Le testimonianze sulle più comuni paure del parto che accomunano le future mamme

Sono molte le donne che possono avere timore del parto. Abbiamo raccolto le testimonianze di mamme e future mamme, che hanno condiviso con noi le loro paure, per affrontare un argomento delicato che risulta, purtroppo, ancora un tabù.

La paura del parto è di norma una condizione comune a molte future mamme, specie per tutte quelle che si trovano ad affrontare la loro prima gravidanza. Laddove, però, questa sensazione, diffusa e comprensibile, si trasformi in una condizione patologica, siamo di fronte alla tocofobia, così definita per la prima volta nella letteratura medica da Knauer nel 1897.

Questa paura, spesso associata ad attacchi di panico e disturbi d’ansia, può persino portare le donne che ne soffrono ad evitare del tutto la gravidanza oppure a richiedere un parto cesareo. La tocofobia si divide in primaria o secondaria: nel primo caso, riguarda le donne che non hanno avuto precedenti gravidanze e può manifestarsi sin dalla tarda adolescenza; nel secondo, colpisce invece le donne che hanno già vissuto un parto problematico, un cesareo d’urgenza, violenza ostetrica o un travaglio particolarmente difficile.

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Uno studio, pubblicato dalla Cambridge University Press nel gennaio 2018 e condotto su ventisei donne affette da paura del parto, ha messo in luce come assecondare le richieste delle partorienti con la scelta del metodo di parto da loro desiderato, potesse avere ripercussioni positive sulla condizione psicologica delle donne, nell’immediato periodo del post-partum. In questi casi, infatti, le donne che sono state sottoposte al tipo di parto scelto hanno subito legato con i loro bambini e hanno goduto di un’eccellente salute psicologica.

La stessa cosa non si può dire delle donne che hanno subìto un parto vaginale contro la loro volontà: in questi casi le partorienti hanno sofferto di depressione post-partum o di sintomi di di stress post traumatico, oltre ad aver ritardato il legame con i loro neonati.

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L’argomento è molto delicato e spesso costituisce un tabù, ma richiama l’esigenza di affrontare anche l’aspetto psicologico dell’esperienza del parto, spesso concepito come un semplice atto fisico, svuotato di qualsiasi connessione con la dimensione più intima dell’universo femminile.

Per questa ragione, abbiamo chiesto alle mamme o future mamme su Instagram di raccontarci le loro paure più grandi legate al momento del parto, per dare voce e dignità a un tema poco affrontato e discusso e permettere loro di affrontarlo attraverso la condivisione con donne comuni che vivono la loro stessa esperienza.

Molte delle risposte riguardano aspetti più di natura fisica. Tra queste: la paura di non riuscire ad entrare in travaglio naturalmente ma di dover essere sottoposta a un’induzione, di fare un cesareo d’urgenza o la paura che il bimbo abbia il cordone ombelicale attorno al collo. Sempre vicina a queste, è poi la paura della distocia fetale, ovvero un’anormale dimensione o posizione fetale che causa un parto difficoltoso.

Accanto a queste, altri timori legati alla sfera del parto nascono da una sensazione di scarsa fiducia nei confronti del personale medico. E, tra questi, segnaliamo: la paura di subire violenza ostetrica e lacerazioni, un’induzione non necessaria o un’epistomia non necessaria (ossia un’operazione chirurgica che consiste nell’incisione chirurgica del perineo e della parete posteriore della vagina effettuata, di norma, per agevolate il parto vaginale, quando necessario).

Alcune risposte hanno invece attinenza con un senso di inadeguatezza e di mancanza di fiducia in se stesse, piuttosto comune tra le mamme alla loro prima esperienza. Tra queste segnaliamo la paura di non riuscire a spingere e il timore di non capire quando è il momento di andare in ospedale.

Alcune future mamme sono, invece, spaventate da eventuali punti di sutura e dal disagio che questi possono causare, soprattutto nei giorni successivi al parto. Se la maggior parte delle risposte riguarda l’aspetto fisico del parto, ci sono anche alcune paure di natura più psicologica, come il terrore di non essere ascoltata o la paura che il bimbo, appena nato, venga preso senza prima essere mostrato alla mamma.

Ma, senza dubbio i timori più diffusi tra le future mamme riguardano la paura del dolore e della gestione del dolore. In questo periodo poi, a questa risposta, che risulta essere la più comune, se ne aggiunge un’altra: la paura di dover affrontare il travaglio e il parto da sole, per via della pandemia da Covid-19.

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In questo anno così problematico e particolare, le donne si sono infatti trovate ad affrontare questo momento così delicato e importante senza la presenza costante del compagno o dei parenti più stretti, una prova decisamente complessa soprattutto dal punto di vista psicologico.

Parlarne con altre donne, affrontarle da un punto di vista psicologico e, se necessario, confrontarsi con degli specialisti può aiutare molto ad esorcizzarle e a guardale in faccia senza lasciarsi sopraffare da esse.

È infatti fondamentale che le donne, che vivono l’esperienza del parto, siano preparate ad affrontarlo non solo da un punto di vista fisico, ma anche e soprattutto attraverso un approccio che tenga conto delle eventuali difficoltà psicologiche, di paure recondite e anche dei desideri e delle esigenze delle donne stesse per permettere loro di vivere al meglio e senza traumi questa esperienza.

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