"233 giorni di inezioni": il post che racconta la trombofilia in gravidanza

La trombofilia in gravidanza è una condizione che può aumentare il rischio di trombosi, distacco della placenta, aborto e preeclampsia. Scopriamo di cosa si tratta e perché è importante la diagnosi precoce.

La trombofilia in gravidanza è una condizione che si verifica a causa di un’anomalia nella coagulazione del sangue, che può portare a un aumento del rischio di trombosi. Tale condizione può essere ereditaria oppure acquisita, e nelle donne in gravidanza può avere pericolose ripercussioni sia sulla salute della madre sia sul feto.

Come scritto in un post su Instagram dal Dottore e Ginecologo Ignazio Perez Tomasone:

La trombofilia (ereditaria o acquisita) è un disturbo della coagulazione del sangue che induce le persone che ne soffrono, uomini e donne, a coagulare troppo, essendo inclini alla trombosi. Durante la gravidanza è la causa del 50% degli aborti ricorrenti, provoca morte intrauterina, distacco della placenta, ritardo della crescita fetale, preeclampsia e nascite premature, molte delle quali non sopravvivono

Il post ricorda la diagnosi di trombofilia di una paziente, che durante la stessa settimana ha scoperto di essere in attesa della sua primogenita.

Un anno fa, oggi, dalla prima iniezione di eparina nella pancia. 233 giorni di iniezioni.
Le parole non bastano per esprimere tutto ciò che queste immagini generano in me.
Un sentimento di completa gratitudine, al mio compagno che ogni giorno mi ha applicato una dose con tutto l’amore del mondo.
Al mio ginecologo, che quel giorno mi ascoltò in ufficio e me lo disse e alla mia ematologa Adriana che mi ha trattato con tanto amore e pazienza 🙏.
Questa cosa della maternità non è stata facile… eppure con Joaqui ed Ema potremmo dire che sì, ce l’abbiamo fatta noi 3.
Che non ci fosse un giorno di quei 233 che non ne valesse la pena.
Grazie Joaquina, la nostra bambina arcobaleno 🌈 per averci scelto…

Trombofilia in gravidanza

Durante il periodo della gravidanza si verificano cambiamenti non solo ormonali ma anche a livello emostatico, con un aumento dell’ipercoagulabilità. Di conseguenza, la gravidanza è di per sé un fattore di rischio trombotico e, in caso di trombofilia ereditaria, questo rischio aumenta enormemente.

La trombofilia in gravidanza oltre ad aumentare il rischio di sviluppare trombosi, può portare anche gravi complicanze come:

  • aborto
  • distacco della placenta
  • preeclampsia
  • ritardo della crescita fetale
  • nascita prematura

Per questo la diagnosi precoce può aiutare a minimizzare tali rischi sia per la madre sia per il bambino. Una delle terapie per contrastare la trombofilia è la somministrazione di punture di eparina dall’inizio della gestazione. Si tratta di un anticoagulante, in grado di prevenire e contrastare la formazione di coaguli nel sangue.

Articolo originale pubblicato il 14 febbraio 2022

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  • Patologie in gravidanza