21.04.2014
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Il Medico Risponde

Il Genetista risponde

a cura dei Dottori
Giovanni Buonsanti
Alvaro Mesoraca


Raggi X e problemi genetici: quali esami effettuare?

(10.04.2014 - 09:21)

Buongiorno, premetto che ho avuto l'ultima mestruazione il 4/03/2014. In data 26/03/2014 mi sono dovuta recare al Pronto Soccorso in seguito ad una forte sciatalgia con scariche elettriche nella colonna vertebrale. I medici, al fine di escludere una gravidanza, prima di iniziare la terapia, mi hanno fatto le analisi delle Beta Hcg con risultato 0.1- non in stato di gravidanza e successivamente sono stata sottoposta a una lastra alla zona lombare. Ieri, 9/04/2014 ho scoperto di essere incinta con valori della Beta Hcg a 2600 (equivalenti alla 5° settimana). Vorrei sapere quali sono i rischi per l'embrione (probabilmente non ancora impiantato) derivanti dai raggi X e quali sono le analisi che posso effettuare per escludere eventuali mutazioni genetiche e/o malformazioni e quando posso farle?

Lettera non firmata

Cara Sig.ra,
la dose eventualmente assorbita dall'embrione avrebbe un’intensità pressappoco intorno ai 4 millesimi di rad, il che ci vorrebbero altre 1000 radiografie per raggiungere la soglia di sicurezza dei 5 rad. Generalmente le radiazioni, ma non così basse come potrebbe essere avvenuto nel suo caso, ma di alcune decine di rad, o provocano l'aborto o non fanno assolutamente nulla e la gravidanza procede normalmente. Esiste un numero del Policlinico Gemelli di Roma (06 3050077) dove potrebbe trovare qualche risposta più dettagliata. Nel frattempo stia tranquilla e si affidi al ginecologo che dovrà valutare eventualmente altri rischi, se dovessero esserci.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Positiva a tutte e tre le trisomie!

(07.04.2014 - 10:41)

Buongiorno, sono una donna di 32 anni alla mia 2 gravidanza. La prima si è conclusa alla 10 settimana per una mola vescicolare parziale embrionata, ora sono alla 16 settimana e la prossima settimana farò l'amniocentesi per via del risultato del bitest fatto in una clinica privata: i risultati: free beta hcg 22,72 ui/l (mom 0,52) papp-a 0,66 ui/l (0,19) translucenza nucale 2,6 mm, risultati trisomia 21: 1:39 trisomia 13/18 1/60 il mio ginecologo non rileva anomalie in ecografia e pensa sia un falso positivo. Lei cosa ne pensa? Se fosse confermata una trisomia potrebbe esserci una correlazione con la mola vescicolare?? Ho tanta paura di non riuscire a diventare madre, e mai avrei immaginato di avere questi problemi a 32 anni e il mio compagno 33... posso sperare che sia un falso?? Grazie

Lettera non firmata

Egr Sig.ra,
la invito a stare tranquilla ed eseguire l'amniocentesi con serenità. Certo che possono esistere i falsi positivi al bitest. È sempre un esame probabilistico che ha bisogno di conferme con le tecniche non invasive. Non dovrebbe esserci correlazione con la mola vescicolare. La mola vescicolare si osserva con frequenza variabile secondo la razza e le varie regioni: in media si osserva in 1 gravidanza su 2.000-2.500. Colpisce le pluripare più spesso delle primipare (4:1), e con frequenza crescente le donne dai trentacinque ai quarant'anni. Si sa sulle cause che la determinano. Mi tenga al corrente…

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Microcefalia - macchie caffelatte

(07.04.2014 - 01:41)

Buongiorno, sono la mamma di un bimbo di quasi quattro anni, nato con le seguenti misure peso 320kg, c.c. 34, lunghezza 52 cm. Nato a termine! La circonferenza cranica cresce normalmente fino all'età di un anno dove si arresta al 3 percentile (45cm) per poi arrestarsi completamente a quella misura! Premetto che il bambino in peso e sempre stato più o meno al 50 percentile e che in terza era sul 93 percentile! Inoltre verso un anno ho notato queste macchie caffè latte, precisante 6 (ora sono aumentate, sono 9 circa), che ci hanno potato ad effettuare una serie di analisi per sospetta Nf1! Il bambino e seguito da un neuropsichiatra, che non ha rilevato nessun tipo di ritardo psico-fisico, se non una lieve mancanza di equilibrio! Solitamente i pazienti affetti da nf1 hanno un c.c al di sopra della media ed una statura molto bassa! Ultimamente mi sono imbattuta in una pagina dove si dibatteva sulla sindone di Nijmeghen breakage dove sono presenti alcuni dei sintomi che ha mio figlio (macchie caffellatte; microcefalia asintomatica) però anche in questo caso i pazienti hanno alti problemi (infezioni respiratorie statura bassa) che mio figlio non presenta! Sono molto confusa e preoccupata in quanto non riesco ad avere un quadro su cosa possa avere mio figlio! Preciso che sin da piccolo il bambino ha sofferto di pavor nocturnus, che si è placcato da un anno a questa parte, però recentemente a cominciato a russare e dormire a bocca aperta (sin da piccolo ha sofferto di otiti), una possibile infiammazione alle adenoidi può provocare in alcuni casi alcuni di questi sintomi? Abbiamo fatto l'esame molecolare per nf1 nonché nd1 linked 1 nel luglio del 2013 e siamo ancora in attesa dei risultati. La ringrazio per la cortese attenzione

