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Il Medico Risponde

Il Genetista risponde

a cura dei Dottori
Giovanni Buonsanti
Alvaro Mesoraca
Ketty Perrotta


Rischio trombotico per fecondazione assistita

(11/12/2014 - 18:50)

Buonasera, è da qualche giorno che mi sono sottoposta a fecondazione assistita. Sono molto preoccupata, ho problemi genetici, il primo riguarda il mio rischio trombotico. Cerco di descrivere i risultati per alcune mutazioni: il gene MTHFR C677T +/- Eterozigote; B-fibrinogeno con mutazione -455G>A +/- Eterozigote; Glicoproteina IIIa con mutazione a/b +/- Eterozigote; ACE con mutazione Del/Ins +/- I/D. Spero che si riesca a comprendere. Cosa bisogna fare nel post transfer per evitare rischi di aborto? Grazie anticipatamente Cordiali saluti,

M.

Gentilissima Signora,
la trombofilia genetica è uno dei principali problemi medici e ha un’incidenza di 1/1000 individui, ha un’eziologia multifattoriale in cui giocano un ruolo importante sia i fattori di rischio ambientale che la predisposizione genetica. Mutazioni in geni differenti possono contribuire allo stesso fenotipo clinico e i portatori di una stessa mutazione genetica possono avere diverso fenotipo. I polimorfismi dei geni che codificano per fattori della coagulazione devono essere considerati come fattori di rischio per trombosi la cui espressione clinica dipende dalla coesistenza di più mutazioni trombofile o condizioni ambientali che predispongono alla trombosi stessa (Reich, 2003). La gravidanza e il puerperio sono stati ipercoagulativi dovuti a cambiamenti nel sistema fibrinolitico, stasi venosa a livello pelvico e degli arti inferiori, immobilizzazione e incremento ponderale. Questi fenomeni contribuiscono verosimilmente ad aumentare di circa 5 volte il rischio di trombosi venosa durante questo periodo. L'analisi molecolare per ricerca di mutazioni per trombofilia genetica, da lei eseguita, non ha evidenziato a quanto pare mutazioni a carico dei geni per il fattore II e fattore V, principali responsabili di predisposizione ad episodi tromboembolici. L'eterozigosi 455G>A nel gene del beta fibrinogeno, l'eterozigosi per il polimorfismo ACE D nel gene dell’enzima convertitore dell’ Angiotensina I e l'eterozigosi HPA-1a/b del gene dell’Antigene piastrinico sembrano incrementare il rischio di poliabortività in quanto possono determinare anomalie del sistema fibrinolitico ma non vi è una netta correlazione come nel caso delle mutazioni a carico dei fattori II e V. L'eterozigosi per la mutazione C677T nel gene dell’enzima MTHFR, in lei riscontrata, può associarsi ad iperomocisteinemia. Il danno provocato dall’iperomocisteina è mediato da stress ossidativi. Fattori di rischio quali il fumo, l’ipertensione arteriosa, il diabete e l’iperlipidemia aumentano gli stress ossidativi e agiscono in maniera aggiuntiva e sinergica con l’omocisteina. Tale mutazione si associa, inoltre, a bassi livelli di folati, fattore di rischio cardiovascolare e in gravidanza la presenza di iperomocistinemia materna è associata ad un rischio di abortività spontanea ricorrente, distacco intempestivo di placenta, preeclampsia e ritardi di crescita fetale.
Per un quadro più completo sarebbe opportuno eseguire anche il dosaggio di: attività protrombinica, PTT, APC, ATIII, LAC, D-Dimero, fibrinogenemia, Proteina C, Proteina S libera, anticorpi anti-fosfolipidi (IgM,IgG), anticorpi anti beta 2 glicoproteina (IgM, IgG).
Allo stato attuale degli esami, se non ci sono altre coagulopatie associate o fattori di rischio specifici, trova indicazione un supporto con acido folico sia in epoca preconcezionale che per tutta la durata delle gravidanza e del puerperio. Cordiali saluti

Dott.ssa Ketty Perrotta
Specialista in Genetica Medica

Ho perso tre bambini a 6, 8 e 19 settimane!

(11/12/2014 - 14:54)

Ho due figli sani nati 10 e 9 anni fa. In quest'anno ho perso tre bambini a 6, 8 e 19 settimane. L'ultimo 10 giorni fa ecograficamente stava benissimo anche bitest, tn e premorfologica perfetto ma a 19 settimane il cuore si è fermato anche a lui. Oggi sono stata da una ginecologa esperta di aborti ripetitivi, mi ha rescritto tantissimi esami e lei è quasi convinta che il problema era cromosomica e dice di fare esami genetici su di me e di mio marito. Naturalmente lo faremo ma è possibile che dopo due figli sani il problema davvero è cromosomica? Avevo la fortuna con i miei figli e ora invece è la sfortuna? Non so cosa pensare. La ginecologa diceva che unico modo sarà fare inseminazione scegliendo gli embrioni sani subito. Ma avrà ragione? La ringrazio per la sua risposta

