Rinite gravidica e naso chiuso in gravidanza: i rimedi - GravidanzaOnLine

Quando respirare è difficile: cos’è la rinite gravidica e quali sono i rimedi

Raffreddore perenne, naso chiuso e mucose intasate: perché molte donne soffrono di rinite gravidica e come è possibile curarla.

Un raffreddore continuo che pare non voler passare mai, naso chiuso e difficoltà di respirazione: benvenute (si fa per dire) nel secondo trimestre di gravidanza. È in questo periodo infatti che le donne possono iniziare a soffrire di un disturbo particolare, detto rinite gravidica.

Si tratta di una condizione fastidiosa ma fortunatamente non pericolosa, che nella maggior parte dei casi può essere curata con alcuni semplici metodi e senza ricorrere a medicinali o a interventi chirurgici.

Le cause della rinite gravidica

Si stima che circa 6 donne su 10 soffrano di rinite durante la gravidanza. Tale condizione è dovuta soprattutto all’effetto dei cambiamenti ormonali, e in particolare all’effetto di estrogeni e progesterone. Questi due ormoni “stimolano” la vascolarizzazione delle mucose, provocando la tipica congestione nasale, con gonfiore e difficoltà di respirazione dal naso.

Durante la gravidanza la rinite può diventare più intensa, ma scompare spontaneamente poche settimane dopo il parto. In casi molto rari richiede un intervento chirurgico non particolarmente invasivo.

I sintomi della rinite gravidica

I sintomi che si accompagnano alla rinite della gravidanza sono quelli tipici del raffreddore: la donna avverte una costante sensazione di costipazione con gonfiore, naso chiuso e presenza di muco, oltre alla caratteristica voce nasale, a sensazioni di prurito e a volte anche dolore. Risulta anche ridotta la capacità di distinguere gli odori.

La rinite può essere particolarmente intensa soprattutto nell’ultimo periodo della gravidanza, andando a sommarsi a una serie di altri disturbi  e manifestarsi soprattutto di notte, influenzando negativamente il benessere della donna: il sonno, già disturbato, può risultarne ulteriormente compromesso.

Non si manifestano invece solitamente altri sintomi che possono accompagnare un raffreddore, come dolore alle ossa, dolore muscolare o febbre.

Come si cura la rinite gravidica

Nella maggior parte dei casi la rinite gravidica non necessita di specifici interventi. Dal momento che l’assunzione di farmaci in gravidanza è tendenzialmente sconsigliata, un’alternativa agli antistaminici è rappresentata dall’acido ialuronico, che può essere somministrato sotto forma di fiale da vaporizzare con l’aerosol o con nebulizzazioni nasali.

Nelle forme più gravi e resistenti alle terapie mediche può essere necessario un intervento di tipo chirurgico, che serve a ripristinare la mucosa danneggiata dalle reazioni infiammatorie provocate dagli ormoni. Ancora meno invasivo è l’utilizzo del laser per liberare il naso e “sistemare” la mucosa: l’intervento con il laser è di tipo ambulatoriale, non prevede ricovero e non provoca dolore.

Un altro tipo di intervento di tipo più invasivo e che viene eseguito in anestesia generale è la turbinectomia parziale, una piccola operazione che consiste nell’asportazione di una parte dei turbinati inferiori nasali, mentre si esegue contestualmente un tamponamento nasale per evitare emorragie.

I turbinati sono le tre piccole sporgenze ossee che si trovano all’interno della fossa nasale, formate da una sottile lamina di osso che è ricoperta dalla mucosa. È proprio questa mucosa a risentire dell’effetto degli ormoni della gravidanza: sotto la loro spinta si ipertrofizza, cioè si gonfia, dando origine ai disturbi tipici della rinite gravidica.

Con l’intervento chirurgico si intende ripristinare il normale assetto della mucosa che risulta danneggiata dalle reazioni di tipo infiammatorio tipiche della stimolazione degli ormoni. In questo senso l’operazione è volta a ridimensionare i turbinati riportandoli alla loro forma pre-gravidanza.

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