Lettera non firmata

Egr Sig.ra,
innanzitutto spero che suo figlio sia stato visto da un genetista clinico. In caso affermativo sicuramente sono stati posti alcuni paletti fondamentali, tra cui quello di dover, immagino, escludere la Neurofibromatosi. In effetti vedo che sta attendendo tale risultato che, ribadisco, è fondamentale. Anche se alcune evidenze possano far sospettare altre malattie, perchè non sono proprie della Neurofibromatosi, consideri che l'eterogeneità clinica in questo tipo di patologie c'è sempre. Ma la presenza delle macchie caffè latte impongono tale esclusione. Abbi pazienza e fiducia dei test in corso e mi tenga al corrente sul risultato. Per quanto riguarda gli altri aspetti che diceva, è molto frequente vedere bambini a questa età che russano, respirano male, hanno avuto otiti catarrali a causa magari delle adenoidi o delle tonsille. Per questo si ha bisogno di una buona visita otorinolaringoiatra. Cari saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Mio figlio rischia di essere sordomuto?

(04.04.2014 - 11:26)

Buongiorno, sono una ragazza di 29 anni e sono all'ottavo mese di gravidanza e sto bene. Il bambino anche, ma sono sempre stata con un dubbio: ho i miei suoceri sordomuti dalla nascita (mio suocero sono in due su 5 figli mentre mia suocera lei su 15 fogli). Volevo sapere se mio figlio rischia di essere anche lui sordo muto? Grazie saluti.

Lettera non firmata

Cara sig.ra,
per risponderle al quesito che mi sottopone avrei bisogno di alcune informazioni: i suoceri hanno mai fatto esami di tipo genetico? Che tipo di diagnosi clinica hanno ricevuto, vale a dire che tipo di sordità? In generale le dico che vi è una sordità ereditaria con trasmissione autosomica recessiva in cui due genitori portatori sani trasmettono la mutazione, con una probabilità del 25%, ai figli che ne risultano affetti. Se i suoceri fossero stati entrambi affetti da questo tipo di sordità recessiva sarebbero stati entrambi portatori obbligati e suo marito malato. Così non è quindi dobbiamo pensare diversamente. Esistono numerose forme di sordità congenita alla nascita (la prevalenza è stimata intorno a 1,5 su 1000 nati) e quindi prevedere il rischio per un nascituro è arduo, non conoscendo la natura della sordità dei familiari. Visto che la sua gravidanza è oramai al termine le consiglio di aspettare e far effettuare l'OAE (emissioni oto acustiche) al nascituro. Per le successive gravidanze, se lo desiderate, provate ad ottenere informazioni più complete, prese per tempo. In bocca al lupo.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Mutazione MTHFR 667C>T allo stato di eterozigote

(30.03.2014 - 15:43)

Salve, sono un donna di 32 anni e il mio genetista mi ha prescritto alcuni esami genetici ieri ho ritirato gli esiti ed emerso che ho la mutazione MTHFR 667C>T allo stato di eterozigote e omocisteina e 6. vorrei farle alcune domande: come è possibile se sono allergica all'aspirina? che rischi veri di trombosi posso avere? Per fare una diagnosi pre-impianto ci sono delle controindicazioni? Grazie

Serena

Buongiorno sig.ra Serena,
Lei è eterozigote per la mutazione C677T del gene MTHR e tale condizione non è associata ad aumento dell'omocisteina (che come vede è normale). A meno che non ci siano altri fattori predisponenti può affrontare tranquillamente la diagnosi pre-impianto perchè, per il gene MTHFR, non vi sono controindicazioni. Naturalmente non c'è correlazione con l'allergia all'aspirina e nè tantomeno deve assumerla. Purtroppo si sta diffondendo, ingiustamente, l'uso di prescrivere gli anticoagulanti non conoscendo perfettamente la funzione dei geni trombofilici, che oramai vengono prescritti anche indiscriminatamente. La variante MTHFR, in particolare è legata alla produzione di un enzima che trasforma l'omocisteina in metionina tramite l'intervento della vitamina B12. Quindi un deficit di questo enzima fa aumentare l'omocisteina, fattore di rischio trombotico e problemi in gravidanza. Ma attenzione però: questo può avvenire, e non è detto (vi sono spesso altri fattori che influiscono), solo se la mutazione C677T si trova in omozigosi, è non è il suo caso. Assunto in gravidanza l'acido folico (o vitamina B9) abbassa i livelli di omocisteina, ma deve essere assunto anche quando questa è normale. Questo perchè il fabbisogno di acido folico è importante soprattutto durante le prime fasi di gestazione. Carenze di acido folico, infatti, sono associate a malformazioni neonatali, in particolare di quelle a carico del tubo neurale (DTN). Cordiali saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Prenatal Safe - Monosomia X

(26.03.2014 - 09:42)

Buongiorno prof., ho 42 anni e sono alla 13° settimana di gravidanza. Circa due settimane fa ho fatto, consigliata dalla ginecologa, il prenatal safe. I risultati dello stesso hanno evidenziato la monosomia X; la ginecologa mi ha consigliato l'amniocentesi propedeutica all'aborto terapeutico, senza darmi alcuna speranza. Io non voglio arrendermi perchè sono già mamma e so cosa vorrebbe dire... La mia domanda è la seguente: data la Sua enorme esperienza, mi partecipa gentilmente il Suo parere professionale in merito all'attendibilità del test che viene dalla società ritenuto attendibile al 99,99? Inoltre, laddove venisse confermata la positività, la mia unica strada sarebbe davvero solo l'aborto o dall'amniocentesi si può conoscere anche la gravità ed il tipo e valutare magari insieme a Lei una strada alternativa?? Sono davvero in crisi perchè i giorni che mi dividono dall'amniocentesi sono ancora tanti... Grazie per la Sua cortese risposta.

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra,
Lei fa più che bene a non arrendersi. Innanzitutto perchè il test che cita, come del resto anche gli altri similari, non ha valore diagnostico e definitivo (in rete purtroppo girano molte informazioni fuorvianti ed anche i ginecologi stessi sono confusi). Solo gli esami invasivi sono esaustivi e, in un caso come il suo a 42 anni come per sua stessa esperienza sta vivendo, avrebbe avuto bisogno di dati certi e non probabilistici. Per Sua informazione completa, ed anche per chi ci legge, le cito alcuni passaggi estrapolati da un documento recente della SIGU (Società Italiana di Genetica Umana), cioè lo Statement_NIPT-SIGU_Febbraio_2014: ........ il test presenta ancora alcuni limiti:
1. La sensibilità e specificità non sono così elevate per tutti i cromosomi ................. Il 50% delle anomalie identificate di routine con la diagnosi prenatale invasiva (DPI) non viene pertanto identificata.
2. Non distingue tra diversi tipi di aneuploidie (T21 libera, da traslocazione cromosomica o mosaicimo alto).
3. La presenza di falsi positivi, dovuti principalmente a mosaicismi placentari o a gravidanze gemellari in cui uno dei gemelli sia stato riassorbito nelle prime settimane di gestazione (vanishing twins) rende il test non diagnostico. In questi casi è fondamentale una conferma con il test invasivo.
4. Il test è condizionato dalla quantità percentuale di DNA fetale presente nel plasma ...........................
5. Nei casi di gravidanza gemellare non è possibile distinguere la condizione del singolo feto.
6. ............... dati meno consistenti sono stati ottenuti per le aneuploidie dei cromosomi sessuali (aneuploidie X ).
In definitiva per avere la certezza se il suo feto abbia o no la Sindrome di Turner (monosomia X) deve avere pazienza ed eseguire una diagnosi invasiva. Per quanto riguarda gli aspetti clinici di questa patologia, se confermata, dovrà ricorrere ad una consulenza genetica che, unitamente ai controlli ecografici, saranno utili a rispondere ai Suoi dubbi. Mi tenga al corrente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Sirenomelia

(24.03.2014 - 18:23)

Gentile Dottore, sono una ragazza di 27 anni con nessuna apparente patologia. 2 anni fa sono rimasta incinta per la prima volta ma alla 10 settimana la mia gravidanza si è conclusa con un aborto spontaneo. A settembre dell'anno scorso sono rimasta incinta nuovamente, ma purtroppo ho dovuto terminare la gravidanza alla 20 settimana perchè è stata diagnosticata al mio bimbo un’agenesia renale (per mancanza di liquido amniotico e assenza dei reni). Ho ricevuto ieri i risultati autoptici effettuati sul feto e il referto parla di feto con sirenomelia. Le trascrivo i risultati del referto anatomopatologico: Feto con sirenomelia. lunghezza cranio-coccige cm. 12,5. lunghezza estremità inferiore cm 4,5 circa. circonferenza cranica cm 14. lunghezza glabella-mento cm 2,8. circonferenza toracica cm 11,5. impianto basso dei padiglioni auricolari (sulla linea mandibolare). igroma cistico nucale. agenesia degli arti inferiori. ano imperforato. assenza dei genitali esterni. assenza dell'apparato genito-urinario. testicoli in addorme. atresia del tratto colico sigma-retto (a fondo cieco). ipoplasia dell'arteria polmonare. diffusa ematopoiesi extramidollare epatica. funicolo con 2 vasi (arteria ombelicale unica).
Ho già prenotato una consulenza genetica, ma purtroppo la prima data disponibile è tra circa un mese. Le volevo chiedere se secondo lei (anche alla luce del precedente aborto spontaneo alla 10 settimana) è possibile che queste malformazioni abbiano una causa o se è facile che siano soltanto da imputare al caso. Le allego anche gli esiti della villocentesi e funicolocentesi: Cariotipo maschile normale (11 metafasi analizzate). L'analisi del genoma fetale non ha evidenziato riarrangiamenti genomici sbilanciati correlabili ad agenesia bilaterale renale nè altri sbilanciamenti genomici clinicamente rilevanti. arr[hg19](1-22)x2,(XY)x1.
Mi scuso in anticipo se ho aggiunto informazioni che sono del tutto irrilevanti, però mi piacerebbe sapere se lei mi consiglia di fare degli accertamenti specifici e nel caso quali, o se ritiene che possa essere considerato semplicemente un caso molto sfortunato. Mi rendo conto di avere il tempo dalla mia parte, però la voglia di riprovarci è tanta, come anche la paura che qualcosa vada storto di nuovo. La ringrazio anticipatamente del suo tempo, Cordialmente