Cristina

Salve sig.ra Cristina,
aborti ripetuti possono essere determinati da anomalie cromosomiche. A volte si scopre che uno dei componenti della coppia ha, nel proprio corredo cromosomico, alcune alterazioni, come ad esempio traslocazioni bilanciate, che si sbilanciano nei feti dando luogo ad anomalie incompatibili con la vita, anche fetale. In una situazione come questa è naturalmente possibile avere gravidanze normali ed a termine (come nel suo caso). Le cause abortive sono comunque diverse e le indagini vanno eseguite per gradi. Nel vostro caso, come consigliato dalla sua ginecologa, è giusto iniziare dalla vostra mappa cromosomica. Se si escludono anomalie nel vostro corredo cromosomico, sarà necessario proseguire per altre strade. In merito alla fecondazione assistita le confermo che esiste questa possibilità ma solo ed esclusivamente se si scoprono le cause dei suoi precedenti aborti. Cordiali Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Cariotipo femminile in feto maschile

(24/11/2014 - 15:32)

Buon pomeriggio dottoressa e grazie per la sua disponibilità, questo è il risultato dell'amniocentesi: mos47,XX,+mar i(12)(p10).arr 12p13.33p11.1(230,421-34,345,585)x4[6]/46,XX[5]. Il commento è quello già precedentemente citato: Cariotipo femminile a mosaico con una linea cellulare con marcatore cromosomico sovrannumerario,caratterizzato con tecnica di aCGH come isocromosoma derivativo del braccio corto del cromosoma 12 e linea femminile a cariotipo normale. In allegato mi hanno dato il corredo cromosomico del feto dove si riscontrava l'anomalia del cromosoma 12 e cromosomi sessuali XX. Sinceramente non so chi abbia effettuato l'esame del fetino perchè non ho ancora ritirato il referto autoptico(in quanto è stata una situazione talmente provante e dolorosa che ho preferito non sapere altro), ricordo benissimo, però, che al momento dell'aborto mi hanno detto che si trattava di un maschietto. Siccome ora sono in gravidanza rivedendo il tutto mi è saltato all'occhio questa contraddizione. Grazie ancora per la sua gentilezza e disponibilità.

Santa

Gentilissima,
ho richiesto il referto del cariotipo con array CGH per avere qualche elemento in più per risponderle. Il fetino aveva un cariotipo con tetrasomia 12 p a mosaico riconducibile alla sindrome di Pallister-Killian come le è già stato spiegato. Per quanto concerne, la presenza di un fenotipo maschile con cariotipo femminile, visto che dubito che sia stata fatta un'ecografia per verificare la presenza di eventuali annessi femminili, possiamo effettuare solo ipotesi:
- riscontro di Ipertrofia del clitoride e quindi in realtà di apparenti genitali maschili
- presenza del gene SRY (sex determing region Y), normalmente situato sul cromosoma Y, traslocato su qualche altro cromosoma; ciò si sarebbe potuto verificare con altre indagini molecolari.
- In letteratura, ad ogni modo sono riportati casi di soggetti con cariotipo femminile e SRY negativo; ciò si spiegherebbe con altri geni alterati coinvolti nel meccanismo della differenziazione sessuale.
Cordiali saluti

Dott.ssa Ketty Perrotta
Specialista in Genetica Medica

Cariotipo femminile in feto maschile: è possibile???

(24/11/2014 - 15:02)

Buon pomeriggio dottoressa, purtroppo ho dovuto interrompere la mia gravidanza alla 21ª settimana per polimalformazioni fetali. Dall'amniocentesi risultava quanto segue: Cariotipo femminile a mosaico con una linea cellulare con marcatore cromosomico sovrannumerario, caratterizzato con tecnica aCGH come isocromosoma derivativo del braccio corto del cromosoma 12 e una linea femminile a cariotipo normale. A questo quadro è stata associata la sindrome di Pallister-Killian. Volevo sapere se è possibile, nonostante le numerose ecografie effettuate che rilevavano la presenza di un feto maschio confermato poi al momento dell'aborto, che risulti un cariotipo femminile. Grazie per la sua disponibilità e il tempo che vorrà dedicarmi.

Lettera non firmata

Gentilissima Signora,
cortesemente potrebbe riportare il referto del cariotipo completo di array CGH ottenuto dall'amniocentesi? L'esame del fetino è stato effettuato da un genetista? Cordiali saluti

Dott.ssa Ketty Perrotta
Specialista in Genetica Medica

Il cariotipo e esami immunologici si devono eseguire anche si è già avuto una gravidanza?

