Cicli anovulatori: cause, sintomi ed eventuali rimedi - GravidanzaOnLine

Cosa significa avere i cicli anovulatori e quali sono le conseguenze

Il ciclo anovulatorio avviene quando non si hanno segni di ovulazione fra una mestruazione e l'altra: scopriamo quali sono le cause e le conseguenze.

Il ciclo mestruale di una donna non si riferisce solo alle mestruazioni, ma all’intero periodo che va da un flusso mestruale all’altro, e che dura – in media, per le donne che hanno cicli mestruali regolari – 28 giorni. Più o meno a metà del mese si verifica l’ovulazione, cioè il rilascio dell’ovulo da una delle ovaie.

L’ovulo inizia a percorrere il suo tragitto verso le tube di Falloppio e (in sintesi), se durante il suo viaggio incontra uno spermatozoo che riesce a fecondarlo avviene il concepimento: l’ovulo fecondato si trasforma in blastocisti e quindi in embrione e si impianta nella parete uterina, dove continua a crescere e a svilupparsi.

Ma cosa succede se un ciclo mestruale è irregolare e, ad esempio, l’ovulazione non avviene? In questo caso viene detto ciclo anovulatorio, cioè senza ovulazione. Può trattarsi di un episodio sporadico oppure di una costante, e in questo caso potrebbero esserci difficoltà per chi cerca una gravidanza.

Cicli anovulatori: cosa sono e come individuarli

Per prima cosa è fondamentale ricordare che i cicli mestruali non sono tutti uguali, nemmeno per la stessa donna: sono soggetti infatti a modifiche ormonali e a fattori psicologici e ambientali che possono influenzarli di volta in volta. È bene quindi sottolineare che:

  • un ciclo può definirsi anovulatorio solo quando si è concluso
  • avere due o tre cicli anovulatori durante l’anno è perfettamente normale.

Il fatto di avere sempre avuto cicli precisi non vuol necessariamente dire che tutti i mesi devono essere uguali. Ogni ciclo è a sé e la variabile che ne determina la lunghezza è appunto l’ovulazione, perché da quel momento ha inizio la fase luteale, che è sempre la stessa e comunque non supera mai i 16-17 giorni.

I sintomi dei cicli anovulatori

Esistono diversi modi per sapere se si è ovulato: uno dei metodi è quello della misurazione della temperatura basale, cioè “a riposo”, per diversi giorni. Quando la temperatura si abbassa leggermente per poi alzarsi di alcuni decimi di grado nei giorni successivi (e quindi tornare ad abbassarsi) significa che c’è stata l’ovulazione, e questo è considerato il metodo più attendibile per sapere se c’è stata effettivamente l’ovulazione.

Un altro strumento utile per individuare l’ovulazione è quello degli appositi stick di ovulazione, che riconoscono, nelle urine, la concentrazione di due particolari ormoni: si tratta dell’ormone estradiolo e dell’ormone luteinizzante LH, i cui livelli aumentano in prossimità dell’ovulazione. Tali ormoni sono facilmente individuabili dagli appositi stick.

Le cause dei cicli anovulatori

I motivi per cui diversi cicli risultano anovulatori sono diversi: può capitare di frequente durante l’adolescenza, quando il ciclo non si è ancora regolarizzato, oppure in prossimità della menopausa.

In alcuni casi la mancata ovulazione può dipendere invece da disfunzioni ovariche, dall’ovaio policistico o da disfunzioni della tiroide. Anche un peso corporeo eccessivo (obesità) o troppo basso (anoressia) può alterare il ciclo mestruale. Quando il flusso mestruale non compare del tutto, invece, si parla di amenorrea.

Anche durante l’allattamento l’alta concentrazione dell’ormone della prolattina può inibire (ma non rendere impossibile) l’ovulazione.

Cicli anovulatori, i rimedi

Solitamente il ciclo anovulatorio si distingue, oltre che per la mancata comparsa dei sintomi (che tuttavia non sono avvertiti da tutte le donne, soprattutto se non vengono tenuti “sotto controllo” ad esempio con la misurazione della temperatura basale) per la sua irregolarità.

Per le donne che cercano una gravidanza avere molti cicli anovulatori può costituire una seria difficoltà, dal momento che manca uno dei due elementi essenziali per il concepimento, e cioè il gamete femminile: il medico può consigliare esami specifici per individuare il problema e agire di conseguenza, iniziando una terapia farmacologica mirata, oppure, nei casi più seri, rivolgendosi a un medico specializzato nel trattamento dei problemi di infertilità.

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