercare dentro la forza di reagire, avere il coraggio di riprovarci. In ultima ipotesi, ma spero che non sia necessario, la diagnosi preimpianto potrebbe rappresentare una possibile strada alternativa. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Sclerosi tuberosa

(10/08/2014 - 15:24)

Buongiorno, il mio compagno ed io (32 e 38 anni) stiamo valutando l'idea di avere un bambino. Nella mia famiglia ho un caso di sclerosi tuberosa, ne è affetto mio zio (fratello di mia madre), quindi mi stavo chiedendo come poter procedere in questo percorso e quanto potrebbe essere alta la percentuale di trasmissibilità. Lui è l'unico caso in famiglia e mia mamma non ha avuto alcun problema con le sue due gravidanze. Mi hanno consigliato di fare la mappatura genetica e tutti gli accertamenti del caso, anche perchè io ho il gruppo sanguigno AB negativo (la sola in famiglia) e fino a pochi anni fa mi dicevano, che era un tipo di sangue che comportava tutta una serie di problematiche nel caso di una gravidanza. Il mio compagno ha il gruppo O positivo e nella sua famiglia non sono presenti malattie genetiche di alcun tipo, l'unica cosa un po’ fuori dal comune è suo fratello, che è cardiopatico. Spero di essere stata chiara nella spiegazione e grazie tante per l'aiuto.

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra, vado per ordine:
la sclerosi tuberosa è una malattia ereditaria autosomica dominante con un'incidenza di 1/10.000 nati. La patologia mappa sui cromosomi 9q34 (TSC1) e 16p13 (TSC2). Oltre la metà dei casi è sporadica, cioè è determinata da mutazioni spontanee non trasmesse dalla coppia. Per questa regione la consulenza genetica è difficile data la grande variabilità fenotipica. In linea di massima il rischio per la Sclerosi Tuberosa per voi è trascurabile, essendo suo zio l'unico affetto ed essendo patologia dominante, quindi nè sua madre ne è affetta, nè tantomeno lei. Per quanto riguarda, quindi, la Sclerosi Tuberosa a mio avviso può stare tranquilla. Le consiglio comunque, in caso di gravidanza, i controlli ultrasonografici di routine (ecografia). Per quanto riguarda il discoro sui gruppi sanguigni, lei è Rh negativo, essendo il suo compagno Rh positivo il feto potrebbe essere a sua volta Rh positivo nel 50% dei casi e, quindi, crearsi un’incompatibilità Rh tra madre e feto in una successiva gravidanza (il ginecologo saprà gestire tale emergenza). Esiste anche un incompatibilità per i gruppi AB0, più lieve. Se una madre è A, B, oppure AB nessuna incompatibilità può verificarsi; se la madre è di gruppo 0 ed il padre di gruppo A, B, oppure AB il bambino alla nascita potrebbe manifestare il cosiddetto “Ittero da incompatibilità AB0”, una condizione assolutamente non grave e senza conseguenze, la cui diagnosi viene però facilitata dalla conoscenza dei gruppi sanguigni di madre e padre. Ma non è il suo caso. Spero di essere stato chiaro. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Diagnosi prenatale atassia spinocerebellare

(09/08/2014 - 16:38)

Buongiorno, sono incinta alla 13 settimana, ho fatto il bitest con risultati tranquillizzanti e probabilità molto basse di trisomie. Due miei zii materni erano affetti da atassia spino cerebellare, non so di quale tipo. Non avendo altre informazioni sulla malattia dei miei parenti sarebbe possibile effettuare una diagnosi prenatale relativa a questo tipo di malattia genetica? Se si quali esami dovrei fare? Vi ringrazio fin da ora per una risposta. Cordiali saluti.

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra,
sono note alcune decine di forme di Atassia Spino cerebellare e con meccanismi di trasmissione diversi (Recessiva, Dominante, X-Linked, e Mitocondriale). È chiaro che, ammesso che ce ne fosse necessità, la diagnosi prenatale deve essere mirata. Vale a dire bisogna conoscere il gene che nella famiglia ha determinato la patologia, e qui invece si sa poco. Non è possibile neanche eseguire uno screening sulle mutazioni principali, perchè i geni sono veramente tanti. Si affidi quindi al Suo ginecologo di fiducia per verificare cosa, eventualmente, fare nel corso della Sua gravidanza. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma