Primo caso di vaiolo delle scimmie in una bambina di 4 anni

La piccola al momento non presenta sintomi, e pare che non sia entrata in contatto con nessuno, eccetto i parenti: è stata visitata a scopo precauzionale e sottoposta al test, risultato positivo.

È stato registrato in Germania il primo caso pediatrico di contagio di vaiolo delle scimmie. Si tratta di una bambina di 4 anni residente a Pforzheim nel sud-ovest del Paese, insieme alla sua famiglia, composta da due adulti, a loro volta positivi alla malattia.

La bimba al momento non presenta sintomi, e pare che non sia entrata in contatto con nessuno, eccetto i parenti: è stata visitata a scopo precauzionale e sottoposta al test, risultato positivo. In Germania, attualmente, sono stati segnalati all’RKI (il Robert Koch Institute, organismo per la tutela della salute pubblica), 2.916 casi di Monkeypox virus in meno di tre mesi.

Monkeypox: primo caso di vaiolo delle scimmie in una donna incinta

Quasi tutti i contagiati sono maschi, mentre le femmine sono sette. “Secondo le conoscenze attuali per la trasmissione dell’agente patogeno è necessario un contatto stretto”, fanno sapere dall’Istituto, sottolineando che nella maggior parte dei casi la trasmissione stia avvenendo principalmente tramite attività sessuale.

La prima settimana di agosto del 2022, sempre il RKI, aveva anche segnalato due casi in adolescenti di 15 e 17 anni infettati dal vaiolo delle scimmie. Secondo l’Oms nell’attuale epidemia i casi di infezione nei bambini sono pochissimi e in molti Paesi comunitari si sta preparando la campagna di vaccinazione.

In Italia, ad esempio, la Lombardia, una delle regioni con più casi registrati, ha comunicato che i vaccini sono disponibili da mercoledì 10 agosto. Al momento sono 2mila le dosi di Jynneos pronte per essere inoculate nei centri per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse delle Asst e Irccs lombardi.

Il vaccino contro il vaiolo delle scimmie viene consigliato al personale di laboratorio, che potrebbe essere esposto al virus, e a persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e che hanno avuto comportamenti sessuali a rischio.

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