(20/11/2014 - 15:08)

Buongiorno, ho 41 anni. Ho avuto una gravidanza andata a buon fine (dic. 2012) però con parto anticipato indotto (a 36+5) perché risultai positiva al test di Kleihauer-Betke effettuato perché sentii improvvisamente ridotti e di molto i movimenti fetali. Io e mio marito stiamo ora riprovando ad avere il secondo figlio ma ho avuto 2 aborti spontanei: uno ad aprile (a circa 6 settimane ed eseguita isteroscopia) e il secondo a settembre (tra 9 e 10 settimane e fatto aspirazione). In entrambi i casi non ho avuto perdite di sangue ma, me ne sono accorta solamente alla visita di controllo constatando l'assenza di battito cardiaco. Ho richiesto al mio dottore (risiedo a Parigi) degli esami da fare, menzionando inoltre che nella mia famiglia di origine ci sono casi di problemi a livello immunologico ed ematologico. Mi sono state prescritte delle analisi da fare. ma non il cariotipo. Né esami ad esempio per il lupus o altro, perché secondo lui, se ho avuto una gravidanza andata a buon fine, vuol dire che io non ho problemi nè cromosomici nè immunologici. Volevo chiedere se quello che lui dice è giusto, se dovrei fare altre analisi e soprattutto un'opinione da un medico italiano. Di seguito le analisi che mi sono state prescritte: NFS Plaquettes Ac anti phospholidides Ac anti cardiolpines AC anti nucléaires AC anti DNA TCA avec Recherche anticoagulant circulant Fibrinogène ?2GPI RPCA Mutation V Leiden Mutation facteur II FII 20210A Protéine C, Proteine S Antithrombine III Homocystéinémie TSH AC anti thyroidiens fsh estradiolemie amh.
Grazie in anticipo per il vostro aiuto e supporto

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
gli eventi abortivi sono possibili e frequenti. Certo che se intervengono fattori ulteriori e predisponenti, oltre il rischio di specie (1/300) e quello ulteriore per età materna, è chiaro che aumentano le possibilità. Concordo in parte rispetto ciò che le è stato detto. Una gravidanza andata a buon fine non può escludere in maniera assoluta che lei e suo marito non possiate avere un cariotipo cromosomico predisponente a qualche anomalia... ma per fortuna sono condizioni rare. Lo stesso dicasi per i fattori immunologici. Per quest'ultimo aspetto però vedo che le hanno prescritto una serie di esami utili a verificare se va tutto bene. Inserirei, dunque, tra gli esami da fare, anche un cariotipo di coppia. Per il resto va bene così. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Sindrome di Pringle o sclerosi tuberosa

(20/11/2014 - 11:42)

Salve, sono una ragazza di 30 anni ed io e mio marito stiamo pensando di voler avere un bambino... Volevo chiederle un'informazione: al fratello di mio marito è stata diagnostica la sindrome di Pringle anche se asintomatica. Mi chiedevo, visto che si tratta di una malattia rara congenita, cosa comporterebbe ad una nostra futura gravidanza e se sia il caso che anche mio marito facesse dei controlli in merito. La ringrazio in anticipo e attendo una sua risposta.

Lettera non firmata

Gentile Signora,
la malattia di Pringle (o di Bourneville o Sclerosi tuberosa) è una malattia genetica seria caratterizzata da lesioni amartomatose multiple che interessano la cute e il sistema nervoso centrale (causa di epilessia, ritardo mentale) ma anche cuore e reni. Le manifestazioni cliniche sono molto variabili e possono essere più o meno gravi. La trasmissione è autosomica dominante, ossia per un soggetto affetto esiste un rischio del 50% di trasmettere la patologia ai figli, indipendentemente dal sesso. In alcuni casi la patologia può insorgere da mutazioni de novo, cioè senza che nessuno dei genitori sia affetto. Se in suo cognato è già stata individuata una mutazione genica per la malattia di Pringle, occorre verificare se l'ha ereditata da uno dei due genitori o è de novo. Nel caso in cui fosse ereditata da uno dei genitori, sarebbe opportuno estendere il test anche a suo marito. Se i genitori (i suoi suoceri) non possono essere indagati, sarebbe opportuno per suo marito fare ad ogni modo il test genetico. Qualora suo marito presentasse la mutazione, potrebbe essere effettuata la diagnosi prenatale per i vostri figli. Cordiali saluti

Dott.ssa Ketty Perrotta
Specialista in Genetica Medica

Sindrome di Potter e Cariotipo 46 XY maschile normale

(06/11/2014 - 17:41)

Ho dovuto interrompere la gravidanza a 20+4 per sindrome di Potter il 18 settembre. Oggi mi hanno consegnato il cariotipo del feto dove c'era scritto 46 XY maschile normale. Cosa significa? Che è stata una casualità? Che non devo fare un'indagine genetica e posso cercarne un altro tranquillamente? Grazie per la disponibilità

Lettera non firmata

Egr Sig.ra,
le informazioni che ci trasmette sono incomplete. In particolare quando parla di Potter intende la Sindrome di Potter, cioè il Rene policistico recessivo? Oppure le hanno parlato di sequenza Potter? Ad ogni modo in entrambi i casi il cariotipo citogenetico 46, XY non ha nulla a che vedere con tale situazione. Il rene policistico recessivo, ad esempio è determinato da un gene, il PKHD1, le cui mutazioni si trasmettono con modalità autosomica recessiva, per l'appunto, da genitori che sono entrambi portatori sani. Questo significa che in una successiva gravidanza potreste avere il 25% di probabilità di riavere lo stesso problema. Le consiglio di ricorrere ad una consulenza genetica per verificare tale eventualità, magari tramite indagini genetiche da eseguire prima di intraprendere una successiva gravidanza. Cordiali saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Valore LR nei test genetici di paternità

(01/11/2014 - 16:53)

Buongiorno dottori. Vi scrivo in quanto ho eseguito un test del dna per accertamento di paternità. L'esito ha dato compatibilità maggiore del 99,9999%. Ma nel referto che mi è stato consegnato c'è un altro valore che non riesco a decifrare e non so a cosa si riferisce. LR con valore 1,032643556*10 alla 12. Cosa significa e a quanto corrisponderebbe? Scusate, ma non capisco, oltre a non essere un genio in matematica. Grazie

Paolo

Egr Sig. Paolo,
quello che le hanno dato è il LR, ovvero sia il rapporto di verosimiglianza (Likelyhood Ratio). Questo dato tiene conto del rapporto della probabilità di un’ipotesi che un PADRE sia il padre biologico di un FIGLIO in esame, rispetto alla probabilità dell'ipotesi che il padre presunto stesso non sia il padre biologico, e che quindi la compatibilità sia solo casuale. Il valore sarà tanto più elevato quanto più probabile è l'ipotesi che il padre sia davvero il padre biologico di quel figlio. Detto questo, per trasformare il valore della LR in probabilità di paternità si applica una formula detta di Essen Moeller. Tale applicazione trasformerebbe il numero della LR che ha indicato in una probabilità di paternità di circa 99,999999999904%. Mi sembra un ottimo risultato. Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Anemia mediterranea

(30/10/2014 - 09:23)

Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni e il mio ragazzo ne ha 27. Stiamo per prendere casa ma c'è una domanda a cui non abbiamo ancora avuto risposta. Noi abbiamo entrambi un'anemia mediterranea leggera, non ha livelli gravi tantoché non abbiamo nessun sintomo al riguardo. Abbiamo letto in giro che avremo problemi ad avere figli insieme. Io volevo avere dei chiarimenti in merito e capire se al giorno d'oggi ci sono nuove possibilità per noi di avere figli senza rischi di averli malati. Attendo una risposta. Vi ringrazio di cuore.

Lettera non firmata

Cara sig.ra,
quando parla di anemia mediterranea leggera intenderà, penso, che entrambi siete portatori sani quindi microcitemici. Premesso che è fondamentale accertarsi se è effettivamente così, il portatore sano (condizione di Talassemia minor) microcitemico si trova nella condizione di poter trasmettere ai figli sia un gene malato che uno sano. In questa forma di portatore sano la talassemia è quasi asintomatica (un esame emocromocitometrico la svela). Immagino che non abbiate fatto il test genetico. Vi consiglio di farlo (si tratta dello studio mediante il vostro DNA per la ricerca delle mutazioni del gene della Beta Globina, o Alfa Globina). La scoperta della mutazione eventualmente presente in voi è utile per monitorare, durante la gravidanza, se il feto le ha ereditate entrambi. Infatti, se voi due siete entrambi portatori sani di Beta Talassemia, avete il rischio del 25% di avere bimbi con la Talassemia Major. Riguardo la sua domanda se potete avere figli sani e senza rischi: a parte questo rischio a priori del 25% di avere figli malati, avete al contrario 3 possibilità su 4 di averli sani (2 su 4 portatori sani come voi, 1 su 4 sani completamente). Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Significato variante cromosomica

(24/10/2014 - 11:14)

Salve, mi chiamo Gaetano, ho dei disturbi cronici da tantissimo tempo dei quali pero non vi è chiarezza su diagnosi e causa.. le visite neurologiche che ho fatto non risultano nella norma (ho fatto diverse visite con neurologi diversi, tutti molto considerati, e mi trovano tutti segno di babinski bilaterale, iperreflessia rotulea ecc.... ma il problema è che ho diagnosi diverse, ossia: malattia degenerativa del sistema nervoso, lieve paraparesi spastica, mielopatia spondilogena livelli multipli e somatizzazione)... ora, siccome dalla varie analisi e esami che ho fatto (risonanze magnetiche, esami neurologici ecc) sembra non risultare niente che possa spiegare la causa di questi sintomi neurologici, mi hanno invitato a provare la strada della causa genetica... a tal proposito, la domanda che vorrei porvi è la seguente: siccome alla nascita mi hanno trovato questa variante cromosomica: cariotipo 46, XY, (inv.) 9qh tipo 2, che sulla base delle conoscenze dell’epoca (1982) non hanno potuto formulare un giudizio sul significato di tale variante, adesso il mio medico di famiglia ha voluto approfondire, e mi ha detto che è una variante piuttosto rara di cui non sa dirmi nulla, e quindi di contattare un genetista. Voi sapreste dirmi il significato di questa variante cromosomica e se possa c entrare o meno con i miei problemi di salute? Vi ringrazio tantissimo e anticipatamente per la vostra risposta e per il vostro interesse.. rimango in attesa... Gentili saluti

