Quanti danni può fare il fumo passivo in gravidanza? E come difendersi

Smettere di fumare non basta: anche il fumo passivo in gravidanza può essere pericoloso. Vediamo perché e come proteggersi.

Ormai lo sappiamo senza ombra di dubbio: fumare in gravidanza è estremamente pericoloso per il nascituro. Non solo durante la gestazione e dopo il parto ma anche, come mostra uno studio, prima, perché i piccoli nati da mamme che fumavano prima di restare incinta sono più esposti al rischio di SIDS.

Non fumare, o smettere appena si scopre di essere incinta, è quindi l’unico modo per proteggere completamente il feto prima e il bambino poi.

Ma come comportarsi quando non siamo noi a fumare? Scopriamo quali sono i rischi del fumo passivo in gravidanza e come è possibile proteggersi.

Fumare anche prima della gravidanza aumenta il rischio di Sids: lo studio

Fumo passivo in gravidanza: danni e conseguenze

Smettere di fumare, dicono le ricerche, non è sufficiente per eliminare i rischi associati all’esposizione alle sigarette. Molte donne, infatti, sono esposte al fumo passivo di amici e familiari e ai residui di sigarette che queste persone lasciano dietro di sé. Il fumo passivo durante la gravidanza, però, può avere effetti dannosi sulla salute sia della madre che del bambino.

Ci sono circa 4.000 sostanze chimiche presenti nel fumo passivo, molte delle quali sono classificate come cancerogene. In gravidanza, però, i rischi dell’esposizione al fumo di sigaretta non solo limitati alle maggiori possibilità di sviluppare un tumore, ma sono anzi legati a una serie di condizioni o patologie del feto e del bambino. Tra queste ci sono una maggiore incidenza di aborti spontanei, basso peso alla nascita, parto prematuro, carenze di apprendimento o disturbi comportamentali nel bambino, così come la sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS), per prevenire la quale è fondamentale evitare l’esposizione al fumo sia prima che dopo la nascita.

Secondo la dott.ssa Bernadette Daelmans, capo unità, salute e sviluppo dell’infanzia presso il dipartimento dell’OMS per la salute e l’invecchiamento materno, neonatale e dell’adolescenza

L’esposizione al fumo passivo influisce sulla sopravvivenza, sulla salute e sullo sviluppo dei bambini prima e dopo la nascita. Non esiste un livello sicuro di esposizione al fumo di tabacco. Danneggia gravemente la salute di un bambino e può spingerlo a dedicarsi in seguito all’uso del tabacco, il che aumenterà il rischio di gravi danni alla salute per tutta la vita.

L’esposizione al fumo passivo durante la gravidanza, continua l’OMS, è particolarmente rilevante in molti paesi a basso e medio reddito, dove poche donne fumano ma molti uomini lo fanno.

C’è un altro aspetto, spesso sottovalutato, da considerare quando si parla di fumo passivo in gravidanza. I rischi non derivano solo dal fumo emesso dalla sigaretta, ma anche da quello che viene definito “fumo di terza mano”, con cui si può entrare in contatto senza nemmeno esserne consapevoli. Con questo termine, infatti, si intendono i residui lasciati dalle sigarette su mobili, tappeti, vernice, ecc., che possono resistere nell’ambiente anche per mesi o anni.

Fumare è rischioso non solo per la gravidanza in corso, ma anche per le successive

Queste tossine possono entrare nel flusso sanguigno per contatto o inalazione e tramite il sangue vengono poi condivise con il feto. Uno studio condotto presso il Los Angeles Research Institute ha stabilito che i residui di fumo di terza mano hanno un effetto dannoso sullo sviluppo polmonare prenatale, che può causare problemi respiratori più avanti nella vita.

La Dott.ssa Virender Rehan, ricercatrice presso LA BioMed e autrice dello studio, ha spiegato

Il fumo di terza mano è una tossina invisibile perché indugia sulle superfici delle case, delle camere d’albergo, dei casinò e delle auto usate dai fumatori dove i bambini, gli anziani e altre persone vulnerabili possono essere esposti alle sostanze tossiche senza rendersi conto dei pericoli. Le donne incinte dovrebbero evitare le case e altri luoghi in cui è probabile che si trovi fumo passivo per proteggere i loro bambini non ancora nati dal potenziale danno che queste tossine possono causare ai bambini in via di sviluppo.

Non solo: secondo altri due studi, il fumo passivo di terza mano sarebbe associato non solo a profondi cambiamenti nel sistema immunitario dei piccoli, ma anche a un tasso più alto di depressione post-partum nelle madri.

Come difendersi e proteggersi dal fumo passivo

Difendersi dal fumo passivo può essere difficile, ma è fondamentale sia in gravidanza che prima del concepimento e dopo il parto. Se tu e il tuo partner state cercando di concepire, aspettate un bambino o avete avuto di recente un figlio, non solo dovreste smettere immediatamente di fumare se non lo avete ancora fatto, ma è meglio ridurre al minimo la quantità di fumo passivo in casa.

Non stare in presenza di persone che fumano e, per ridurre il rischio del fumo passivo di terza mano, assicurati che il tuo partner e i vostri amici e familiari fumino all’aperto e, se possibile, non entrino in casa indossando gli indumenti con cui hanno fumato all’esterno.

Ad esempio, incoraggia il tuo partner a indossare un cappotto o una felpa quando fuma e a toglierli prima di entrare in casa. Inoltre, dopo essere stati esposti alle sigarette, è importante lavarsi accuratamente le mani prima di toccare la gestante o il bambino.

Articolo originale pubblicato il 6 ottobre 2022

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