Beatrice

Egr. Sig.ra Beatrice,
premesso che in un caso come il Suo è naturalmente consigliata una consulenza genetica, come giustamente si è attivata a farlo, io penso che è molto probabile che si tratti di due eventi indipendenti e sporadici. La consulenza genetica rileverà se dall'anamnesi familiare ci possa essere una correlazione familiare ma, considerando le due esperienze prese singolarmente, spesso trattasi di "incidenti" di percorso. In particolare la sirenomelia è una rara malformazione ( con tutte problematiche cliniche correlate) che ha una prevalenza di circa 1 su 100.000 nati e di solito è sporadica. Solo in alcuni rarissimi casi è stati descritta una familiarità, ma dalla sue lettera non si evince tale cosa. Io direi, e ribadisco, vada a consulto genetico, ma abbia fiducia e guardi avanti con ottimismo.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Esito villocentesi discordante tra metodica semidiretta w coltura a lungo termine

(19.03.2014 - 08:40)

Buongiorno! Le scrivo perché sono andata a ritirare l'esito della villocentesi e il referto è il seguente: Formula cromosomica 46, XY. L'analisi colturale (eseguita su 30 metafasi) ha evidenziato un cariotipo maschile normale. Sull'esame semidiretto è stato riscontrato un cariotipo maschile a mosaico per la presenza di una linea cellulare normale (14 metafasi su 18) ed un alinea cellulare con assetto gonosomico 47, XYY (4 su 18). Mi consiglia di fare l'amniocentesi?!?!? Sula base della sua esperienza quante probabilità ci sono che anche il feto presenti cellule 47, XYY. Nel caso ci fossero cellule con questo assetto gonosomico, cosa comporterebbe nel mio bambino?!?!? Qual è il rischio maggiore a cui andiamo incontro?!?! La ringrazio sin d'ora per l'attenzione e attendo fiduciosa suo riscontro.

Lettera non firmata

Egr sig.ra,
in una villocentesi quella che viene definita “diretta” rappresenta una coltura a breve termine e riflette il cariotipo del citotrofoblasto corionico (ectoderma corionico); la coltura cellulare (coltura a lungo termine) rifletterà il cariotipo del mesoderma extra-embrionale (mesoderma corionico).
Le ho fatto questa premessa per farle capire che cellule dei villi coriali coltivate provengono da linee cellulari che sono più strettamente correlate al feto rispetto a quelle dei preparati diretti, ma risultano comunque meno strettamente correlate al feto rispetto alle cellule del liquido amniotico.
Detto questo deve tenere presente che, come per tutte le condizioni a mosaico, non è possibile stabilire una correlazione precisa tra cariotipo e fenotipo. La composizione del quadro clinico di una persona dipende non solo dalla presenza o meno di una determinata anomalia cromosomica, ma anche dalla percentuale e dalla distribuzione topografica nell’organismo dei vari cloni cellulari, nonché dall’epoca di comparsa del mosaico stesso (questi due ultimi punti non possono essere accertati in alcun modo). Un aspetto positivo però nel suo caso è che, dal momento che le condizioni a mosaico sono più sfumate di quelle omogenee, ci troviamo di fronte qui un mosaico abbastanza diluito e nei confronti di un aspetto cromosomico che un punto di vista clinico non è per niente preoccupante. Infatti i maschi 47,XYY, omogenei cioè non a mosaico, tendono ad avere normale lunghezza e peso alla nascita, la maggior parte di essi avrà una statura superiore al 75° percentile ed intelligenza conservata. Tutto quello che è stato descritto in letteratura, per ciò che i maschi 47,XYY dovrebbero avere, in un caso come il suo ad un mosaicismo così diluito le caratteristiche sono tendenzialmente sovrapponibili ad un maschio normale 46,XY. Un amniocentesi potrebbe definire meglio la percentuale di mosaico ma non la previsione certa ed assoluta degli aspetti clinici del nascituro che credo saranno normali. Ne parli naturalmente con il suo medico di fiducia.
Saluti cari

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Dati screening combinato

(13.03.2014 - 17:10)

Caro Dottore, sono una mamma di 35 anni. Giorno 05/03/2014 ho fatto ecografia primo trimestre screening combinato. I risultati dell'ecografia sono buoni. Crl 6,48 cm, nt 2,2 mm, osso nasale presente, battito cardiaco presente, tutti gli arti presenti. Il ginecologo ci conferma che il feto sta bene che non ci sono problemi. Ma la doccia fredda é arrivata con i risultati biochimici. Livello di papp-a o,90 IU/ l livello di. Free beta che 14.15 IU/l. Indice di rischio per età trisomia 21 1:249, rischio combinato trisomia 21 1:396, rischio combinato 18-13 1:32. Sono molto preoccupata ed angosciata… Io con il mio compagno premetto abbiamo fatto tutti gli accertamenti prima stiamo bene di salute. Abbiamo fatto anche il cariotipo siamo portatori sani... com'è possibile?

Lettera non firmata

Il suo rischio combinato per le trisomie 13 e 18 è effettivamente più alto, ma per fare una valutazione più precisa si avrebbe bisogno dei valori di MoM. Il rischio definitivo, comunque, deve essere calcolato prendendo in considerazione anche altri ed importanti parametri (NT, età, CRL ecc..). Nel suo caso quindi la situazione dovrebbe essere tranquillizzante, ma ne parli naturalmente con il ginecologo che la segue, perchè la certezza assoluta, in un caso come questo, l'avrà solo con l'amniocentesi. PS: dice che avete fatto il cariotipo e siete portatori sani. Cosa intende? Forse si riferiva alla Fibrosi Cistica? Mi tenga al corrente. Cordiali Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Stenosi sopravalvolare polmonare lieve

(13.03.2014 - 15:41)

Buonasera, ho una figlia nata termina il 5 febbraio di 3,390 kg alla quale è stata diagnosticata una stenosi sopravalvolare polmonare lieve (gradiente inferiore a 25) con interessamento delle periferiche ed il classico DIV(per'altro già richiuso). Nonostante la situazione cardiaca sia attualmente per il cardiologo assolutamente sotto controllo, sono ovviamente scattate le indagini genetiche. La genetista, intervenuta subito, ha riscontrato un'attaccatura bassa dei capelli, la fronte un po' sfuggente e le orecchie basse, ma, considerando che anche mio marito ha ognuna di queste tre caratteristiche e non valutando nient'altro di anomalo ne alle mani, ne ai piedi, ne nella struttura fisica, ne negli esami del sangue,n e nei vari test di udito e quant'altro, ha richiesto gli esami per Williams, Noonan e Alagille, spiegandoci che la stenosi potrebbe riportare a queste sindromi anche se a colpo d'occhio iniziale non sembra esserci niente di anomalo. La bambina sta crescendo bene, 250 grammi a settimana, alimentata con metà latte di mamma e metà artificiale, dorme le sue 15 ore giornaliere, ha le sue due ore di pianto e le sue ore di veglia ma complessivamente si comporta normalmente. Le varie visite cardiologiche e pediatriche hanno confermato la buona salute, addirittura i gradienti dei periferici sono migliorati di un bel po', sia i pediatri che l'hanno visitata, sia i cardiologi ci hanno discretamente rassicurato dicendoci che i sintomi di una sindrome dovrebbero aver già fatto capolino, mentre in lei non vedono assolutamente niente. Ma nonostante tutto, noi non viviamo, abbiamo troppa ansia per questi esami, ci stiamo logorando ma le risposte non arrivano (ci avevano detto 1 mese dal giorno dell'invio, il 7 febbraio). La mia domanda è: quanto ci vorrà ancora? Quanto deve durare questa attesa? Di solito ci mettono tanto perché c'è qualcosa che non va o è nella normale procedura? Grazie per l'attenzione

Ilaria

Egr. sig.ra Ilaria,
la tecnica che staranno eseguendo sul campione biologico di sua figlia (probabilmente mediante aCGH) è certamente sofisticata e richiede un certo tempo per la definizione che, francamente, mi sembra a questo punto esagerato. Come mi dice è trascorso più di un mese. Io non credo che tale attesa dipenda da un dubbio diagnostico, forse l'avrebbero già chiamata. Penso piuttosto che ci troviamo di fronte ai normali tempi di lavorazione di una Struttura Pubblica, per un esame così complesso. Cordialmente

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Traslocazione bilanciata 1:5 de novo

(11.03.2014 - 09:56)

Gentile dottore, ho 37 anni e sono alla 21a settimana della mia prima gravidanza. I risultati dell'amniocentesi hanno rivelato che il mio bambino ha una traslocazione bilanciata tra 1 e 5 de novo, q32;q22. Adesso sto aspettando i risultati dell'aCGH. Se l'aCGH confermerà che non ci sono nè delezioni nè duplicazioni, posso stare almeno un po' tranquilla che il mio bambino stara bene o devo comunque tenere in conto quel 6% di possibilità che il bambino abbia delle malformazioni o problemi più o meno gravi? Sono molto in ansia.

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra,
la letteratura indica, in un caso come il suo, un rischio medio di patologia alla nascita per malformazioni e/o deficit neurologici, intorno al 6 % (si aggiunge un 3% in più a quello presente come rischio di specie, vedi Warburton, 1991- Sutherland 2004). Questo rischio è correlato alla possibilità che i geni che mappano nelle regioni coinvolte nel riarrangiamento vadano a perdere funzione per microduplicazioni/microdelezioni ultrastrutturali, che di fatto darebbero luogo ad un cariotipo funzionalmente sbilanciato. La tecnica di aCGH è molto importante per tranquillizzarci sull'assenza di tali riarrangiamenti. Per cui se la risposta sarà negativa potrà stare molto tranquilla. Naturalmente esegua una ecografia morfologica ed una ecocardiografia fetale, che in caso di normalità la rassicurerà ulteriormente. Rimango a disposizione per ulteriori delucidazioni.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Inversione paracentrica nel braccio corto di un cromosoma 19

(09.03.2014 - 21:45)

Gentile dottore, io e il mio compagno abbiamo intenzione di potere realizzare il nostro sogno di essere genitore con la tecnica di ovodonazione. Ho 46 anni e il mio convivente 38. Tutti gli esami svolti sono buoni a parte un punto nel cariotipo del mio ragazzo. Hanno riscontrato un inversione paracentrica nel braccio corto di un cromosoma 19. Questo può comportare un anomalia fisica o psichica per un nostro possibile figlio? Quale rischi possiamo andare incontro? Oppure non e niente di allarmante? Grazie

Lettera non firmata

Egr Sig.ra,
le inversioni paracentriche sono rare (0,9-4,9 su 10.000 nati). Solitamente non comportano anomalie fenotipiche, come nel caso del suo ragazzo, in quanto il riorientamento del segmento cromosomico non altera la funzione della porzione di genoma interessata. Questo significa che per la prole non dovrebbero esserci problemi. In alcuni casi rari è però possibile che uno o entrambi i punti di rottura vengano a trovarsi all’interno di geni e quindi creare danni. In altri casi contestualmente all’inversione può esserci una microdelezione oppure una microduplicazione. In altri casi ancora il riarrangiamento può alterare i rapporti tra geni e sequenze di regolazione. In questi casi il fenotipo può essere alterato... ma tutte queste rare eventualità è possibile verificarle attraverso una diagnosi prenatale (villocentesi o amniocentesi) che a mio parere dovrà eseguire a gravidanza in atto. Rimango a disposizione di qualsiasi altro chiarimento. Cordiali saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Sindrome di West

(05.03.2014 - 18:49)

Il mio compagno, da cui aspetto un bimbo, ha una cugina di primo grado (anni 30) affetta da sindrome di West. È possibile che si trasmetta geneticamente e quante possibilità ci sono? Grazie anticipatamente.

Lettera non firmata

Egr Sig.ra,
le cause della sindrome di West sono variabili. Quelle più comuni sono le malformazioni (molto spesso la sclerosi tuberosa o malattia di Bourneville) o i postumi di un'ischemia o una meningoencefalite, le anomalie genetiche (trisomia 21, delezione 1p36, mutazioni dei geni ARX e STK9) o una malattia metabolica (una patologia mitocondriale o la fenilchetonuria). Circa il 10% dei casi è idiopatico: in questi soggetti lo sviluppo psicomotorio è normale prima della comparsa degli spasmi e le contrazioni e l'ipsaritmia sono simmetriche e rispondono alla terapia. Il restante 10-20% dei casi è criptogenico e probabilmente si associa ad un'anomalia che non è stata ancora individuata. Da tutto questo si desume che il rischio che il suo compagno possa trasmettere tale patologia è pressappoco quello che in genere viene stimato nella popolazione generale, cioè tra 1 e 1,6/100.000 nati vivi. Affrontate quindi con tranquillità le vostre scelte riproduttive. Cordiali Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Il Morbo di Gilbert è ereditario?

(25.02.2014 - 22:10)

Gentile dottore, sono incinta alla 39.ma settimana e mio marito ha il morbo di Gilbert. Sono in attesa di un maschietto. È possibile che sia affetto anche lui? È ereditario? Grazie

Lettera non firmata

Buongiorno Sig.ra,
il morbo di Gilbert è una condizione genetica di tipo autosomico recessivo. Le persone con la sindrome di Gilbert (patologia per fortuna non grave) ereditano una mutazione da entrambi i genitori che sono portatori sani. Ne consegue che se lei non è portatrice sana suo figlio sarà solo portatore sano, quindi sano (suo marito sicuramente gli ha trasmesso una delle sue due mutazioni). Un esame molecolare soltanto potrebbe accertare se anche lei è portatrice sana. Tra due portatori sani il rischio che una figlio nasca con una patologia come questa, autosomica recessiva, è di 1 su 4 (25 %). Cordiali saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Solco palmare unico

(25.02.2014 - 13:38)

Buongiorno, abbiamo da poco scoperto che il nostro bambino, di poco più di 2 mesi, presenta su entrambi i palmi un solco palmare unico. Le visite pediatriche fin qui svolte non hanno evidenziato problemi nello sviluppo e i miei controlli prenatali, compresa l'amniocentesi, non hanno riscontrato anomalie. Crede sia necessari ulteriori controlli genetici? E se si quali? In attesa di risposta Saluti

Natascia

Egr Sig.ra Natascia,
se l'amniocentesi è stata negativa, se la crescita del bimbo è normale, se non ha altre anomalie e le visite pediatriche non hanno fin qui rilevato nulla di sospetto, stia tranquilla. Solo se i controlli pediatrici dovessero rilevare qualche altro sospetto potrebbe essere necessario un approfondimento genetico ulteriore. Ma credo non ce ne sia bisogno. Mi tenga al corrente…

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Assenza di crescita cellulare

(21.02.2014 - 11:04)

Buongiorno Dottore, sono una donna di 34 anni affetta da un LES, e quindi in terapia con diversi farmaci quali immunosoppressori anticoagulanti e cortisone. In questo periodo insieme all'aiuto degli immunologi abbiamo deciso di affrontare il percorso della FIVET in quanto non riesco a concepire naturalmente. Ho fatto alcune analisi di routine pre-Fivet tra cui la mappa cromosomica. Dopo alcuni giorni mi chiamano dal laboratorio dicendomi di ripetere l'esame per assenza di crescita cellulare. Questo esito può essere causato dalle medicine? O altrimenti cosa significa? Non ho ancora chiesto al ginecologo perché aspetto l'altro risultato, ma nel frattempo sto impazzendo con i dubbi. Grazie...

Lettera non firmata

Egr. Sig.ra,
la mancata crescita cellulare è un evento, sebbene non tanto frequente, possibile e non dipendente dalla presenza di una sua eventuale patologia. L'assunzione di quel tipo di farmaci potrebbe avere influito, ma le variabili che portano ad una non crescita cellulare sono veramente tante. Stia pure tranquilla e rifaccia il prelievo (se non lo ha già fatto). Cordiali Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Esami per sapere se il bambino è sano

(20.02.2014 - 12:25)

Buongiorno, sono mamma di una bambina di 3 anni e mezzo, avuta senza problemi all'età di 38 anni. Ora ho 41 anni e sono alla 6 settimana. Vorrei sapere se ci sono degli esami particolari da fare per sapere se il bambino avrà problemi, malformazioni... La mia ginecologa è contraria a tutto, anche con la prima bambina non mi ha fatto fare l'amniocentesi. Sono disponibile a qualsiasi esame per trascorrere una gravidanza tranquilla senza pensieri, data la mia età. Grazie

Lettera non firmata

Egr. sig.ra,
è giusto sottoporre i propri dubbi e le proprie domande al medico ginecologo curante, nonché seguirne le indicazioni. Capisco anche, di contro, la necessità di voler usufruire di altrettante informazioni che possano servire ad affrontare serenamente questo importante percorso. A 41 anni, cara sig.ra, il rischio di avere un figlio con la sindrome di Down è di 1:61, mentre quello di avere un altra patologia cromosomica è di 1:53. Sono rischi non trascurabili e spetta a lei stabilire se e quanto possa essere importante conoscere l'eventuale genotipo del feto. Se c'è questa esigenza, precocemente, lo può fare attraverso una villocentesi in 11a settimana (che fatta in mani esperte ha un basso rischio abortivo). Al più tardi, in 16a settimana, può optare per l'amniocentesi. Tenga presente che con entrambe le tecniche vi è la possibilità di indagare su tante altre patologie che si verificano a causa di mutazioni presenti in geni specifici. Rimango a sua disposizione per qualsiasi altra delucidazione.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Ipoacusia neurosensoriale bilaterale

(19.02.2014 - 11:18)

Gentile dott., sono padre di un bimbo con ipoacusia neurosensoriale bilaterale, facendo esami genetici sono risultato portatore sano di ipoacusia invece, mia moglie no. Pensando ad un'altra gravidanza volevamo sapere che probabilità abbiamo di avere un altro bimbo con ipoacusia. Grazie

Lettera non firmata

Egr. Sig.re,
se lei è portatore sano di ipoacusia per un gene che si trasmette in modalità autosomica recessiva (ad esempio il gene della Connexina 26), allora significa che ha trasmesso la sua mutazione al bimbo, ma sua moglie però dovrebbe essere portatrice sana di una rara mutazione che con le indagini fatte non è stata riscontrata. In tale caso il rischio di avere un altro figlio con ipoacusia è del 25%. Esistono alcune forme di sordità che si trasmettono con modalità diversa (ad es. autosomica dominante). Ho bisogno di sapere, per risponderle in maniera più appropriata, due cose: a quel gene è risultato portatore sano e che test genetici sono stati eseguiti a suo figlio. Rimango a sua disposizione.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Distrofia muscolare duchenne

(16.02.2014 - 10:37)

Gent.mo Dottore, sono in attesa del mio primo bimbo e ho deciso di eseguire la villocentesi, per una mia tranquillità, ed avendo una cugina (figlia del fratello di mio padre) affetta da distrofia muscolare Duchenne stavo pensando di inserire la ricerca di tale malattia nel DNA. Da quanto ho capito mia zia (acquisita) è portatrice sana e non sapeva di esserlo, ma il fatto che mia cugina sia femmina e al contempo affetta dalla malattia è molto raro... Loro non ne parlano volentieri dunque non so con certezza quale ruolo abbia giocato (o non giocato) il cromosoma X di mio zio. È possibile che anche da parte di padre possa esserci qualche problema in tal senso, dovrei per sicurezza inserire la ricerca o si è trattato di una sfortunata coincidenza? La ringrazio anticipatamente della cortese risposta. Cordialità

Sonia

Buongiorno sig.ra Sonia,
il caso di sua cugina, penso, si annovera proprio tra quei sfortunati casi in cui, occasionalmente, le femmine portatrici della mutazione genetica possono essere affette dalla malattia. Questo accade soprattutto nel caso in cui, durante un processo denominato di lyonizzazione, avviene un’inattivazione sbilanciata, nella gran parte delle cellule embrionali, di uno dei due cromosomi X a favore di quello paterno, per cui meno del 50% delle cellule mature esprime distrofina funzionale. Il meccanismo di lyonizzazione per sua cugina si spiega anche perchè il padre (suo zio) non è affetto dalla malattia e la madre mi riferisce essere portatrice sana. Non so se nel frattempo ha eseguito la villocentesi. Nel caso l'abbia fatto, spero sia andato tutto bene. La saluto cordialmente.

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma

Due ITG per displasia scheletrica

(15.02.2014 - 18:38)

Salve, ho 30 anni e mio marito 33. Le scrivo in quanto vengo da un AS e da due ITG entrambe per displasia scheletrica con idrope del feto. La prima gravidanza ho dovuto interromperla alla 22 settimana a marzo 2013 a causa di una malformazione che mi è stata indicata con il nome di ACONDROPLASIA che mi è stata diagnosticata contestualmente all'ecografia morfologica. A luglio dello stesso anno alla 10 settimana ho avuto un AS ma non è stato possibile fare delle analisi per scarsità di materiale e a gennaio di quest'anno nuovamente incinta a 16 settimane il mio ginecologo mi ha consigliato di sottopormi ad amniocentesi date le altre esperienze negative. Già dall'ecografia fatta per vedere la posizione della placenta il ginecologo si é accorto che i femori del mio bambino erano troppo corti e fermi a 12 settimane e le manine erano praticamente attaccate alle spalle e il cuoricino era già scompensato. Dalla prenatal bobs che ho fatto comunque anche se sapevo già che avrei deciso per l'itg è risultato tuttavia un cariotipo maschile normale. Adesso io è mio marito ci siamo sottoposti ai prelievi per un eventuale mappatura genetica e stiamo ancora aspettando i risultati. Mi chiedevo se fosse possibile che io è mio marito abbiamo delle tare genetiche che non si vedono dall'amniocentesi o potrebbero esserci delle cause esterne che provocano queste malformazioni? E inoltre avremo mai la speranza di avere un figlio sano? Quali sono i controlli a cui ci consiglia di sottoporci? Siamo disperati, riprendermi da questi eventi non é stato facile e non credo che ce la farei a subire nuovamente qualcosa del genere. La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità. Saluti

Cassandra

Gentile Sig.ra Cassandra,
dobbiamo fare un po’ di ordine in merito a quanto da lei descritto, per cui dovrei farle alcune domande, o meglio dovrei avere ulteriori dettagli (fondamentali che in seno ad una consulenza genetica, che spero nel frattempo ha fatto, in genere emergono):
1) Lei parla di una prima gravidanza interrotta per Acondroplasia. Ma l'Acondroplasia è stata supposta ecograficamente oppure è stata riscontrata la mutazione responsabile (al gene FGFR3)?
2) Alla terza gravidanza, sul DNA fetale, oltre le patologia cromosomiche principali, sono state eseguite altre indagini più approfondite?
3) Sa che tipo di mappatura genetica stanno eseguendo sul vostro campione di sangue, oltre al cariotipo cromosomico?
4) L'anamnesi familiare è negativa?
Sono indispensabili queste informazioni. Paradossalmente le tre esperienze potrebbero essere frutto di eventi indipendenti (tenga conto ad esempio che l'Acondroplasia, se questa è geneticamente confermata, è per il 95 % sporadica, cioè casuale). Prima quindi di sbilanciarsi è necessario avere dettagli maggiori. Se vuole mi faccia sapere, anche per e-mail. Cordiali Saluti

Dr. Alvaro Mesoraca
Genetista - Roma