Gaetano

Buongiorno sig. Gaetano, la variante cromosomica 46, XY, (inv.) 9qh tipo 2 rappresenta una delle inversioni più comuni (circa 1% della popolazione). Trattasi di un aumento dell'eterocromatina pericentrometrica che modifica leggermente la posizione del centromero del cromosoma 9. Questa variante non produce anomalie sul fenotipo clinico. Sulla sua situazione clinica, supposto che veramente abbia una base genetica, le consiglio di rivolgersi in un buon Centro di studio e di ricerca delle malattie neurodegenerative ereditarie e/o sporadiche. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Displasia ereditaria dello smalto dei denti

(23/10/2014 - 13:04)

Buongiorno Dottoressa, sono la mamma di una bambina di 10 mesi, alla quale non sono ancora spuntati i primi dentini. Sia io che mia sorella siamo affette da displasia dello smalto dentario, difetto ereditato da nostra madre che non rintraccia però nella sua famiglia altri casi (nemmeno i suoi fratelli e sorelle ne sono affetti). Il papà della mia bambina è sano. Dalle mie ricerche so che ci sono buone probabilità che io le abbia trasmesso il difetto. Volevo però chiedere un parere più preciso e capire anche se a questo punto, data l'età di mia figlia, lo scoprirò a breve, se mia figlia ha qualche possibilità di avere denti sani. La ringrazio per l'attenzione.

Lettera non firmata

Gentilissima Signora,
la displasia dello smalto (amelogenesi imperfetta) può essere acquisita o ereditaria. La familiarità della caratteristica, presente in lei, sua madre e sua sorella, depone per una forma ereditaria a trasmissione autosomica dominante; ciò significa che lei ha il 50% di probabilità (1 su 2) che sua figlia sia affetta da displasia dello smalto. Su eventuali altri figli ci sarà la stessa probabilità di trasmissione. Cordiali saluti

Dott.ssa Ketty Perrotta
Specialista in Genetica Medica

Schizofrenia

(22/10/2014 - 17:19)

Buongiorno dottore, sono una ragazza a 29 anni, sto cercando a avere un bambino. Purtroppo 10 giorni fa ho avuto un aborto spontaneo in ottava settimana. Ma ho le mie altre preoccupazioni. La mia mamma ha la Schizophrenia e disturbi mentali il mio papa e sano, anche tutti miei nonni materni e paterni sono sani, anche i tutti bisnonni, non abbiamo altri parenti malati. Ma la mia domanda principale è: potrei essere portatore sano di malattia di mia mamma? E quale esame devo fare per capire se sono il portatore? È meglio fare amniocentesi nella mia prossima gravidanza? Grazie in anticipo! Cordiali saluti,

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
la schizofrenia è un disordine mentale che colpisce circa lo 0,7% della popolazione mondiale e non è considerata quindi una malattia rara. Clinicamente è molto variabile ed i sintomi sono difficilmente individuabili prima della comparsa degli stadi avanzati della malattia. La malattia è di solito progressiva con recidive di crisi psicotiche acute durante i primissimi anni di vita. Dopo questo periodo, i pazienti tendono a stabilizzarsi anche se la gravità dei sintomi residui è variabile. Sono implicati nella malattia diversi fattori eziologici: la schizofrenia è una malattia che dipende anche da cause ambientali quindi non è possibile stabilire se lei è una portatrice sana in quanto la schizofrenia è una malattia multifattoriale poligenica. In alcuni casi si eredita la predisposizione ad avere questo problema ma poi altri fattori esterni concorrono al determinismo della patologia. La storia clinica di sua madre potrebbe annoverarsi come caso isolato. Vi sono numerosi geni implicati indicati come responsabili della schizofrenia nelle varie forme, ma la diagnosi genetica non è ancora disponibile. Per quanto riguarda l'aborto alla ottava settimana, si affidi al suo ginecologo per verificare la possibilità di eseguire alcuni esami di controllo in vista di una futura gravidanza, e perchè no, in sedicesima settimana di gestazione l'amniocentesi che la metterebbe al sicuro nei riguardi delle patologie cromosomiche e genetiche identificabili con tale procedura. Per il resto stia pure tranquilla. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Rischio autismo

(17/10/2014 - 22:33)

Buonasera, sto pensando con mio marito ad un figlio, ma ho un grande dubbio che spero possiate risolvere. Ho un fratello poco più giovane di me con autismo. È l'unico caso nella mia famiglia, mentre mio marito non ha casi di questo tipo in famiglia. Data la parentela stretta con mio fratello, vorrei sapere a che rischi posso andare incontro. Grazie mille

