Scarlattina nei bambini e negli adulti: sintomi e cura - GravidanzaOnLine

Scarlattina nei bambini: cos’è e come si riconosce

Come si manifesta la scarlattina e come si distingue da varicella, morbillo e rosolia: sintomi e cura per bambini, adulti e donne in gravidanza.

Sulla pelle del bambino compaiono delle macchie rosse, e subito scattano i dubbi: cosa sarà? Varicella? Morbillo? Scarlattina?

Alcune delle malattie più diffuse tra i bambini in età pediatrica si manifestano con sintomi simili, ma ciascuna ha caratteristiche proprie che la distinguono dalle altre.

Scarlattina, cos’è?

La scarlattina è una malattia infettiva provocata da un batterio chiamato streptococco beta emolitico di gruppo A e colpisce soprattutto i bambini, ma anche gli adulti.

Si tratta di un’infezione particolarmente contagiosa anche se non grave, che si cura con farmaci antibiotici. Una volta contratta la scarlattina solitamente non si presenta più nella stessa persona. Si manifesta anche con la comparsa di macchie rossastre sulla pelle e per questo spesso viene spesso inizialmente confusa con morbillo, rosolia e quinta e sesta malattia.

I sintomi della scarlattina

L’infezione si manifesta con alcuni sintomi specifici, che possono sorgere dopo un periodo di incubazione che va da 2 a 5 giorni dal contagio. Tra questi ci sono un forte mal di gola, mal di testa, febbre alta, ingrossamento dei linfonodi e malessere generale.

In un secondo momento compaiono anche le macchie rosse, o esantema, accompagnate da arrossamento del volto e dall’alterazione nella colorazione della lingua (che prima diventa biancastra e poi assume l’aspetto di una fragola).

Le macchie rosse compaiono inizialmente su schiena e pancia e successivamente anche su gambe e braccia, e sono ruvide al tatto. Il viso della persona infetta diventa rosso, mentre la zona intorno alla bocca rimane più chiara.

La terapia per la scarlattina

La scarlattina viene curata da un tramite terapia antibiotica prescritta da un medico e guarisce in genere entro una settimana, mentre le macchie rosse provocano delle leggere escoriazioni che durano alcuni giorni in più.

Durante il periodo di cura è consigliabile assumere molti liquidi per facilitare l’espulsione del virus e di rimanere a risposo.

In casi molto rari l’infezione può invece diffondersi provocando otiti oppure polmoniti, e, qualora non venga adeguatamente trattata, può portare alcune complicazioni anche gravi come febbre reumatica e artrite.

L’infezione da scarlattina è contagiosa a partire dalla comparsa dei primi sintomi e fino alle 24 ore successive all’inizio della terapia antibiotica. Se non viene curata rimane contagiosa molto a lungo, fino a 3 settimane.

La scarlattina nei bambini (e come distinguerla dalle altre malattie)

Si tratta di una delle malattie tipiche dell’infanzia: viene contratta solitamente all’asilo o a scuola, dove compaiono ciclicamente focolai dell’infezione che si trasmette velocemente da un bimbo all’altro.

Una volta riconosciuti i sintomi della scarlattina è consigliabile tenere il bambino a casa almeno fino a 24 ore dopo l’inizio della terapia.

A differenza delle altre malattie infettive tipiche dell’età pediatrica la scarlattina è l’unica a non essere provocata da un virus bensì da un batterio.

Si distingue dalla rosolia, che può avere gravi conseguenze se viene contratta in gravidanza: la rosolia si manifesta con febbre, mal di testa e dolori accompagnati da macchie cutanee che fanno la loro comparsa prima dietro le orecchie, quindi sul volto e sul corpo e durano pochi giorni.

A differenza del morbillo, poi, la scarlattina ha un decorso più breve: il morbillo si manifesta con la tipica eruzione cutanea “a puntini”, che compare prima dietro le orecchie e sul volto e poi si diffonde al corpo, dopo i sintomi tipici di un raffreddore accompagnati a febbre alta.

Per il morbillo, la rosolia e la parotite esiste un vaccino (detto MPR) che viene somministrato in età pediatrica ed è molto importante per evitare che il bambino contragga malattie potenzialmente gravi ma anche per garantire la cosiddetta immunità di gregge per i bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi.

Infine, si distingue dalla varicella, altra infezione particolarmente diffusa tra i bambini. La varicella si presenta con macchioline pruriginose che partono da schiena e pancia per poi diffondersi al resto del corpo e subiscono un’evoluzione: inizialmente sono piccole macchie rosse, poi si ingrandiscono diventando delle vescicole e quindi fanno la crosta.

La scarlattina negli adulti

Sebbene si tratti di un’eventualità meno frequente, in parte perché molti adulti hanno già avuto la scarlattina da bambini (e generalmente ne sono poi immuni: sono rari i casi in cui la stessa persona contrae più volte la malattia) e in parte perché meno esposti al contagio, anche gli adulti possono contrarre la scarlattina, soprattutto dai propri figli.

La terapia è la medesima riservata ai più piccoli ed è quindi a base di farmaci antibiotici. Nel caso si presenti con febbre particolarmente alta si possono assumere anche antipiretici.

Per evitare la diffusione del contagio, che avviene per via orale, si consiglia di coprire bene la bocca durante tosse e starnuti, poiché le gocce di saliva trasmettono il virus.

La scarlattina in gravidanza

Non sono state ad oggi riscontrate particolari complicazioni nel caso in cui il virus della scarlattina sia contratto durante la gravidanza, a differenza di altre patologie come il citomegalovirus e la rosolia.

La scarlattina in gravidanza non provoca danni nel feto e può essere curata, su indicazione del medico, con una terapia antibiotica.

Per la donna incinta è comunque consigliabile evitare il rischio di contagio, ad esempio non utilizzando asciugamani e oggetti personali in condivisione con persone potenzialmente infette e lavandosi sempre con cura le mani.

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