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
l'autismo, malattia neurologica dello sviluppo caratterizzata da deficit nella socializzazione e nella comunicazione e comportamenti ripetitivi e stereotipati, si considera una malattia comune presente in un bambino ogni 500. Generalmente è quattro volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine. È vero che gli studi dei casi familiari e dei gemelli hanno rilevato una significativa componente genetica ma soprattutto quando è associata a specifiche malattie genetiche, come la sclerosi tuberosa e la sindrome dell'X fragile o ad anomalie cromosomiche. I casi isolati hanno una componente eziologica sconosciuta. e la diagnosi si basa sull'esame clinico stabilita da esperti. Per quanto riguarda la sua domanda specifica, l'autismo è più frequente nelle famiglie che hanno già avuto un bambino affetto, rispetto alla popolazione generale. Se non vi sono state identificate patologie associate ad autismo e genetiche, il rischio di ricorrenza è stimato in circa 5-10%, ma ripeto non è possibile determinarlo a priori. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Grado di parentela di VII grado

(16/10/2014 - 10:02)

Gentilissimo, sono fidanzata da quattro anni con un uomo stupendo che diventerà mio marito il prossimo anno. Stiamo provando ad avere un figlio. Abbiamo di recente scoperto un lontano grado di parentela che ignoravamo. Se non abbiamo sbagliato i calcoli, dovremmo essere parenti di settimo grado, poiché il mio bisnonno, ovvero nonno di mio padre, aveva un fratello che era a sua volta padre del nonno del mio fidanzato, cioè i nostri bisnonni erano fratelli. Questa cosa ci crea qualche preoccupazione. C'è rischio per la futura salute di nostro figlio? Grazie mille

Elena

Cara Elena,
un matrimonio tra consanguinei generalmente fa aumentare la prevalenza alla nascita di individui con disordini recessivi (malattie autosomiche recessive trasmesse da entrambi i genitori che sono portatori sani), ma alcuni contributi scientifici (Mc Kusik e colleghi (Khoury et al. 1987) nell’American Amish Community and Bundey and Aslam (1993) nel British Pakistani Community) hanno indicato che anche le patologie non-genetiche, cromosomiche, autosomiche dominanti, X-linked, occorrono nella prole di unioni tra consanguinei, con evidenza di un rischio aumentato di ritardo di sviluppo, malattie croniche ecc. Questo rischio aumenta in presenza di matrimoni consanguinei multipli nell’ambito della stessa parentela. Mentre non esisterebbe un incremento misurabile dell’incidenza degli aborti spontanei o dell’infertilità. Detto questo, se i vostri calcoli sono esatti, ci troveremmo di fronte una consanguineità multipla, dove il calcolo del rischio può essere complicato. In genere, una volta identificati gli avi in comune, occorre calcolare la probabilità che una gravidanza sia omozigote, per discesa, per ogni avo in comune e sommarle per ottenere il rischio complessivo. Per farla breve, in teoria, in caso di parentela di VII grado, la proporzione dei geni condivisi è dello 0,7 % (cioè 1/128). Rischio basso e trascurabile che non deve preoccuparvi. Una consulenza genetica può essere utile ad identificare e correggere questo rischio empirico. Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

È possibile "falsificare" o "manomettere" un test di paternità e maternità?

(12/10/2014 - 20:18)

Buonasera, sono nuovo in questo forum. Sono maschio, vorrei sapere se fosse possibile "falsificare" o "manomettere" un test di paternità e maternità. Il risultato so che dovrebbe essere rappresentato con grafico che nota la compatibilità genetica in base all'analisi dei loci. Tuttavia se uno volesse, potrebbe far uscire risultati diversi rispetto a quelli che vengono fuori dall'analisi genetica? Si può intervenire sull'analisi e modificare i risultati in qualche modo? O, dato che la macchina e non l'uomo porta avanti il test, non è possibile giungere a errori o a risultati diversi? Grazie mille, saluti ps: so che non è solito fare ciò, ma io direi in linea assurda e paradossale, sarebbe possibile o non ci sono modi alcuni per intervenire umanamente nell'analisi?

Lettera non firmata

Egr. Sig.re,
il DNA è unico ed inequivocabilmente trasmesso dai propri genitori. Faccio questa premessa perchè qualsiasi laboratorio attrezzato ad eseguire un tale test è in grado di confermare o smentire quanto fatto da altri. Per questa ragione dubito che esista qualcuno che possa "alterare", per fini diversi, l'esito di un esame così importante e, ripeto, e mi scuso per il gioco di parole, ripetibile. Detto questo, anche un test di paternità è determinato dall'uso di strumenti, protocolli di laboratorio e lavoro umano. Questo significa che l'infallibilità "assoluta" non è possibile, in nessuna disciplina medica, ma la certezza di certi risultati, raggiungibili con le moderne tecniche oggi disponibili, è veramente rassicurante. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Agenesia renale bilaterale

(09/10/2014 - 17:57)

Buonasera, Sono una donna di 33 con un bimbo di tre e in cerca di una nuova gravidanza. Volevo capire se avendo tre settimane fa dovuto interrompere una gravidanza di 20+4 per sospetta agenesia renale io possa cercare subito un altro bimbo o se sia meglio attendere la consulenza genetica... potrei rischiare di avere di nuovo problemi? Desideriamo tanto dare un fratellino/sorellina al nostro bimbo e soffriamo tantissimo per questa perdita. Grazie

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
non ho la possibilità di fornirle una risposta certa, visto che le informazioni che cita sono incomplete. Innanzitutto riferisce di avere interrotto la gravidanza per un "sospetto" di agenesia renale bilaterale: questo sospetto è stato chiarito poi dopo l'interruzione? È stata eseguita un’autopsia. Hanno verificato se vi era l'esistenza di altre problematiche correlate? Ed ancora, vi sono casi analoghi nella sua famiglia ed in quella del suo compagno? Io, al suo posto, una consulenza genetica penserei di richiederla... Tenga presente, ad ogni buon conto, che un agenesia renale bilaterale potrebbe anche avere alla base un determinante genetico. Sono stati decritti casi a trasmissione recessiva e dominante ed ipotizzato un ruolo importante per alcuni geni (ad es. FGF20, ITGA8, RET). Mi faccia sapere

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Potrei essere portatore sano di anemia mediterranea?

(09/10/2014 - 14:11)

Buongiorno dottore, io e mio marito (entrambi 28 anni) stiamo cercando il nostro primo bambino. Mio marito da piccolo per anemia ha fatto dei controlli ed è risultato essere portatore sano di anemia mediterranea (purtroppo non ho altre indicazioni). Su indicazione della ginecologa ho eseguito l'elettroforesi dell'emoglobina con i seguenti valori: HB fetale < 0.5); HB anomale 0.0 (range assenti); HBA2 3.0 (range 2.2 - 3.2); ferritina 32 (range 10-291); Tsh 1560 (range 0.550-4.780). Dal leucogramma citochimico differenziale l'unico esame che non rientra nel range sono le cell. monocitiche 3 (range 4-8). Altri valori: emoglobina 13.2 (range 12-17). Tra due settimane ho appuntamento con la ginecologa per portarle l'esito degli esami, ma nel frattempo vorrei porle due domande: Potrei essere anch'io portatore sana di anemia mediterranea? Devo fare ulteriori esami per avere la certezza? La ringrazio in anticipo per la sua risposta

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
lo stato di portatore sano di anemia mediterranea (malattia autosomica recessiva determinata soprattutto dai geni HBB, HBA1, HBA2) si pone spesso solo dopo avere eseguito un emocromo con formula. Se questo lascia dubbi il test genetico dei geni di cui sopra conferma o smentisce tale ipotesi. Spesso una mutazione in eterozigosi del gene HBB si trova in soggetti portatori sani microcitemici. La frequenza in Italia, dei portatori sani, è variabile ed elevata. Se il suo emocromo è normale (non vedo la formula ma a quanto pare è normale) non dovrebbe preoccuparsi. Mi chiede se fare ulteriori esami per escludere che lei non sia portatrice. Statisticamente parlando non serve. Non dovrebbe essere portatrice. Esistono talassemie silenti, però, in cui neanche i portatori sani sono identificabili con l'emocromo, ed a volte anche i test del DNA, per lo studio dei geni correlati, sono esaustivi (in virtù del fatto che non tutte le mutazioni responsabili sono note). In generale le dico: stia tranquilla. Se il suo compagno è portatore sano e lei no, avete solo il 50% di possibilità di fare un figlio portatore sano ed il 50% sano completamente. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Portatrice X fragile?

(08/10/2014 - 15:14)

Buonasera, sono una ragazza di 32 anni e mia sorella è una portatrice sana della sindrome dell'X fragile, di conseguenza i miei 2 nipotini maschi sono affetti. Alla luce di ciò anch'io, già anni fa, effettuai le analisi per capire se sono portatrice allo stesso modo. Quando i risultati furono pronti parlai telefonicamente con il genetista che mi accennò per telefono di essere portatrice ed il referto fu poi ritirato da mia madre. Tale referto l'ho mantenuto chiuso in un cassetto per anni, vivendo nell'angoscia di affrontare il problema a tempo debito. Può immaginare il dolore con 2 nipotini affetti. Ora mi trovo ad affrontare il problema, desiderando avere presto un figlio e pensando di ricorrere alla diagnosi genetica preimpianto. Così ritrovo nel cassetto quel referto decisa a recarmi da un genetista per ricevere una consulenza. Sul referto c'è scritto: Tessuto: sangue periferico Bendaggi utilizzati: GTG, CBG Cariotipo: 46, XX Note: Cariotipo femminile normale. L'analisi citogenetica non ha evidenziato la presenza del sito fragile del cromosoma X in Xq27.3 (FRAXA). Dati immagine ORTHO II 1' 57.3/97.3 Mi sorge un dubbio, dove si evince che sono portatrice? Sul referto non è scritto altro. Grazie in anticipo

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
da questo referto effettivamente sembrerebbe non essere portatrice di X Fragile. Tuttavia il test eseguito è stato negli anni sostituito da un altro più preciso e sensibile, che le consiglio di effettuare. Si tratta dello studio molecolare del gene FMR1 che oramai tutti i laboratori attrezzati di genetica molecolare sono in grado di realizzare. Solo un risultato negativo da un test molecolare di questo tipo la può tranquillizzare in maniera assoluta. Mi tenga al corrente…

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Indagini genetiche per capire se i genitori siano portatori sani

(07/10/2014 - 13:46)

Buongiorno Professore. Ho 36 anni e sono alla mia prima gravidanza. Le scrivo perchè, avendo deciso di sottopormi alla villocentesi, sto cercando di documentarmi un po' sull'argomento e mi ritrovo alquanto disorientata. Sembra che esista una sorta di "pacchetto standard" di malattie genetiche che vengono ricercate sul prelievo dei villi. Tuttavia ho letto che per alcune malattie, come la talassemia o la fibrosi cistica, la possibilità di essere portatori sani è abbastanza alta. Per cortesia, potrebbe indicarmi a quali test genetici io e mio marito dovremo sottoporci al fine di capire se siamo portatori sani di alcune patologie e quindi di andare specificamente a richiederle quando mi verrà effettuata la villocentesi? RingraziandoLa anticipatamente, porgo Cordiali Saluti.

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra,
negli ultimi anni si sono diffusi i protocolli di studio nei riguardi di alcune malattie genetiche ereditarie, soprattutto per quelle ad incidenza più alta nella popolazione. Sono patologie trasmesse, in genere, da portatori sani che non sanno di esserlo. La Fibrosi Cistica, ad esempio, che ha un incidenza di nati affetti di 1/2500-2700 in Italia, è trasmessa da entrambi i genitori che sono portatori sani della patologia. Oppure la SMA (Atrofia Muscolare Spinale) con incidenza di circa 1/5000. Altre patologie genetiche, tra le più frequenti in Italia che vengono studiate sono la Distrofia Muscolare di Duchenne (madri portatrici sane che trasmettono la mutazione soprattutto ai figli maschi) oppure la Sindrome di Martin Bell (X-Fragile), anche qui con lo stesso meccanismo di trasmissione della Duchenne. Per quanto riguarda la Talassemia, solitamente, i portatori sani sanno di esserlo perchè basta un esame emocromocitometrico per averne il sospetto. La scelta quindi se voler richiedere anche lo studio di queste patologie deve essere presa liberamente ma soprattutto dopo averne appreso il significato nell'ambito di una consulenza genetica, che le consiglio di fare. Oggi le potenzialità diagnostiche in diagnosi prenatale hanno raggiunto traguardi inaspettati, ma è importante approcciarsi a tali opportunità in maniera consapevole.
Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Non vorrei abortire, ma solo prevenire...

(03/10/2014 - 10:03)

Salve. Ho 39 anni e sono nella mia seconda gravidanza (ancora non so al certo se al primo mese perché non mi è stato fatto nessun esame) ed ho molta angoscia per quanto riguardano i rischi per la mia avanzata età e per quanto riguardano gli esami in merito... Vorrei sapere: Villocentesi O amniocentesi, che non so se un solo esame o due... potrebbe(ro) aiutare a guarire qualche problema, o solo per individuare delle sindromi varie o altri problemi e metterci nel scegliere di abortire o meno? Leggo tanti documentari, ma non riesco a capire con esattezza quello che spiegano per quanto riguardano le patologie ereditarie rilevate e le conseguente misure... Insomma, aiuta(no) a evitare con terapie idonee a bloccare determinate forme di malattie o che si sviluppino malformazioni nel feto?... Per la mia prima gravidanza in cui avevo 33-34 anni, ho firmato che non avrei fatto l'esame/o gli esami in questione, oltre quelli esami di sangue di prassi... questa volta, non so come fare... Ho paura che ci sia qualche dubbio o che riscontrino qualcosa e non vorrei abortire, ma solo prevenire... La ringrazio molto. Cordiali Saluti,

Rosa Maria

Cara Sig.ra,
affrontare una gravidanza serena e fare scelte consapevoli è molto importante. Per questo si affidi totalmente alle indicazioni del suo ginecologo.
Per quello che è di mia competenza le posso dire che la villocentesi, prelievo di cellule del trofoblasto eseguita tra la 10a settimana di gestazione e la 13a, generalmente, viene eseguita quando ci sono le indicazioni (ecografiche, età avanzata, patologie genetiche familiari).
L'amniocentesi, eseguibile tra la 16a e la 18a settimana (ma anche oltre) è invece caratterizzata dal prelievo di liquido amniotico mediante guida ecografica. Entrambe le tecniche sono sovrapponibili, una esclude l'altra (a meno di casi eccezionali dove bisogna verificare alcuni dati emersi con la villocentesi, mediante amniocentesi).
Le malattie identificabili con la diagnosi prenatale di routine hanno una connotazione ben specifica, si conoscono e, quasi sempre, è difficile intervenire. Ad oggi la maggior parte delle malattie cromosomiche e genetiche rilevabili con la villocentesi e l'amniocentesi non sono terapeuticamente affrontabili. In alcuni casi, alcuni approcci medicali e chirurgici servono a mitigare gli effetti delle singole patologie, ma non curarle definitivamente. Scegliere se fare una villocentesi o un amniocentesi dipenderà, oltre dall'anamnesi, anche dai vari controlli che il suo ginecologo le farà fare.
Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma